Le mal du siècle

L'opera di Büchner riscritta in un linguaggio più contemporaneo alla ricerca di identità segrete da svelare. Volti giganteschi a ricordarci i nostri doveri e le nostre frustrazioni ma anche la fragilità dell'uomo stesso e del suo credo. Un modo per poter affrontare sia il tema dell'omofobia che quello della violenza sulle donne e, come in questo caso, anche sull'uomo da parte delle istituzioni o della religione (qui rappresentata come il volto del dottore). Woyzeck ama Andres, suo commilitone, ma questo amore non può essere svelato a causa di quelle ferree regole che vogliono un soldato "uomo vero" simbolo di coraggio e mascolinità. Ecco allora la scelta di avere un figlio con una prostituta che potrebbe mettere a tacere le varie voci e illazioni ma quella che all'inizio può sembrare una soluzione, diventa man mano un ostacolo da superare, un impedimento alla sua felicità. Si scatena così, la sua ferocia omicida verso la madre di suo figlio che ha la sola colpa di esser donna e di aver accettato le avances di un avvenente Tambur Maggiore. Alla fine, come sempre, tutti colpevoli di qualcosa. Anche il capitano che par tenere a Woyzeck ma che in realtà lo invidia e compatisce richiamandolo alla morale. Infine il tema della depressione. Il "mal du siecle" che da due secoli affligge una buona parte di popolazione diventando sempre un tema attuale su cui discutere.

E’ consigliata la prenotazione.

Teatro del Cerchio

via Pini 16/a, 43100 Parma

per info e prenotazioni:

info@teatrodelcerchio.it / Cell. 331.8978682

www.teatrodelcerchio.it

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