Il silenzio del mare

Il leggendario romanzo Il silenzio del mare scritto nel 1942 da Vercors, al secolo Jean Bruller, fu pubblicato clandestinamente dalla casa editrice Editions de Minuit, “Edizioni di mezzanotte”.

Vercors scrisse un vero e proprio inno a resistere che, nonostante il suo carattere clandestino, ebbe una diffusione straordinaria nel mondo intero al punto da essere paracadutato in molti esemplari dall’aviazione inglese sulla Francia occupata.

In poco tempo Il silenzio del mare è diventato uno dei simboli della Resistenza, e tutt’ora è considerato un testo chiave della riflessione sul nazismo e sulle orribili conseguenze di ogni totalitarismo. Un documento che arriva in teatro, adattato per la scena dall’attore Raffaele Esposito, che lo interpreta e lo dirige, con la produzione di Fondazione Teatro Due di Parma, dove debutterà in prima nazionale il 23 febbraio alle ore 19.00 (con repliche fino all’11 marzo).

Inverno 1940. Durante l’occupazione nazista in Francia un ufficiale tedesco (interpretato dallo stesso Raffaele Esposito) si insedia nella casa di un vecchio (Thierry Toscan) e di sua nipote (Roxana Doran). Durante i mesi di questo soggiorno imposto, tra l’occupante e i suoi ospiti si stabilisce una strana relazione: i due francesi oppongono alle parole dell’ufficiale un silenzio volontario e assordante. Al dialogo rifiutato si sostituisce un monologo forzato che si svolge in un unico ambiente: il soggiorno della casa, dove i tre personaggi si ritrovano tutte le sere per una inquietante veglia.

Il tedesco Werner von Ebrennac si mostra inizialmente cordiale, sopportando l’indifferenza di coloro che lo ospitano malvolentieri, ma una sera, tornando nella casa con l’uniforme completamente bagnata, il rapporto tra lui e la famiglia cambia. Il silenzio attorno a lui non s’interrompe, e allora l’ufficiale racconta del suo amore per la Francia, del suo essere artista,

musicista, e paventa una nuova alleanza pacifica e proficua tra Germania e Francia, tra occupante e occupato…

Quella che Vercors testimonia è una certa amabilità insidiosa insita in molti soldati tedeschi che hanno preso parte alla Seconda Guerra Mondiale: eleganti, colti, attenti e affettuosi con i bambini, caritatevoli con i rifugiati. “Abbraccio il mio rivale, ma è per soffocarlo”, questa è la frase pronunciata da due tedeschi e riportata a Vercors a proposito dello scopo finale della Germania.

Sul piano ideologico, Il silenzio del mare è una riflessione sulla Resistenza: in esso il silenzio si configura come l’arma dei patrioti. La Storia (quella con la “s” maiuscola, che è fatta di atti quotidiani e di sofferenze private che si ripercuotono sui grandi avvenimenti) è raccontata attraverso il destino e le storie “minuscole” degli individui. Nella Storia della Letteratura, Vercors, nonostante abbia continuato a scrivere intensamente, resta essenzialmente l’autore de Il silenzio del mare, opera-simbolo riedita 72 volte e tradotta in 40 lingue.

Raffaele Esposito si è formato, nella scuola del Piccolo Teatro di Milano e ha collaborato a lungo con il più importante regista italiano della sua generazione, Luca Ronconi, per lui maestro di vita oltre che di teatro. Guidato da Ronconi ha ottenuto importanti riconoscimenti (Premio Ubu 2007 miglior attore under 30) e preso parte a spettacoli nei più importanti teatri europei e non solo. Da alcuni anni collabora con Fondazione Teatro Due, dove ha interpretato ruoli di forte impatto, come il giovane insegnante protagonista di Gioventù senza Dio di Ödön von Horváth o Aiace nel Progetto Ritsos – Quarta Dimensione, oltre che l’ombroso e intenso personaggio di Jean di Mademoiselle Julie di Strindberg, tutti diretti da Walter Le Moli. Diretto da Fulvio Pepe ha interpretato Fool For Love di Sam Shepard.

In seno a Fondazione Teatro Due ha potuto sperimentarsi alla regia, prima con La Prigione di Kenneth Brown dove ha diretto una compagnia di dodici attori, poi nel patiche dedicato a Miajokvskij i Poeti sulle Mine, con Anahì Traversi e Orlando Cinque.

Informazioni e biglietteria: Tel 0521/230242 - biglietteria@teatrodue.org – www.teatrodue.org

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