esondazione colorno - si doveva fare di più

Ritardi nel predisporre i soccorsi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

La calamità naturale che ha colpito in maniera dura il nostro territorio e diverse province dell’Emilia, ha evidenziato ancora una volta la qualità del nostro sistema di emergenza. Doverosi meriti vanno attribuiti a tutte le forze in campo. Grazie alla protezione civile; ai vigili del fuoco; alle forze dell’ordine e ai tanti volontari che senza sosta hanno lavorato a pieno regime per evitare disastri ben più gravi di quelli che stiamo vivendo. Con fatica, impegno e sudore, tutti hanno dato il meglio di sè. Vogliamo esprimere vicinanza per il volontario che si è sentito male sull’argine di Vedole. Contrariamente purtroppo non possiamo dire lo stesso di chi avrebbe dovuto gestire meglio l’emergenza. Molti lati oscuri vanno chiariti. E’ doveroso chiedere perchè il Comune di Colorno non abbia preventivamente aperto un COC (centro operativo comunale) già dalla giornata antecedente, essendo già ben prevedibile una piena. L’allerta di codice rosso era già stata decretato nel primo pomeriggio del giorno prima. Il Parma e il Baganza erano in piena con precipitazioni a monte molto copiose sino all’una di notte e gli effetti sul comune di Colorno, dovevano essere previsti. A Sorbolo e Lentigione nonostante i gravi problemi riscontrati erano stati predisposti diversi strumenti operativi. Nella piazza di Colorno alle 08:00 del mattino, non era presente quasi nessuno e non vi era stato posizionato nemmeno un sacco di sabbia. Durante l’emergenza si è lamentata la insufficiente quantità di sacchetti di sabbia da posizionare nei punti più a rischio. Inoltre l’allarme alla popolazione non è stato praticamente dato. Negli anni passati per situazioni di questo tipo veniva predisposto celermente un mezzo con altoparlanti che girava il paese avvisando dell’arrivo della piena. Solitamente alla fine di una calamità naturale tutti si rimpallano le responsabilità l’uno con l’altro, ma una piena non si verifica in poco tempo e non compare dal nulla come per magia. Ora che l’emergenza è finita, intanto si fa la conta dei danni e si chiede lo stato d’emergenza. Certo è che si sarebbe dovuto e potuto fare molto di più. Nicola Scillitani Coordinatore comunale di Colorno Fratelli d’Italia

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