cantiereducare 2017 - corporeità

Laboratori formativi gratuiti, lezioni e conversazioni pubbliche per educatori, assistenti sociali, insegnanti, genitori e adulti che condividono responsabilità educative nella seconda edizione del CantierEducare. L’evento, a cura della LUdE - Libera Università dell'Educare, con il contributo della FONDAZIONE CARIPARMA, mira a costruire uno spazio di riflessione interdisciplinare sulle pratiche educative, a partire dai temi che gravitano intorno alla corporeità, filo conduttore di questa edizione. I contributi emersi nei laboratori e gli interventi degli ospiti saranno i punti di partenza per riflettere sulle sfide che l'educare, tanto nei suoi principi quanto nelle sue pratiche, pone quotidianamente agli operatori. IL PROGRAMMA https://bit.ly/2pDngJr L’apertura del CantierEducare è affidata lunedì 22 maggio alle ore 16.30 alla conversazione pubblica “Corpi, educazioni e tecnica”, con gli interventi del filoso e psicoanalista Miguel Benasayag, in collegamento da Parigi, e dei formatori della LUdE Ivo Lizzola, docente di di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Bergamo, e Mario Schermi, formatore dell’Istituto Centrale di Formazione presso il Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia e docente di Pedagogia e Sociologia all’Università di Messina. A seguire, alle 18.00, la performance di teatro forum a cura di Giolli Cooperativa Sociale, dedicata al teatro dell’oppresso, metodo teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal, già direttore del Teatro Arena di San Paolo, con l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico a tutti coloro che si trovino in situazioni di oppressione. Martedì 23 maggio riflessione generale sul tema “Del corpo...” affidata, alle ore 9.00, alla prolusione di Maria Grazia Contini, docente di Pedagogia Generale e Sociale, Filosofia dell’Educazione e Pedagogia dell’Infanzia e delle Famiglie presso l’Università di Bologna. Dalle 10.15 alle 13.00 spazio ai primi cinque laboratori formativi della giornata, cui seguirà, alle 15:00, la conversazione pubblica “Corpi diversi” con: Andrea Canevaro, ordinario di Pedagogia Speciale presso l’Ateneo di Bologna; Roberto Cipriani, ordinario di Sociologia Generale all’Università Roma Tre; Laura Dalla Ragione, psichiatra e direttore del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare USL Umbria1; Tiziana Tarsia, docente di Politica Sociale all’Università di Messina e membro del collegio formatori della LUdE. Mercoledì 24 maggio focus su “Corpo trascurato e corpo curato”, a partire dalla prolusione delle 9.00 a cura di Paolo Sorcinelli, docente di Storia Sociale all’Università di Bologna e autore di Studiare la moda. Corpi, vestiti, strategie, Identikit del ‘900. Dopo i laboratori formativi della seconda parte della mattinata, alle 15.00 si ricomincia con la conversazione pubblica “Nascondimenti e ritrovamenti del corpo in educazione”. Intervengono: Franco Cambi, ordinario di Pedagogia generale presso l’Università di Firenze e direttore scientifico dell’Archivio della pedagogia italiana del Novecento; Ivano Gamelli, docente all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha fatto conoscere la pedagogia del corpo, denominazione accademica da lui ideata e disciplina di cui è stato il primo docente in Italia; Sergio Tramma, docente di Pedagogia Sociale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e componente del collegio formatori della LUdE. Giovedì 25 maggio i lavori della giornata vertono sul tema “Corpo violato e corpo amato”, analizzato dalle ore 9.00 con la prolusione di Sergio Manghi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi di Parma e curatore del blog “Il terzo incluso” su Repubblica. A seguire i laboratori formativi e alle 15.00 la conversazione pubblica “Pedagogie bianche e pedagogie nere” con: Paolo Perticari, professore di Pedagogia generale e Filosofia della formazione all’Università degli Studi di Bergamo; Salvatore Rizzo, assistente sociale, esperto di consulenza, formazione e ricerca sui temi del volontariato, del lavoro sociale e dell’empowerment di comunità, case manager di