Medea e Cassandra: il mito si fa donna

Elisabetta Pozzi, forte di una pluriennale frequentazione con le figure dell’antichità classica, torna a presentare alcune eroine tragiche archetipiche in due appuntamenti imperdibili. La grande attrice riporta in scena a Teatro Due Medea, con la regia di Andrea Chiodi il 4 e 5 aprile alle ore 20.30, e Cassandra, della quale ha curato drammaturgia e regia, per tre repliche l’11, 12 e 13 aprile alle 20.30, produzioni Fondazione Teatro Due.

Medea, maga proveniente dalle barbare terre della Colchide, rappresenta uno dei personaggi più controversi e interessanti della mitologia greca. Medea è una figura che esce dall'antichità, ma colpisce per la sua modernità forse perché alla base della sua vicenda resta sempre potente il dramma della diversità in senso lato, l’accettazione dello straniero. Per restituire la complessità di questo personaggio, la maga straniera portatrice di valori arcaici, tradita dal marito e rifiutata dalla razionale civiltà greca di Corinto che ne ha fatto un capro espiatorio, Elisabetta Pozzi e Andrea Chiodi hanno attraversato tutta l’immensa letteratura a lei dedicata, dal primo all’ultimo testo: da Euripide ad Heiner Müller.

Cassandra, lavoro originale a partire dai testi di Christa Wolf, Wislawa Szymborska, Ghiannis Ritsos oltre che dai classici di Eschilo ed Euripide, è un potentissimo squarcio sulla vita di un’eroina che deve sopportare il peso di un grande dono che è anche una grande condanna. Infatti Apollo, innamoratosi di lei, le concesse il dono della profezia, ma quando lei lo rifiutò per restare casta il dio la punì impedendole di essere creduta da anima viva. La sacerdotessa è quindi il simbolo di una conoscenza sconfinata ma inutile, ed è relegata a una solitudine tragica. L’incredibile modernità del mito viene amplificata dal lavoro drammaturgico di Elisabetta Pozzi, che crea un personaggio forte, affascinante, e parla di una visione lucida e inquietante sul mondo di oggi, in cui l’uomo rimane schiavo della sua incapacità di porsi limiti come “un minuscolo ragno al centro d’una immensa tela che si tesse ormai da sola e di cui è l’unico prigioniero”. La collaborazione con Massimo Fini al testo e le coreografie di Alessio Romano fanno di questa Cassandra una riflessione attualissima e di grande impatto. Informazioni e biglietteria: Tel. 0521/230242 – biglietteria@teatrodue.org - www.teatrodue.org

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