Economia

Tas Group, stato di agitazione: lavoratori in presidio davanti alla sede di Parma

La regolamentazione dello smartworking dopo la fase emergenziale, al centro della protesta

"Ieri 30 Giugno 2021 il Coordinamento Rsu di Tas Group e la Fiom-Cgil - si legge in una nota - hanno proclamato 4 ore di sciopero e organizzato presidi svolti in contemporanea e connessi tra di loro telematicamente di fronte alle sedi di Bologna, Roma, Milano e Parma. 

Il Gruppo Tas Spa è un’azienda informatica che produce prevalentemente software per i settori bancario e finanziario con diverse sedi, anche all’estero, e che occupa in Italia più di 400 dipendenti. 

Questa iniziativa si inserisce all’interno di mesi di agitazione sindacale, coincidente con la completa remotizzazione della attività lavorativa legata alla pandemia Covid-19 e iniziata a fronte della decisione dell’Azienda di non erogare alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno operando da remoto i buoni pasto, né prevedere il riconoscimento di alcuna forma di indennità sostituiva per le spese vive che quotidianamente sostengono, a differenza della stragrande maggioranza delle aziende del settore IT. 

Inoltre come Fiom-Cgil e Coordinamento Rsu, avendo immediatamente riconosciuto che tale modalità di lavoro sarebbe stata prevalente per un lungo periodo di tempo e che il suo utilizzo avrebbe modificato strutturalmente l’organizzazione del lavoro all’interno dell’Azienda e in generale del settore, già ad Aprile 2020 abbiamo rivendicato la sottoscrizione di un accordo collettivo, valido anche per il periodo post emergenziale, che disciplinasse in particolare l’orario di lavoro e il diritto alla disconnessione, la fornitura degli strumenti di lavoro, la tutela della privacy dei dipendenti, il contrasto al controllo a distanza e la tutela della retribuzione.   

Nell’incontro svolto lo scorso 13 Maggio la Direzione Aziendale, nonostante la chiusura di un bilancio in attivo per l’anno 2020 con un aumento del fatturato, degli indici di redditività e degli utili, ha confermato la propria volontà di non riconoscere i buoni pasto a chi lavoro modalità agile e di voler, anzi, procedere all’assorbimento degli aumenti previsti dal recente rinnovo del CCNL Federmeccanica.

Sappiamo che tali risultati aziendali sono stati conseguiti grazie all’impegno e alla diligenza delle lavoratrici e dei lavoratori che, nonostante le complessità legate all’emergenza sanitaria, le difficoltà organizzative e la repentina e completa remotizzazione della propria attività hanno sacrificato parte del proprio spazio domestico e, troppo spesso, esteso senza limiti il proprio tempo di lavoro. 

Rimaniamo fermamente convinti che i lavoratori, attraverso le loro rappresentanze, devono avere voce in capitolo su come viene distribuita la ricchezza prodotta in Azienda e che sia irrinunciabile che i trattamenti economici e normativi e le trasformazioni organizzative legate al lavoro agile debbano essere oggetto di contrattazione collettiva e non possano essere lasciati alla discrezionalità e alla unilateralità dell’Azienda. 

L’importantissima giornata di agitazione di oggi che ha coinvolto tutte le sedi, ci ha reso ancora più certi di aver intrapreso la strada giusta: l’agitazione sindacale proseguirà con il blocco degli straordinari e di qualsiasi forma di flessibilità al di fuori del normale orario". 

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