progetti personalizzati di riabilitazione e inserimento lavorativo di persone ex internate in ospedale psichiatrico e membro del collegio formatori della LUdE; Giusi Strummiello, Ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università di Bari. Venerdì 26 maggio la riflessione si concentra su “Corpo operoso e corpo inutile”. Questa volta si comincia alle 9.00 con i laboratori formativi, alle 11.45 in programma la lectio magistralis “Il lavorio del mondo e degli uomini” a cura di Carlo Sini, professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Milano e membro dell’Accademia dei Lincei. Alle 15.00 la conversazione pubblica “Sguardi sui corpi… dal pensiero medico, economico, sociale”. Intervengono: Pier Luigi Celli, imprenditore, saggista, ex direttore della Rai e dell’Università Luiss di Roma, autore, il 30 novembre del 2009, di una lettera aperta su Repubblica intitolata “Figlio mio lascia questo paese”; Giorgio Cosmacini, docente di Storia della medicina dell’Università Vita-Salute San Raffaele e della Statale di Milano, è considerato il maggiore storico della medicina italiano; Emilio Vergani, formatore per i dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria, docente di Metodi e tecniche della progettazione sociale per l’ateneo LUMSA di Palermo e componente del collegio formatori della LUdE. Sabato 27 maggio l’ultima giornata del CantierEducare è dedicata al “Corpo gioioso e corpo doloroso”. Alle 9.00 apre le riflessioni la prolusione “Corpo, alcova di vita” di Silvano Petrosino, docente di Semiotica all’Università Cattolica di Milano. Alle 10.15 gli studenti dei corsi di laurea di Pedagogia, Scienze Sociali e Psicologia dell’Università di Parma offrono, insieme ai componenti della LUdE, una prima restituzione delle analisi e delle risposte pedagogiche elaborate all’interno del CE17. Alle 11.15 l’ultima conversazione pubblica dell’edizione 2017, “Per un’educazione in corpo”. Intervengono: Michele Gagliardo, formatore e coordinatore del Piano giovani del Gruppo Abele di Torino e dell’associazione Libera per la formazione nazionale di educatori e insegnanti, membro del collegio dei formatori della LUdE; Alba Giovanna Naccari, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale all’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, coordinatrice di progetti di pedagogia dell’attività motoria ed espressiva, membro della commissione didattica dell’Apid (Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia) e dell’International Dance Council – Unesco; Vincenza Pellegrino, professore di Politiche Sociali e Sociologia della Salute all’Università di Parma. I LABORATORI https://www.cantiereducare.it/laboratori/ I laboratori formativi del CantierEducare sono il primo momento di ogni giornata di lavori, quello in cui professionisti del settore educazione e dintorni cominciano a esplorare e vagliare insieme i margini formativi dal tema di questa edizione, il corpo nelle pratiche educative, declinato ogni giorno da un’angolazione diversa Gli appuntamenti, gratuiti ma con iscrizione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili e che possono valere crediti formativi per insegnanti, assistenti sociali e studenti universitari, rappresentano il “cuore” del CE e sono rivolti a professionisti e adulti che esercitano responsabilità educative (pedagogisti, educatori, insegnanti, psicologi, genitori, pediatri, assistenti sociali ecc...). L’obiettivo dei laboratori, condotti dai formatori della LUdE – Libera Università dell’Educare, è accompagnare la conversazione tra i diversi saperi di operatori e studiosi, favorire il dialogo e far emergere nuove formulazioni educative da affidare agli esperti che curano le conversazioni pubbliche del pomeriggio. I laboratori di martedì 23 maggio, in programma dalle 10.15 alle 13.00, partono da una riflessione generale sul tema del corpo in educazione per inquadrare le tante questioni in ballo, affrontate dai cinque laboratori tematici: - il corpo “supporto di scrittura”, che affronta il tema del corpo vestito, denudato, velato, tatuato, agghindato, truccato, nascosto, esibito; - il corpo politico, che si