gli spumanti inglesi a cura di roberto gardini

Un viaggio tra eleganza e minimalismo fra gli English Sparkling Wines

Una serata da non perdere. Perché le bollicine non conoscono confini. E le “bubbles” inglesi si preparano da anni ad un futuro di grande prospettiva enologica e competitività nei mercati. Giovedì 24 maggio 2018 alle 20.30 presso l'Hotel Villa Ducale a Parma ne parleremo con Roberto Gardini, Wine Consultant, pluripremiato sommelier in concorsi nazionali e internazionali, docente per scuole e università, formatore di personale altamente specializzato per alberghi, ristoranti e strutture ricettive.

Pierre Emanuel Taittinger, presidente dell'omonima maison francese, in una dichiarazione nel 2015 al Guardian, a seguito di un importantissimo investimento nella regione del Kent con la messa a dimora di 40 ettari di chardonnay, pinot nero e pinot meunier affermò : “Crediamo di poter produrre uno spumante inglese di alta qualità grazie ai nostri 80 anni di esperienza, il nostro obiettivo è quello di fare qualcosa di eccellente e di unico grazie al clima sempre più temperato del Regno Unito senza necessariamente paragonarlo allo Champagne o a qualsiasi altro spumante”.

In queste poche righe viene riassunto perfettamente quali sono le più importanti parole chiave relative al fenomeno degli spumanti inglesi.

La loro unicità. Gli sparkling wine inglesi non hanno mai cercato di rincorrere gli Champagne sul loro territorio. Da sempre, da subito, il loro è stato un posizionamento a metà tra un prezzo particolarmente centrato e l'orgoglio relativo a una produzione tutta Made in UK, molto lontana dal lusso di certe maison e dalle caratteristiche (uniche) di un territorio inimitabile.

Il loro successo. Gli investimenti e il lavoro fatto finora in vigna hanno portato negli ultimi anni a un successo davvero importante anche in termini di fatturati ed export ma se oggi il loro livello medio è così apprezzabile, la causa sta in gran parte nel cambiamento climatico.

Il riscaldamento globale. C'è un motivo se l'Inghilterra non è mai stato un grande produttore di vino nonostante sia da secoli uno dei più importanti paesi consumatori : il freddo. Una condizione che negli ultimi decenni è andata via via mutando e che ha reso possibile in alcune zone più riparate la coltivazione di uve destinate alla produzione di spumanti, vini che a differenza dei rossi non necessitano di una particolare maturità delle uve e che proprio in zone climatiche considerate continentali possono trovare una loro certa ragion d'essere. Afferma a tal proposito il Master of Wine Jancis Robinson “nel clima relativamente fresco della Gran Bretagna la sfida riguarda la maturazione di uve che si aggrappano ferocemente alla loro acidità iniziale. Una condizione da considerarsi positiva considerato anche che nella Champagne ci si sta iniziando a preoccupare proprio della minore acidità dovuta al cambiamento climatico”.

Cit. Jacopo Cossater

Accompagnati dal Prof. Roberto Gardini approfondiremo nel dettaglio tali tematiche che forniranno al contempo ai partecipanti importanti spunti di riflessione. In degustazione un ventaglio di vini di prim'ordine.

I protagonisti della serata :

Nyetimber - Classic Cuvée MV
Chapel Down Brut Nv
Goring Estate Brut
Coates & Seely Britagne Brut Reserve
Hush Heath - Balfour Brut rosé
Coates & Seely Britagne Brut Rosé

AL TERMINE DELLA DEGUSTAZIONE VERRANO SERVITI DEGLI ASSAGGI DI FORMAGGI IN ABBINAMENTO

N.B. Si prega di portare un set di calici da degustazione. E' possibile il noleggio in loco a € 5.

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