La Casa della Musica a Rai Radio3. Presentato il libro su Toscanini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

“Arturo Toscanini. Il direttore e l’artista mediatico” è il titolo dell’ultima pubblicazione in ordine di tempo con la quale la Casa della Musica (in un’edizione LIM – Libreria Musicale Italiana) ha arricchito il suo già nutrito catalogo librario con un volume che raccoglie quasi completamente gli interventi del convegno internazionale intitolato “Arturo Toscanini e la direzione d’orchestra del suo tempo” - svoltosi nel 2007 e compreso tra le manifestazioni da questa Istituzione organizzate in occasione del 50° anniversario della scomparsa del Maestro - e arricchito da un nuovo saggio appositamente commissionato. Occasione per parlare ad una vasta platea di questo volume, e che più perfettamente nello spirito del grande direttore non poteva essere, è stata quella offerta da Rai Radio3 con un’intervista ai due curatori del volume, Marco Capra e Ivano Cavallini, effettuata durante un intervallo dell’esecuzione del Parsifal di Richard Wagner trasmessa dal vivo dal Festival di Bayreuth. Sebbene per molti e giustificati motivi per gli appassionati musicofili di oggi il nome di Arturo Toscanini è legato all’interpretazione, ma anche all’immagine e alla persona (che ebbe modo di frequentare in vita) di Giuseppe Verdi, egli fu infatti wagneriano appassionatissimo, professando per il grande compositore tedesco un’ammirazione senza riserve. Una sola citazione per tutte: «Nel 1884 Parma fu la prima città italiana in cui venne rappresentato il Lohengrin, dopo il successo di Bologna e il fiasco di Milano. Io ero nell’orchestra, e fu allora che presi piena, meravigliosa coscienza del genio di Wagner. Fin dalla prima prova, o meglio, fin dalle prime battute del Preludio, fui pervaso da sentimenti magici, sovrannaturali; quelle armonie celestiali mi rivelarono un mondo nuovo, un mondo della cui esistenza nessuno aveva la più pallida idea prima che il genio trascendente di Wagner venisse a scoprirlo». Il suo amore per Wagner si estrinsecò in molti modi e la sua grandezza interpretativa in questo repertorio ebbe il maggior riconoscimento nell’essere stato Toscanini il primo direttore non tedesco chiamato a dirigere a Bayreuth, per il Festival creato dallo stesso compositore: qui ottenne successi grandiosi nel ’30 e nel ‘31, interrompendo la sua collaborazione, la decisione «più dolorosa della mia vita», dopo l’avvento di Hitler quale cancelliere della Germania nel ’33 e i suoi provvedimenti contro i musicisti ebrei tedeschi, rifiutando la sua già prevista direzione in quell’anno di Parsifal e Maestri cantori. Particolarmente “al suo posto” dunque, questa conversazione toscaniniana condotta in occasione del Parsifal a Bayreuth: una lunga intervista condotta da Renato Bossa durante la quale Marco Capra e Ivano Cavallini hanno potuto illustrare le caratteristiche di questo volume che rappresenta una nuova, aggiornata e importante fonte per gli studi sul nostro grande direttore d’orchestra. Molti sono infatti i temi sui quali i contributi raccolti in questo volume si soffermano: dallo studio critico sull’interpretazione toscaniniana in vari capitoli del suo repertorio, a nuovi aspetti biografici, ai rapporti con i vari aspetti e protagonisti del “fare spettacolo”. Ma, soprattutto, ad una sua ricollocazione in un corretto ambito storico, con una particolare attenzione al suo lungo, non sempre facile, ma sicuramente nodale rapporto con i mezzi di comunicazione di massa, che gli diedero una rinomanza senza precedenti tanto da poterlo definire artista mediatico ante litteram. Contributi, quindi, che ben spiegano le due direzioni che il titolo del libro indica: il direttore, e l’artista mediatico.   (in foto: Toscanini circondato dagli interpreti del Tristano da lui diretto a Bayreuth)

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