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Economia

I sindacati pensionati Cgil, Cisl e Uil: "Cresce la preoccupazione per la tenuta della sanità pubblica"

"Siamo consapevoli delle grandi difficoltà delle aziende sanitarie tra mancati finanziamenti statali, carenza di personale e fuga di professionisti dal pubblico al privato, blocco del turnover, incremento dei costi energetico-inflattivi"

"Dopo i confronti e i tavoli aperti, in Conferenza territoriale e nei Comitati di Distretto - si legge in una nota dei sindacati - anche tra i sindacati pensionati Cgil, Cisl e Uil, insieme alle loro confederazioni, inizia a diffondersi la preoccupazione per la tenuta complessiva del sistema sanitario pubblico. Da sempre sostenitori dell’importanza della sanità pubblica universale, i rappresentanti degli ex-lavoratori che pagano tutti i mesi fino all’ultimo centesimo di Irpef, sono consapevoli delle grandi difficoltà delle aziende sanitarie tra mancati finanziamenti statali, carenza di personale e fuga di professionisti dal pubblico al privato, blocco del turnover, incremento dei costi energetico-inflattivi. Sono però anche consapevoli che il sistema sanitario parmense è al secondo posto dopo Ravenna per il rapporto posti letto pubblici e privati (posti privati 33 %) e nonostante tutte le possibili convenzioni e integrazioni, con i relativi finanziamenti,  il sistema complessivo pubblico dell’offerta risulta in crisi profonda come dimostra  anche il disavanzo 2022 di 12 milioni di euro.

Nella speranza di tutti,  il periodo post-covid avrebbe dovuto garantire un rilancio del sistema sanitario e sociosanitario con i finanziamenti del PNRR ma soprattutto con lo sviluppo dell’organizzazione dei  medici e dei lavoratori del comparto. Purtroppo si assiste invece a criticità sempre più urgenti: come se il sistema dopo aver fatto di tutto per affrontare la più grande emergenza sanitaria dalla seconda guerra mondiale ad oggi, ne fosse uscito stremato e a pezzi.

Cgil, Cisl e Uil pensionati con la condivisione delle loro confederazioni, da sempre responsabili nell’affrontare situazioni complesse, ritengono che l’obiettivo principale sia quello di garantire le risorse umane per continuare ad offrire servizi quantitativamente e qualitativamente importanti, come è sempre stato per  la sanità pubblica della provincia di Parma. La preoccupazione però inizia a fare i conti con le evidenti dinamiche che non devono dar luogo a disservizi come il taglio ulteriore di posti letto ospedalieri (per adesso la riduzione riguarda 120-150 posti letto estivi  e quindi  temporanei…) e il protrarsi di tempi d’attesa difficili e insostenibili per le visite e gli esami specialistici. Su questi due punti sono urgenti garanzie precise in modo da continuare a lavorare per creare sinergie e possibilità di miglioramento e riorganizzazione sugli altri aspetti fondamentali e tutti collegati tra loro  (emergenza/urgenza, unificazione aziendale, case di comunità e cure intermedie) e quindi per non ridurre il perimetro dell’offerta che inciderebbe in modo irreparabile, in primo luogo, sulle persone anziane fragili rappresentate da Cgil, Cisl e Uil". 
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