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Proges esporta il suo modello educativo in Cina: accordo con il Golden Bean

L’accordo ha definito le condizioni generali di utilizzo sul territorio cinese del modello educativo Proges, il supporto consulenziale e formativo che verrà garantito dalla cooperativa parmigiana

Al termine di una visita a Parma durata 10 giorni, è stato firmato un accordo preliminare tra Proges e il Golden Bean Education Group di Pechino. L’accordo ha definito le condizioni generali di utilizzo sul territorio cinese del modello educativo Proges, il supporto consulenziale e formativo che verrà garantito dalla cooperativa parmigiana e la licenza del brand. Nelle prossime settimane una delegazione di Proges è attesa a Pechino per un primo sopralluogo operativo.
 
La (Jin Doudou) Education Group è una società che gestisce nella capitale della repubblica popolare numerose scuole e servizi rivolti all’infanzia, ed è attualmente impegnata nella costruzione di 10 nuove strutture. In partnership con l’Università di Pechino, al fine di elevare la qualità della sua offerta formativa, la  società cinese ha deciso di approfondire la conoscenza  delle realtà che per storia, tradizione pedagogica e capacità innovativa rappresentano le eccellenze riconosciuta a livello internazionale. Nella loro permanenza in Italia i rappresentati della Golden Bean hanno scelto di visitare la Fondazione Reggio Children, l’Istituto d'Istruzione Superiore Montessori di Roma e la società mista ParmaInfanzia, come esempio virtuoso di collaborazione pubblico/privato.
 
Durante la visita, ancora una volta è stata riconosciuta e apprezzata la qualità dell’offerta educativa, del modello pedagogico e relazionale su cui è progettato il servizio, e l’efficienza della gestione organizzativa. Grande interesse hanno riscontrato le attività quotidianamente predisposte per i bambini e la loro efficacia nello stimolare l’apprendimento e la creatività, ma soprattutto l’attenzione alla socializzazione e alla condivisione di regole e abitudini. Si tratta di un aspetto particolarmente sensibile per una società di figli unici, in cui non è scontata la possibilità di offrire ai bambini l’esperienza di una socializzazione accompagnata e vagliata in tutti i suoi aspetti educativi. Particolare apprezzamento è stato dato infine alla cura delle relazioni con la famiglia e ai moment di condivisione e confronto tra genitori.
 
Considerato l’esito particolarmente positivo della visita, si è delineato un accordo di massima che vede in campo da una parte ParmaInfanzia S.p.a. ed il suo Centro Studi con il compito di dirigere e coordinare gli stage formative previsti Parma e dall’altra Proges che, in quanto soggetto privato dovrà fornire il necessario know-how per supportare in loco la Golden Bean per i raggiungimento degli standard qualitativi previsti dal progetto pedagogico parmigiano, oltre che a stabilire le condizioni e i criteri di utilizzo del marchio italiano nel vasto territorio della repubblica popolare cinese.
 
Per questa ragione è stata programmata già nel prossimo mese una visita presso le sedi delle scuole e della società pechinese, per la rilevazione puntuale del fabbisogno consulenziale, al fine di poter corrispondere al meglio alle aspettative e agli interessi del cliente, secondo uno stile tailor-made. Nelle visite successive, sarà anche organizzato presso l’Università di Pechino un convegno che vedrà Proges illustrare il suo modello educativo e socio-assistenziale.
 
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, infatti, durante i colloqui è emerso anche l’interesse verso il tema dell’assistenza ad anziani con diversi gradi di disabilità, attraverso servizi di assistenza sanitaria e di riabilitazione, nonché cure infermieristiche, anche presso centri diurni. Anche in questo campo l’esperienza ventennale di Proges potrà fornire un valido supporto al miglioramento del welfare di una società che, in rapido sviluppo, dovrà offrire alle persone servizi di qualità sempre maggiore.

 
Proges compie 20 anni – dichiara il Presidente Costantino – e la costante della nostra storia è la volontà e la capacità di leggere in anticipo i nuovi bisogni delle persone e del mercato, di evolverci e di imparare a fare cose nuove. C’è chi pensa che quello cooperativo sia un modello debole d’impresa, che nasce sotto il riparo della pianificazione pubblica e non ha la forza di stare sulle sue gambe. È vero il contrario, e questa partnership che stiamo costruendo lo dimostra. Creare un equilibrio tra qualità del servizio pubblico, l’efficienza e la dinamicità dell’impresa che deve stare sul mercato, e la sensibilità sociale della cooperazione è la nostra mission. Realizzarla non è facile, ma è anche la grande opportunità che abbiamo per dare una prospettiva di crescita al nostro lavoro”.

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