Concerto per "dentro il collettivo" - art lab mercoledì 8 luglio

CONCERTO PER DENTRO IL COLLETTIVO - MERCOLEDI' 8 LUGLIO 2015

Mercoledì 8 luglio, all'interno della cornice di Art Lab, centro sociale di Borgo Tanzi, avrà luogo un concerto di sostegno al progetto "Dentro il collettivo", documentario che vuole raccontare i collettivi politici, i giovani, la crisi, attraverso un punto di vista inedito.

Mercoledì 27 maggio 2015 è stata lanciata una raccolta fondi attraverso lo strumento del crowdfunding tramite il portale parmigiano Becrowdy. La campagna promozionale terminerà il 27 agosto 2015, data entro la quale dovrà essere raccolta la cifra di 3.000 euro, che servirà per la postproduzione. Per ogni donazione sono previste ricompense che vanno dall'inserimento nei titoli di coda, alla maglietta e la felpa, realizzata da Mha corre fra gli alberi, al dvd. I dettagli sulla pagina del progetto sul portale Becrowdy.

La serata di mercoledì vedrà la partecipazione di numerosi artisti che supportano il progetto.

Si parte con l'Hip Hop con i Sezione H (freestyle), Dhap (beatboxing). Poi sarà la volta dei cantautori: Matteo Carbognani (etno folk), Francesco Pelosi (folk italiano) + guests, Guido Maria Grillo (indie rock) e infine i Ramada Inn (duo folk blues usa). Spazio per generi diversi per una grande festa collettiva.

Aperitivo dalle 19.30

Inizio concerti dalle 20.30

Sito: www.dentroilcollettivo.com

pagina facebook: dentroilcollettivo.

Per sostenere il progetto ed effettuare le donazioni: www.becrowdy.com/dentro-il-collettivo

GLI ARTISTI

GUIDO MARIA GRILLO

Nato a Salerno, laureato in Filosofia con una tesi su Fabrizio De Andrè, vincitore, nel 2006, dei concorsi nazionali Bologna Music Festival e Musicacontrocorrente - premio canzone d'autore di Roma, selezionato per le audizioni finali nelle edizioni 2013, 2014 e 2015 del Festival di Sanremo per la categoria "Giovani", vanta preziose partecipazioni e aperture di concerti per artisti tra i quali Battiato, Avion Travel, Marlene Kuntz, Musica Nuda, Paolo Jannacci ed altri. Dal 2013 è in tour e collabora con Paolo Benvegnù, Cristiano Godano (Marlene Kuntz)e gianCarlo Onorato.


Nel novembre del 2011 è ospite al Premio Tenco, al Teatro Ariston di Sanremo, per la presentazione della compilation dedicata a Luigi Tenco "Sulle labbra di un altro. Come fiori in mare vol.2" (Club Tenco/Lilium Produzioni).

A gennaio 2010 esce il primo disco omonimo (AM Productions/AbuzzSupreme) che raccoglie immediatamente consensi unanime dalle maggiori testate di settore e webzine e che viene presentato in club di tutta Italia in un tour live di circa 45 date.

Ad appena un anno di distanza dall'esordio, il secondo disco, "Non è quasi mai quello che appare" (AM Productions/AbuzzSupreme), immediatamente accolto dalla critica come un ulteriore passo avanti rispetto all'esordio per maturità compositiva e migliore produzione. Anche nei confronti di questo lavoro il giudizio di critica e pubblico, pressochè unanime, è molto positivo. Per la promozione del disco è invitato, il 7 maggio 2011, da Radio Rai International per un'intervista. Nello stesso giorno si esibisce dal vivo nella redazione de Il Mucchio Selvaggio, la storica rivista di musica. L'8 maggio è in diretta su Radio Rai 2, nella sede di Asiago, per un live + intervista nel programma Twilight.

FRANCESCO PELOSI

Francesco Pelosi, cantante e autore, nato a Parma il primo di Novembre del 1984.

