L'abaco dei sentimenti confusi da voltapagina

IL LIBRO
E' una raccolta di dodici novelle che si susseguono senza una sequenza organica e un pò “indisciplinate”: città e luoghi diversi, ambienti veri e fantasiosi, personaggi disparati, passato, presente e futuro si incrociano e cavalcano, come a rincorrersi, sogno e realtà.
Procaccini affronta temi drammatici e leggeri, senza smettere mai di essere genuino. Nella novella “Il parapioggia“, ambientata a palazzo Chigi, racconta una storia un pò umoristica e leggermente dissacrante, ma soprattutto esemplificativa delle dinamiche burocratiche ed umane, in una ricostruzione fedele dei luoghi e degli atteggiamenti del “potere”.
“Il chiodo” invece rappresenta una farsa amara ed esasperata dei giorni nostri. L'accanimento del mondo giudiziario – giornalistico - burocratico su una vera sciocchezza, esemplifica i rischi di un affidamento a omuncoli mediocri e a norme incongrue.
Denigrare o compatire sono sentimenti sfiorati con delicatezza e su tutte le novelle il dato prevalente è il rispetto della condizione umana, con le abitudini, le piccinerie, i sogni e le fatiche, la fortuna e l’amaro destino di ciascuno. Eppure è proprio questa condizione umana a dare coraggio, a restituire, se non fiducia, speranza.

L'AUTORE
Giuseppe Procaccini entra al Viminale nel 1972 "ricoprendo diversi e delicati incarichi", come si può leggere nello stesso sito del ministero dell'Interno. Passa quindi al ministero del Tesoro, con relativa collaborazione alla Presidenza italiana della Cee nel 1990, rientra al Viminale nel 1992, alternando il ruolo di Commissario straordinario in svariati Comuni a diverse missioni internazionali.
Nell'ottobre del 1995 viene nominato prefetto e direttore della Scuola superiore del ministero dell'Interno, carica che ricopre sino al marzo 1996, allorché il Consiglio dei Ministri presieduto da Lamberto Dini lo nomina prefetto di Latina. Quattro anni e qualche mese più tardi, il 1° luglio 2000, Giuseppe Procaccini viene richiamato a Roma come capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e nel novembre 2001 riceve la nomina di Vice Capo della Polizia - Vice Direttore Generale preposto all'attività di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia.
Altro incarico importante nel dicembre 2006, quando diventa Capo del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie. Dopo di che, nel 2008, il primo incarico come capo di Gabinetto dell'allora ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ruolo che gli è poi stato confermato da Anna Maria Cancellieri e da Angelino Alfano. Fino al caso Ablyazov e alle dimissioni.

Insieme all'autore, interviene Giuseppe Amoroso, già capo Dipartimento del Ministero dell’Interno. A moderare l’incontro il giornalista Salvo Taranto.

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