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Terrepadane, modello di sviluppo per l’agricoltura italiana

Il Ministro Martina in un incontro al Palazzo dell'Agricoltura con dirigenti e dipendenti della cooperativa, sottolinea l'importanza dell'aggregazione ed indica l'agricoltura di precisione, tra i settori portanti di Terrepadane, come vera frontiera avanzata di un percorso di qualità

Per il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina intervenuto al Palazzo dell’Agricoltura per un incontro con dirigenti e dipendenti di Terrepadane, “la cooperativa (oltre 2000 soci) è un’esperienza pulita per unire le forze, un esempio di modernità, di una sfida per portare avanti il modello italiano nel futuro, in una prospettiva strategica. Siamo di fronte- ha ribadito- ad un passaggio delicato, di grandi potenzialità, ma anche rischi, con Expo occasione da sviluppare, per promuovere questo tipo di capacità.

L’agricoltura di precisione, uno dei punti di forza tecnologica di Terrepadane (assieme alla fertirrigazione), è- ha sostenuto- la vera frontiera avanzata di un percorso di qualità ed Expo ne è l’acceleratore. Ma non ci sono -ha chiarito il Ministro- bacchette magiche; il Governo deve costruire condizioni migliori, ma i protagonisti devono essere gli imprenditori. I nostri punti di forza sono export ed internazionalizzazione. Il 2015 sarà un anno di passaggio per cominciare a delineare percorsi strategici di investimenti, dopo anni “in difesa”.

A Terrepadane ha detto di “proseguire l’opera intrapresa, scommettendo ben prima degli altri, un patrimonio di esperienze che possa concorrere a rafforzare un progetto strategico per l’agricoltura italiana”.

Prima delle conclusioni del Ministro Martina, dopo il saluto del sottosegretario Paola De Micheli (dobbiamo essere orgogliosi e senza remore dei nostri primati) e del presidente Coldiretti Luigi Bisi (che ha ricordato i problemi legati alle risorse idriche ed alla selvaggina), il direttore generale di Terrepadane Dante Pattini ha presentato “i numeri” del Consorzio, cooperativa con oltre 2000 soci, capillarmente presente nei territori delle province (Piacenza, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia e dal 2015 Cremona e Bergamo);siamo passati in dieci anni (con bilanci in regola negli ultimi sette) da un fatturato di 60 milioni di Euro ad uno di 165; per l’anno in corso di 185 milioni.

Siamo unici perché forniamo tutti i prodotti e tutti i servizi tecnici di cui hanno bisogno gli agricoltori, per cereali, riso, mais, pomodoro, vino, stalle da latte, ovvero il meglio di ciò che produce la pianura padana; in pratica- ha ribadito Pattini- continuiamo a fare ciò per cui siamo nati oltre cent’anni fa, puntando sui giovani per un futuro che sarà sempre caratterizzato da innovazione e tradizione, con attenzione ai nuovi mercati. Puntiamo su soia non Ogm per i mangimi e sui cereali biologici, incentivando precision farming e fertirrigazione per un uso sostenibile di acqua e prodotti fitosanitari”.

“La nostra forza- ha detto il presidente di Terrepadane Marco Crotti- sono i collaboratori che operano nel Consorzio, nato oltre cent’anni fa dalle menti illuminate di coloro che si contrapponevano ai latifondisti che volevano bloccare lo sviluppo. Noi, a prescindere dalla tecnologia, siamo presenti sui territori per fornire sempre risposte concrete agli agricoltori ed allevatori; al Governo chiediamo di tutelare la distintività della qualità di ciò che produciamo”.

Crotti ha ricordato che Terrepadane “ha da poco un’azienda che produce solo biologico. E’ una nicchia che va forte e trascina con sé gli altri prodotti italiani. E difendiamo con i denti la nostra produzione di soia e mais Ogm free perché questo ci distingue dal mercato delle comodity. L’Italia deve difenderci; noi stiamo convertendo tutti i nostri mangimifici; dalla nuova Pac ci sono opportunità enormi perché con la soia si rientra nelle misure previste per il greening”. Ed infine Crotti ha chiesto al Ministro che si possa mettere ordine alle borse merci e di limitare il potere dei mediatori nel mercato del riso. “Uniamoci in questo slancio di ottimismo e di voglia di fare”.

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