Comincia a comporre canzoni intorno ai vent'anni ispirandosi principalmente alla grande tradizione popolare della penisola italiana e ai cantautori che ne raccolsero la lezione, per poi aprire sempre più il ventaglio delle sue influenze (se non manifeste quantomeno spirituali) ai canti etnici, rituali e mantrici, al rock animista, al pop. Si avvicina e apprende da qualsiasi forma di musica che al di là della struttura esterna porta con sé fuoco e spirito.

Nel 2007 l'incontro col chitarrista e arrangiatore cagliaritano Francesco Morittu fa nascere la raccolta "Volpe d'Argento" a cui collaborano vari musicisti parmigiani, ma è con l'arrivo del violoncellista-liutaio americano Theo Marks che la musica di Pelosi prende una direzione più precisa verso l'improvvisazione in bilico fra classico e popolare portando a numerosi concerti in trio (voce-chitarra-violoncello) e alla registrazione nel 2008 di "6 canzoni", disco firmato a tre mani da Pelosi, Morittu e Marks.

Nel 2009 viene prodotto, sempre in maniera autonoma, un nuovo disco di canzoni inedite, "Gorgo", dal suono volutamente grezzo, tutto chitarra e voce, con pochi altri strumenti suonati spontaneamente dai musicisti coinvolti. Lo stesso anno dopo aver partecipato al collettivo di cantautori Ottomani e aver collaborato come autore e cantante col gruppo Emily County Folk, crea due differenti progetti assieme a Rocco Rosignoli, autore e polistrumentista, destinati a crescere sempre più: il primo, Il Canzoniere delle Stagioni è un gruppo di riscoperta e riproposta del repertorio popolare italiano basato sul lavoro dell'Istituto Ernesto De Martino e del Nuovo Canzoniere Italiano. Un trio voce-chitarra-fisarmonica (suonata da Alessandro Stocchi) che attraverso la necessaria contemporaneità e discendenza, ricerca la potenza generatrice alla base di questi canti che per loro stessa natura continuano a variare e rinnovarsi nel tempo. Il gruppo ha all'attivo un disco omonimo pubblicato in maniera indipendente nell'autunno del 2011.

Il secondo progetto col nome iniziale di Incontro è uno spettacolo di canzoni, musica e parole che coinvolge anche il poeta-declamatore Andrea Peracchi e la cantante e percussionista Silvia Pascelupo. Nel 2009 il progetto Incontro viene scelto dal sito Repubblica.it per scandire con una clip quotidiana le giornate del Parma Poesia Festival.

Nel 2010, in coppia con Francesco Morittu, Pelosi vince il primo premio al concorso I Have a Dream indetto dal comune di Collecchio (PR)con la canzone "Sophie". Nello stesso anno si forma il collettivo A.U.-ASSOCIAZIONE TRA UOMINI, dalle ceneri di Incontro, sempre con Andrea Peracchi e Silvia Pascelupo e con l'arrivo del violoncellista Antonio Amadei, della pianista e compositrice Ailem Carvajal Gomez, del chitarrista Enrico Scaccaglia della cantante Anna Visioli.

Nel 2012 è in progetto sia un disco del gruppo che un nuovo disco solista di Pelosi e, nuovamente insieme agli Emily County Folk, ora solamente Emily, il progetto di un disco e di uno spettacolo basato sulle opere dello scrittore peruviano Manule Scorza, i "Cantari della Guerra Silenziosa".

Nel 2013 fonda i Merovingi con Enrico Fava (piano e tastiere). Ai due si sono subito aggiunti Gabriele Fava (sassofoni) e Salvatore Siracusa (chitarra elettrica), e quasi due anni dopo, Alessandro Aldrovandi (batteria) e Gianluca D'Alterio (basso elettrico) andando così a definire la line up del gruppo.

La musica dei Merovingi vuole essere un sunto delle varie esperienze dei sei componenti: spunti e armonie di derivazione classica e jazz, tracce più o meno massicce di post-rock e un cantato che prende le mosse dalla tradizione popolare e cantautorale per approdare ai mantra ipnotici di stampo animista e tribale.

