In scena sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 21 “ERO”, la nuova produzione di Cèsar Brie

Serate di grande teatro, quelle che concluderanno la Stagione Serale del Teatro del Cerchio. In scena sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 21 “ERO”, la nuova produzione di Cèsar Brie, attore, regista e drammaturgo argentino, tra i maestri del teatro. Dietro parole come amore, morte, assenza, dolore, gioia, si celano vicende personali, volti precisi, piccoli disagi, rimpianti sbiaditi, eventi apparentemente infimi che hanno segnato la nostra esistenza. Ognuno di noi è abitato da questi eventi, sono comuni a tutti, appartengono a tutti. Ognuno ha il proprio elenco di volti, gesti, drammi e carezze. Questo lavoro è un viaggio attraverso le vicende annidate dietro le grandi parole. Indaga sul bambino nascosto dietro al vecchio; indaga sul vecchio che si disfa del bambino. Cerca l'anziana annidata nel volto della fanciulla e la ragazza che scopre l'amore tra le rughe del tempo. Costo d'ingresso 10€. Per info e prenotazioni: 3495740360 – info@teatrodelcerchio.it La Stagione Serale del Teatro del Cerchio si conclude con un grande appuntamento, assolutamente da non perdere. In scena sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 21 “ERO”, l'ultima fatica dello stimato Cèsar Brie, attore, regista e pedagogo tra i più noti e amati a livello internazionale. L'amicizia e la stima che legano ormai da 6 anni il grande maestro argentino al Teatro del Cerchio hanno fatto sì che anche quest'anno Cèsar Brie presentasse a Parma la sua nuova e attesissima produzione. “Ho indagato sulle vicende delle persone, dei miei contemporanei - si legge tra le note di regia - Ciò che ci accomuna. Dietro le grandi parole ho scoperto migliaia di vicende. E quasi tutte collegate ad alcuni archetipi. Spesso familiari. Ho scelto questi: padre, madre, nonni, infanzia, assenza, fratelli, figli, amore, esilio, mestiere e rancore.” Dietro parole come amore, morte, assenza, dolore, gioia, si celano vicende personali, volti precisi, piccoli disagi, rimpianti sbiaditi, eventi apparentemente infimi che hanno segnato la nostra esistenza. Ognuno di noi è abitato da questi eventi, sono comuni a tutti, appartengono a tutti. Ognuno ha il proprio elenco di volti, gesti, drammi e carezze. Questo lavoro è un viaggio attraverso le vicende annidate dietro le grandi parole. Indaga sul bambino nascosto dietro al vecchio; indaga sul vecchio che si disfa del bambino. Cerca l'anziana annidata nel volto della fanciulla e la ragazza che scopre l'amore tra le rughe del tempo. “Ho unito queste figure in un racconto. - dice ancora il regista - Ho raccontato di me per dire di voi nella convinzione che possiate riconoscervi in una vicenda altrui. Riconoscere, tornare a vedere alla luce dell’arte un brandello della propria esistenza.” L'appuntamento è dunque per sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 21. Il Teatro del Cerchio offre anche l'opportunità di confrontarsi personalmente con l'artista in un incontro gratuito aperto al pubblico, in programma per venerdì 8 maggio alle ore 17, sempre presso la sede di via Pini 16/a (Parma). Per info e prenotazioni: 3495740360 – info@teatrodelcerchio.it

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