C'era una volta... collettiva della scuola d'arte canforini.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L'associazione UCAI Sezione di Parma è lieta di presentare la collettiva delle allieve della

Scuola d'Arte Canforini

C'ERA UNA VOLTA…

INAUGURAZIONE SABATO 28 MAGGIO 2016 ALLE ORE 17

presso

GALLERIA S.ANDREA

Via Cavestro 6, Parma

Dal 28 maggio al 9 giugno 2016

Orari di apertura ad ingresso gratuito:

da martedì a sabato 10-12 e 16-19

domenica e 2 giugno 16-19

lunedì chiuso

Quest'anno la Maestra d'arte Mariangela Canforini ha stimolato la creatività delle sue 26 allieve attraverso la tematica delle favole, così declinate in pittura e scultura con romantica verosimiglianza ai racconti o con originale ironia.

Come spiega la collega della Scuola d'arte Francesca Ferrari:

"In principio era la fiaba. Probabilmente sorella, non si sa se addirittura primogenita, di quelle prime pitture rupestri che ci hanno regalato nei secoli il racconto immaginifico (ma non per questo meno realista) del mondo, è la fiaba a incantarci in questo nuovo appuntamento coi lavori della Scuola d'Arte Canforini.

La stessa fiaba che da millenni, forse già prima della scrittura e del far di conto, volando di bocca in bocca e generazione dopo generazione, ci ha regalato con interpretazioni diverse il messaggio chiave della nostra evoluzione: tutto diventa possibile nella magia dell'immaginazione.

Non a caso, da bambini così come da adulti, abbiamo ricercato lo stupore e l'infinita verità di quel messaggio, disegnando con le parole le avventure di quei principi rapiti dal sortilegio, di fanciulle in balia della cattiveria e degli eventi, di piante, pietre, animali parlanti.

Linguaggio primogenito, niente è più vicino di una fiaba all'arte. Sia pure la fotografia fantastica di un paesaggio appena abbozzato e fermato con il pennello, l'iperrealismo che talvolta supera i confini dell'occhio e del suo sguardo, l'astrattismo che tanto vorrebbe tenerci immobili in un'emozione.

A braccetto, l'una con l'altra, nella loro superiore eternità, arte e fiaba sembrano prendersi gioco della realtà e persino del nostro "progresso" così adulto, così veloce e tumultuoso, ma sempre un po' da calendario.

Tanto che nel rappresentarle in questa mostra, alacremente occupate a disegnare, scolpire, formare, è stato come ritrovarsi in quella calma fanciullesca che - ieri come oggi - non smetterà mai di nutrirsi di quella benefica ripetizione e di fronte a una bella fiaba, a una tela bianca o alla terracotta informe, ci fa sempre dire allegramente: ancóra!"

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