MATTEO CARBOGNANI - SAUTI ZETU NAKIVALE

Un meticciaggio di suoni e voci. Le sonorità che caratterizzano Sauti Zetu sono il risultato di un incontro di diverse culture e generi musicali: dove infatti le melodie gospel, e le liriche di grande valore emotivo composte all'interno di Nakivale sono state reinterpretate con arrangiamenti elettronici più tipicamente occidentali. Questa scelta inizialmente presa come compromesso inevitabile dovuto a limitazioni di tempo e di risorse, è poco a poco maturata in una decisione convinta e - parlando con tutte le persone che hanno preso parte alla realizzazione di questa progetto - è sembrato essere alla fine dei conti, un fattore aggiuntivo di valore a questo disco.

La collaborazione tra Matteo Carbognani (che si è fatto da tramite e portavoce tra Nakivale e l'Europa) e Marco Martino (giovane produttore musicale Italiano, attualmente basato a Londra) e l'aiuto musicale di diversi musicisti italiani (Emanuele Mazzaschi - fisarmoniche e tastiere; Leonardo Barbieri, Carmine D'Onofrio, Luca Valerio, Giacomo Iotti - chitarre elettriche e acustiche) hanno portato così alla definizione di questo suono estremamente meticcio, potenziale motivo di critica da una parte, ma anche grande innovazione, dall'altra. Una sonorità in cui l'obiettivo primario è quello di avvicinare mondi distanti, tradizioni culturali e musicali molto diverse, e cercare di abbattere barriere geo-politiche e confini culturali, che caratterizzano ancora oggi la nostra società contemporanea.

DHAP

Dhap (Danilo Puzello, classe 1983) sulla scena dalla fine dei 90, inizia il suo percorso come MC e freestyler, ottenendo ottimi risultati tra i quali la vittoria allo Zulu Day a Latina nel 2004, per poi dedicarsi principalmente allo HUMAN BEATBOXING, ovvero l'arte di riprodurre vocalmente i suoni della batteria e di altri strumenti creando vere e proprie basi musicali. Nel 2006 fonda ITABEATBOXERS, un collettivo che ha lo scopo di riunire i beatboxers italiani e costruire così una vera e propria scena nazionale, obiettivo che si concretizza attraverso varie tappe tra cui il primo raduno nazionale di Beatbox (organizzato dallo stesso Dhap al MU di parma nel 2008, con ospiti di caratura internazionale) , la partecipazione alla Beatbox Battle di Berlino come rappresentante italiano nello stesso anno, la prima beatbox battle organizzata al Maffia di Reggio Emilia l'anno successivo, e quella tenutasi al Sottotetto di Bologna nel 2011. Questo senza citare gli innumerevoli showcase tenuti sui palchi del territorio nazionale, parti di un percorso che lo ha portato ad affermarsi come uno dei nomi centrali nella scena dello Human Beatboxing italiano. Da diversi anni suona sui palchi insieme a Dank Mc (tra i migliori freestyler italiani) e Dj T-Robb (tra i migliori Dj/Turntablist italiani e non) proponendo uno Show fresco e originale in cui si mescolano le 3 discipline del Freestyle, dello Scratch e dello Human Beatbox dal grande potenziale Creativo.

SEZIONE H

I Sezione H nascono e crescono dal 2008 fino a domani, sono "Biondo" MC, beatmaker, writer e "Socio" MC e basta.

Il 28 dicembre 2013 esce il primo disco dal titolo "Come gli elefanti" di cui sono state vendute ad oggi oltre 480 copie. [CD ancora disponibile]

La dimensione dal vivo è fondamentale, per questo prepariamo i live accuratamente e cerchiamo di caratterizzarli in modo unico anche grazie al freestyle.

Attualmente sono in lavorazione alcuni pezzi che vedranno luce in un ulteriore progetto targato Sezione H, e si lavora ad una ristampa del primo disco con alcune sorprese.

Parallelamente Socio sta lavorando al disco solista.

