Al Campus Industry è festa per Lello e i Tinturia: da Ficarra e Picone a Parma

Il gruppo agrigentino sbanca in un live durato un'ora e mezza che coinvolge in maniera totale il Campus, affollato come sempre di giovani ruspanti che si sono goduti la musica "sbrong" del diamonicista Analfino

Il dialetto siciliano piace pure a Parma. E non potrebbe essere altrimenti, in un'epoca in cui la globalizzazione fa da padrona e ogni mondo, come dice anche Lello dei Tinturia, è paese. Un detto utilizzato con un grandissimo successo dal gruppo siciliano che ha caratterizzato quasi tutti i film del duo Ficarra e Picone, partiti da Zelig e finiti sul grande schermo grazie al sarcasmo e alla comicità che li ha dipinti velocemente come due icone amatissime a livello nazionale. Entrambi sono accompagnati da anni dalle melodie "sbrong" di Lello e i Tintoria, gruppo nato ad Agrigento, nell'entroterra siciliano, che prende spunto da un dialetto arcaico. Il nome sta a indicare la "monelleria", la "cattiveria", intesa in senso buono che al sud, in quell'angolo di paradiso, è sinonimo lontano di "pigrizia", aggettivo più comune per riconoscere una banda di "scalmanati" che nella notte del 22 ottobre ha fatto letteralmente esplodere il Campus Industry coinvolgendolo con le melodie tipiche di una musica pop, rock, folk, ska, funk, rap e reggae, centinaia di persone. Un misto di emozioni e note che ha colto quasi alla sprovvista una folla di giovani accorsi in massa all'evento. Lello, autentico mattatore della serata, non solo ha fatto ballare e divertire tutti i presenti con brani come "Jovanotto", "Occhi a pampina" e "La donna riccia", ma è stato bravo a coinvolgere il pubblico anche con battute e con temi molto sentiti in Italia, di stretta attualità, come le trivellazioni in Sicilia e Basilicata, e in tutto il sud, il fenomeno dell immigrazione e del mancato sfruttamento delle risorse siciliane. Il pubblico, misto, perché Parma accoglie una miriade di studenti, è rimasto felice di questo concerto atipico, in cui la musica ha fatto da sfondo a uno scenario attualissimo che avrebbe bisogno di essere dibattuto anche in altre sedi. Sicuramente nei concerti, dove la massa può apprezzare e cogliere direttamente il messaggio. E alla fine Lello "le ha suonate" a tutti. Politici e ragazzi che si sono straordinariamente sentiti a casa...

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