sofferma sulle ingerenze della politica sui corpi, dal dibattito sul fine vita ai matrimoni omosessuali; - il corpo religioso, che affronta la secolare questione del dialogo tra educazioni religiose e laiche a partire dalla corporeità; - il corpo, campo di formazione del soggetto, soggettività, intersoggettività, assoggettamenti del corpo in società; - il corpo oggetto dei saperi, una finestra sulle varie discipline che si occupano del corpo (antropologia, medicina, estetica, economia, neuroscienze) e sul loro dialogo con i saperi dell’educare. I laboratori di mercoledì 24 maggio, dalle 10.15 alle 13.00, affrontano il tema del corpo curato e trascurato, al centro delle riflessioni dell’intera giornata di lavori, in particolare: - il corpo nelle situazioni di gioco, dedicato al protagonismo del corpo nelle esperienze ludiche, nello sport, nelle attività espressive e alla loro funzione educativa; - il corpo nelle situazioni di cura, che si sofferma su quale valore pedagogico è possibile rintracciare nelle pratiche estetiche o terapeutiche; - il corpo nelle situazioni costringenti, focus sulle possibilità educative nelle carceri, nell’addestramento militare, nelle costrizioni organizzative dello stile di vita contemporaneo; - il corpo nelle situazioni “speciali”, analisi sul mondo della disabilità e delle pedagogie speciali; - il corpo nelle situazioni di apprendimento, che affronta la questione della marginalizzazione del corpo nelle pratiche educative scolastiche. I laboratori di giovedì 25 maggio, in programma dalle 10.15 alle 13.00, sono dedicati al tema del corpo amato o violato in educazione, più nello specifico a: - l’uso della forza e della dolcezza nelle pratiche educative, ovvero come, tra bastonate e carezze, per millenni si siano usate forzature e seduzioni sui corpi come strumenti di educazione; - il corpo in mezzo, tra culture comunitarie e vissuti individuali, dedicato alla ricerca di una mediazione tra le attese che le culture rivolgono ai singoli e le aspirazioni individuali, dai tabù sessuali alle mutilazioni genitali, dalle scelte religiose agli stili di vita ambientalisti, dal sacrificio all’individualismo esasperato; - la gestione dei corpi nei contesti complessi, cioè in metropolitana, in aeroporto, al supermercato, nel quartiere, in ufficio, nel salotto di casa: gli spazi, le situazioni di vita, agiscono direttamente sui nostri corpi per determinarne i comportamenti e realizzare finalità non sempre coincidenti con il benessere delle persone. Con quale risvolto pedagogico? - il corpo nelle dipendenze, se il corpo è la prima frontiera dell’annichilimento di sé, proprio a partire dal corpo è possibile inaugurare un cammino di recupero e di rideterminazione; - il corpo nei sentimenti, tra dono e sacrificio, analisi dell’uso-abuso del corpo nelle vicende sentimentali oppure nelle storie estreme, quando tutto sembra ormai perduto e l’ultima cosa che rimane da mettere in gioco è proprio il corpo. I laboratori di venerdì 26 maggio, in programma dalle 9.00 alle 11.30, partono dal tema del corpo operoso e inutile, in tutte le sue implicazioni educative, articolato nei microtemi: - il corpo, margine della dignità del lavoro, una riflessione dedicata al limite oltre il quale il lavoro agisce come giogo sul corpo; - educare quando ci facciamo più capaci e quando ci facciamo meno capaci, sul ruolo dell’educare nel comprendere tanto la crescita quanto la diminuzione delle nostre abilità; - possibilità e insufficienze dei servizi impegnati nelle potenzialità del corpo, focalizzato sui servizi che lavorano per la crescita delle persone ma non hanno un’evidente intenzionalità educativa (danza, svago, gioco) - possibilità e insufficienze dei servizi impegnati nelle fragilità del corpo, indaga il valore educativo dei servizi di cura e di assistenza alla vecchiaia e alle fragilità, affinché non si riduca tutto a mero assistenzialismo; - apprendimenti all’opera, una riflessione sul corpo che impara facendo, a patto di non essere ridotto a mero strumento di interessi cognitivi, economici, artistici, agonistici.

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