I segreti della cucina dell'emilia romagna. nella città ducale scoppia il giallo degli anolini

Misteri della cucina e del vino alla Trattoria Belvedere. Con aperitivo finale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Giovedì 17 marzo- ore 18 - alla Trattoria Belvedere di Parma (v.Varese 1)

evento con il ristoratore Federico Ghiozzi, l'avvocato Riccardo Cerati e lo scrittore Stefano Andrini

Segue aperitivo - Ingresso libero

Più impenetrabili di quelli della politica e della camera da letto. Sono i suggestivi misteri legati al cibo e al vino. Che il libro "I segreti della cucina dell'Emilia Romagna" (Giubilei Regnani), curato da Stefano Andrini, svela per la prima volta.

Il volume non è un'antologia "cotta e mangiata" ma un racconto straordinario di uomini e donne della nostra terra protagonisti nella grande avventura dell'alimentazione. Nonne, chef, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e sindaci, tutti insieme appassionatamente per ricordare ai lettori che l'Emilia Romagna del cibo emana fragranze diverse. Ma sotto il segno di un'unica grande griffe.

Gli autori, con lo stile del romanzo, raccontano aspetti inediti di una terra di maiali e di sfogline. Di piatti poveri inventati da un popolo che non riusciva a mettere insieme il pranzo con la cena. Trasformati da cuochi coraggiosi in cover più orecchiabili (e, soprattutto, più digeribili) dell'originale. Di vini che fanno impallidire bianchi, rosati e rossi solo in apparenza più titolati mettendoli al tappeto per ko tecnico.

Dal libro emerge la grande epopea del mettersi a tavola che in regione non è mai solo una necessità ma anche un piacere. Tanti e di qualità i contributi eccellenti: il regista Pupi Avati, l'enogastronomo Paolo Massobrio, i comici Paolo Cevoli e Andrea Vasumi. Ricchissimo il capitolo parmense. Con le storie segrete raccontate da Federico Ghiozzi patron della Trattoria Belvedere e dall'avvocato Riccardo Cerati con al centro, quasi sempre, l'anolino che è giallo non solo per il suo colore ma anche perché è un piccolo concentrato di mistero.

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