energia vitale - mostra di rino sgavetta alla chaos art gallery

Inaugura sabato 24 novembre alle 18 la mostra Energia vitale di Rino Sgavetta, a cura di Manuela Bartolotti. Aperta fino al 6 dicembre.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Rino Sgavetta è un “giovane” artista di 91 anni che ancora crea sculture di grandi dimensioni, quadri sempre più innovativi, opere tutte contraddistinte da una forza interiore e da un’inesauribile “energia vitale”. Tanti lo conoscono per i variopinti lavori dedicati alle corse ciclistiche o per i paesaggi realizzati a colpi di spatola risparmiando parte della tela, solitamente di juta, che diventa da fondo a sfondo terroso, suggestivo quanto le increspature di materia che vi si sovrappongono. Altri ammirano le sue elaborate sculture lignee intagliate da pezzi unici, levando e levigando fino all’anima della pianta, assecondandone le venature, senza interrompere mai il flusso recondito della vita. Via via che nel tempo Sgavetta ha approfondito la sua ricerca e la sua sperimentazione, al colore si sono aggiunti i materiali, collages di giornali o di stoffa; è andato sempre più dissolvendo le forme, sintetizzandole in pennellate essenziali, dagli effetti d’un impressionismo sui generis perché denso, corposo e in evoluzione. Significativo è un quadro come “Sagrada Familia” che bene esprime il dinamismo intrinseco di tutta la sua produzione artistica. Tale vitalismo è evocato anche nelle tematiche e nei titoli: Eruzione, Sisma di Amatrice, Sgommata, Prima della partenza. Provocatoriamente, si potrebbe sintetizzare la sua operazione creativa con la famosa formula della relatività di Einstein: E = mc2. Tradotta in altri termini, l’energia è data dalla massa (in questo caso la materia pittorica o scultorea) moltiplicata per la velocità della luce al quadrato (la vita nel suo svolgersi). E infatti queste pennellate, spatolate, forme lignee lisciate fino al limite sembrano proprio liberarsi nella velocità e nel fremito luminoso che le percorre. Osservando poi altre opere di Sgavetta che sembrano immobili come i suoi famosi muri, possiamo citare Lavoisier: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Perché anche le immagini apparentemente più rigide, immutabili, prive di ogni moto, in realtà rivelano la corruzione del tempo. Allora le sbrecciature, le fenditure, le crepe di una parete, così come la decadenza di una cosa abbandonata, rotta, persino un frutto marcescente sono silenziose evoluzioni, segni della necessaria vitale trasformazione. E anche nelle composizioni inanimate (pietre, libri vecchi), il colore, fiamma sotto la cenere, germoglia. Il suo nero nasconde anime di cupo rosso (il magma, il sangue della terra) e di blu oltremare, oltre-cielo, poi fuse in un viola profondo, indecifrabile, ancestrale. Mentre le sculture, sempre più assottigliate, sfidano lo spazio come radici che si ritorcono nell’aria, flussi energetici che prendono forma, fiamme solidificate, slanci che sembrano non finire mai. E non finiscono. Sono vivi. Energia è arte per vita alla potenza. La potenza è l’amore. Manuela Bartolotti Rino Sgavetta nasce a Castelvetro Piacentino (Pc) il 23 novembre 1927 da una famiglia di contadini trasferitasi nel Parmense negli anni ’40 e a Fidenza negli anni ’50. La sua infanzia è intrisa di povertà, difficoltà e privazioni. Lavora nei campi da ragazzo, ma da subito sente il desiderio di dedicarsi alla pittura. Dipinge dal vero paesaggi e vedute di Fidenza, mentre sui muri della casa colonica di Castione dove abita, raffigura personaggi del cinema e campioni di ciclismo. Trova lavoro come operaio in una ditta e dipinge nel tempo libero, finché, con la pensione, non riesce a dedicarsi completamente a “quella cosa che viene dal cuore”, come lui definisce l’arte. Dopo gli inizi da autodidatta, si affianca al maestro Oreste Emanuelli che lo consiglia e l’esorta. La sua attività d’artista lo porterà a conseguire nel 1978 la medaglia d’oro come accademico. Ha partecipato a collettive e tenuto personali in Italia e all’estero, Barcellona, Lussemburgo, Londra, Parigi dove ha soggiornato per due periodi negli anni ’80 e a Praga negli anni ’90. Ora vive e continua a operare a Fidenza, in via Palme 8.

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