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Lunedì, 27 Maggio 2024
Economia

Tempi di attesa sulla specialistica: concluso il confronto regionale

Angela Calò, segretario generale aggiunto CISL Parma Piacenza: “Non vogliamo che il diritto alla salute diventi una prerogativa solo per chi se lo può permettere”

A margine del confronto sviluppato dalle parti sociali con l’Assessorato per le politiche per la Salute e la Direzione Generale sulle recenti scelte di programmazione regionale, Angela Calò si esprime sulla questione dell’abbattimento delle liste d’attesa: “Come noto – dice – le maggiori criticità si registrano su visite ed esami specialistici che mettono in seria difficoltà le famiglie: il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione, sta diventando una sorta di privilegio solo per chi se lo può permettere, rivolgendosi alla sanità privata e pagando di tasca propria costi non esattamente popolari. Si ha la sensazione di una volontà di scivolamento verso il privato, cosa che può spingere chi non ha abbastanza risorse a rinunciare alle cure. Il sistema sanitario pubblico a Parma mostra ancora segni di debolezza in questo senso e quindi perché, per esempio, non chiedere ai medici di mettere a disposizione più ore e allargare la fascia oraria delle visite?”

La delibera regionale oggetto della discussione prevede, per ogni Azienda Sanitaria della regione, un Piano straordinario di incremento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali da realizzare entro il 2024, facendo ricorso a efficientamenti organizzativi e assunzioni finalizzate, prestazioni aggiuntive del personale dipendente e, in subordine, al privato accreditato: “Spesso però – sottolinea Calò – le strutture della provincia mancano di professionisti, attrezzature e macchinari specifici per cui dai comuni più piccoli ci si ritrova a dover prenotare in strutture sanitarie in città, allungando ulteriormente le liste d’attesa. Il privato accreditato può risolvere una situazione, per così dire, di emergenza ma non deve diventare la regola anche perché rappresenta comunque un costo per la sanità pubblica.”

Oltre al piano di incremento delle prestazioni, si affianca un insieme strutturato di misure da sviluppare nel medio-lungo termine, finalizzato alla migliore gestione delle agende di prenotazione, ad un nuovo paradigma di presa in carico delle patologie croniche e di tutte le prestazioni successive alla prima visita, al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, alla più puntuale contrattualizzazione delle caratteristiche delle prestazioni acquisite dal privato accreditato, all’apporto che potrà essere fornito dagli specializzandi, in raccordo con l’Università

Ognuno di questi temi, a partire nell’immediato dai Piani Aziendali di incremento delle prestazioni, dovrà essere preceduto da un confronto di dettaglio regionale e territoriale con le Organizzazioni Sindacali Confederali e seguito da monitoraggi e rendicontazioni, anche al fine di verificare l’efficacia concreta degli strumenti individuati e la coerenza con l’implementazione della rete assistenziale di prossimità. Oltre al personale appositamente assunto per lo smaltimento delle liste d’attesa, la Regione ha inoltre garantito che entro fine anno verrà integralmente sostituito il personale cessato nel corso del 2024. E’ inoltre prevista l’assunzione a tempo indeterminato del personale in possesso dei requisiti per la stabilizzazione. “Tutto questo – conclude Calò - tenendo conto del sottofinanziamento del Sistema Sanitario Nazionale e dei vincoli nazionali su assunzioni e spesa per il personale che condizionano gravemente la programmazione regionale. Il complesso degli interventi predisposti e le verifiche previste possono produrre miglioramenti nell’accesso alle prestazioni specialistiche ma l’emergenza va affrontata in tempi brevissimi così da mantenere la sanità pubblica un valore aggiunto nella vita di tutti e non una chimera irraggiungibile”.

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