RAMADA INN

I Ramada Inn sono Giacomo Asti (voce e chitarra ritmica) e Leonardo Barbieri (chitarra solista).

L'idea è quella di dar vita ad un repertorio che, partendo dalla tradizione folk e blues americana, si arricchisca di contaminazioni e atmosfere molto personali, spesso intimiste, delicate ma al tempo stesso intense, grazie anche all'utilizzo di sonoritá e strumenti d'annata.

La scaletta è composta esclusivamente da cover, alcune delle quali anche completamente riarrangiate, e spaziano da Mississipi Fred Mcdowell a Mark Lanegan, passando attraverso Neil Young e Tom Petty.

NOTE SUL PROGETTO

Il progetto, curato da Lorenzo Melegari, ha già quasi tre anni di gestazione sulle spalle, durante i quali è stata raccolta un' ingente quantità di materiale, utile a strutturare una narrazione. Ora comincia la fase di postproduzione (montaggio, correzione colore, suono, ecc.) per sostenere la quale mercoledì viene lanciata una campagna di crowdfunding attraverso il portale Becrowdy.

Il racconto si incentra nello specifico proprio sull'esperienza di Art Lab, centro sociale nato a Parma il 6 maggio 2011: i suoi meccanismi e le dinamiche, a partire dall'occupazione dello stabile presso cui si è insediato, i motivi che hanno spinto un gruppo di giovani universitari ad appropriarsi di uno spazio inutilizzato da vent'anni, il recupero di locali in avanzato stato di degrado, il prendere corpo di progetti che hanno potuto svilupparsi grazie all'esistenza di quel contenitore: tra questi la scuola di italiano per stranieri, la squadra di calcio antirazzista, la ciclofficina, nonchè una nutrita serie di appuntamenti, quali dibattiti, concerti, cineforum, ecc. che hanno animato culturalmente il quartiere e la città.

Il film sarà naturalmente un'occasione per rileggere la storia politica della città attraverso alcuni momenti chiave: i primi momenti di piazza nel 2011 che hanno favorito l'epilogo di una giunta cittadina, assurta agli onori delle cronache per episodi di corruzione e di degrado morale; le battaglie ambientaliste, tra cui quella sull'inceneritore, condotta anche con azioni eclatanti; l'occupazione temporanea dell'Ospedale Vecchio, che ha rianimato il dibattito su un monumento importante, vittima di un incrocio letale di interessi e burocrazia; infine alcune occupazioni a scopo abitativo nel quartiere Oltretorrente, non ultima quella che ha portato a una sorta di raddoppio del perimetro di Art Lab, che ha indotto l'Università di Parma a sospendere le proprie progettualità sugli stabili di Borgo Tanzi e Borgo Bosazza in nome dell'emergenza abitativa.

Ma il vero scopo del documentario è spingersi oltre il racconto giornalistico dei fatti. Il collettivo parmigiano rappresenta di fatto un microcosmo che vive problemi analoghi a quelli di gruppi di altre realtà italiane ed europee, e costituisce, in fondo, un laboratorio dove la comunità di oggi sperimenta la società del domani. Per questo vengono indagati anche i limiti delle realtà di movimento, come esse possano contaminare la società civile, con le loro pratiche e i loro valori, il prevalere o meno di una capacità di dialogo e di comprensione con l'esterno.

L'originalità del racconto non sta solo, o non soltanto, nel tema, quanto nell'approccio, che ha visto la presenza costante del regista all'interno appunto del collettivo, per comprenderne i meccanismi e stimolare quel clima di fiducia necessario affinché i ragazzi raccontassero sé stessi e le motivazioni che li hanno spinti a frequentare una comunità politica come quella che vive un centro sociale. Il film è anche l'occasione per indagare fenomeni sui quali, spesso, c'è mistificazione, molti miti, poco approfondimento. In questo senso, il crowdfunding non è una scelta necessaria soltanto per realizzare il progetto, ma anche una modalità di finanziamento la cui orizzontalità consente quella libertà che una singola committenza difficilmente potrebbe fornire.

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