Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

I sindacati pensionati dopo la tragedia di viale Tanara: "Per gli anziani fragili servono regole chiare: più interventi pubblici"

"I fatti di questi giorni dimostrano che il tema dell’autonomia e dell’assistenza agli anziani da parte del settore pubblico deve assumere un carattere predominante negli interventi della Regione e degli Enti locali per evitare che gli anziani non autosufficienti diventino il business di soggetti con scarse competenze e spesso senza scrupoli"

In pieno agosto il problema delle persone anziane fragili a Parma si è riproposto in modo drammatico a causa di fatti di cronaca gravi: l’incendio avvenuto nella residenza anziani di via Tanara (con una persona morta) e la denuncia di una struttura che operava al di fuori delle regole e senza autorizzazione al funzionamento.

I sindacati pensionati di CGIL, CISL, UIL da anni cercano di tenere alta l’attenzione sul tema dell’assistenza socio-sanitaria per le persone disabili, non solo anziani, chiedendo con proposte concrete che sia rivisto l’intero sistema dei servizi. Viviamo in un inverno demografico in cui il processo positivo per cui le persone vivono più a lungo non viene affiancato da politiche adeguate, trasformando così l’opportunità rappresentata dalla longevità in un problema che investe moltissime famiglie, spesso con conseguenze economiche e sociali gravissime.

I fatti di questi giorni dimostrano che il tema dell’autonomia e dell’assistenza agli anziani da parte del settore pubblico deve assumere un carattere predominante negli interventi della Regione e degli Enti locali per evitare che gli anziani non autosufficienti diventino il business di soggetti con scarse competenze e spesso senza scrupoli.

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil Pensionati di Parma ribadiscono che il tema della domiciliarità (cioè permettere alle persone anziane di vivere nelle loro abitazioni il più a lungo possibile) è fondamentale per questa fase demografica. Vanno ripensati nuovi sistemi di abitare, utilizzando tecnologie innovative (la cosiddetta domotica) per supportare anziane e anziani nella progressiva perdita di autonomia. E per valorizzare la domiciliarità come sistema di assistenza è necessario supportare e formare caregiver e assistenti famigliari in grado di coadiuvare l’intervento delle assistenti domiciliari.
Per quanto riguarda le strutture che ospitano anziani non autosufficienti è prioritario il tema delle regole e quindi l’azione di controllo pubblico e il riordino anche legislativo dell’ambito in cui operano tutte le strutture a vario titolo interessate all’assistenza: case-famiglia, case residenza e case protette. Solo in questo modo si tutelano gli interessi di famiglie e utenti.

Le istituzioni devono intervenire in modo più incisivo, e con il confronto costante con le organizzazioni sindacali (sempre in prima linea nella difesa dei cittadini più deboli), in termini sia di governance che di controlli. Questo sistema che negli ultimi anni è sempre più deregolamentato va messo a norma, facendo attenzione alla formazione del personale e alla sua presenza numerica in rapporto al diverso grado di autosufficienza degli ospiti. È indispensabile che sia stabilito in modo chiaro (e non aleatorio come avviene oggi) in quali strutture possono essere ospitati gli anziani fragili, sulla base del grado di autosufficienza o non autosufficienza.

Non vorremmo più leggere notizie come quelle di questi giorni. Il tempo per intervenire è qui ed ora, senza ulteriori indugi. La pandemia ci ha mostrato criticità e falle nel sistema di assistenza che sono state causa di una vera e propria strage di anziani. Eppure nulla sembra averci insegnato l’esperienza del Covid. Il sindacato, in modo unitario, è in prima linea nella tutela delle persone che rappresenta e che nel momento più fragile della vita meritano di essere assistite al meglio.

Le risorse ci sono: quelle del Pnrr e i molti fondi strutturali messi a disposizione dall’Europa per sostenere l’invecchiamento. Si tratta di un’opportunità che va colta attraverso la progettazione che ogni Ente deve essere in grado di fare con il supporto e la regia della Regione. Come sindacato siamo pronti a partecipare attivamente alla messa in rete di tutte le competenze per poter ripensare un sistema efficace, efficiente ed inclusivo.

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