Eua in concerto al Contro Corrente Folk Festival di Parma

Venerdì 4 Aprile gli Eua giocheranno in casa, esibendosi al circolo Arci Zerbini di Parma per il Contro Corrente Folk Festival. Sarà un'occasione per ascoltare dal vivo il loro apprezzatissimo ultimo album "tanto valeva viver come bruti", uscito a Gennaio 2014 a sei anni dall'esordio. Un disco a presa rapida quanto raffinato negli arrangiamenti, con pochi fronzoli e testi acuti, ironici e pungenti che scandagliano l'animo uman dall'introspezione al nonsense, dal razionalismo alla schizofrenia sociale.

Mentre il primo disco "Eua Eua et Voilà" voleva essere un disco con pochi fronzoli e arrangiamenti curati ma minimali, "Tanto Valeva Viver Come Bruti" è fatto di molti strati sonori che si intersecano in modo giocoso durante l'evolvere dei brani. Suoni ricercati, citazioni, molti cori, ritmiche poderose, orchestrazioni e ancora qualche baffetto disegnato con il kazoo. I testi propongono un repertorio trasognato, a tratti allucinato, in cui si possono incontrare aspetti contrastanti dell'animo umano, dall'introspezione al nonsense, dal razionalismo alla schizofrenia sociale. L'album è diviso in due parti per aiutare l'ascoltatore a districarsi nella selva di canzoni, quasi come i due lati dei vinili di un tempo. Nella sezione "Disomogeneizzati", che arriva fino al brano Cremisi, le canzoni sono più brevi, spesso inquiete ed allegramente psicotiche, arrangiate negli stili più vari a seconda del tema. Nei "Poemi epico-cavallereschi", che vanno da Il mallo alla fine del disco, i testi si fanno più discorsivi, talvolta impegnati, e le orchestrazioni fanno spesso capolino negli arrangiamenti. Il disco è stato registrato in un luogo ameno su cui gli Eua mantengono un estremo riserbo. Si limitano a parlare di "Tintoretto Studios".

"Ci sono varie tematiche trasversali che si inseguono lungo l'album. Innanzitutto il mischiarsi tra il serio e il faceto, a partire dal titolo: abbiamo lottato, abbiamo creduto in un sacco di cose e la fatica fatta non è bilanciata dai risultati; nello sfinimento, abbiamo pure il coraggio di ridere - racconta Attilio Poletti, voce e autore della band -. Spesso occhieggia a decadenza del mondo del lavoro: dopo decenni di conquiste sociali, i lavoratori vivono come pezzi interscambiabili della produzione, in preda alla noia, le psicosi e l'incertezza. Poi c'è l'insoddisfazione: spesso reiterata, si abbatte anche sulla vita di coppia. In questo grottesco scenario la minaccia di una nuova barbarie fa salire febbroni intellettivi: come una legione di anticorpi, l'arte cerca di arginarla; l'uomo è ancora umano." La scelta di dividere il disco in due parti non è stata premeditata ma maturata quando le registrazioni erano quasi ultimate, come a trovare due contenitori in grado di rifare un poco d'ordine - prosegue Max Bertoli, chitarra della band - Non neghiamo però che a qualche brano piacerebbe fare un salto da un ghiacciolo all'altro (v.retro copertina) e forse saprebbe camuffarsi tanto bene che non ce ne accorgeremmo neppure. "

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