Modernamente antico

La mostra collettiva delle allieve della Scuola d'Arte Canforini apre sabato 12 maggio alla Galleria S.Andrea

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L' associazione UCAI Sezione di Parma è lieta di presentare la mostra delle allieve della Scuola d'arte “Canforini” MODERNAMENTE ANTICO INAUGURAZIONE SABATO 12 MAGGIO alle ore 17 presso GALLERIA S.ANDREA Via Cavestro 6, Parma Dal 12 al 24 maggio 2018 Orari di apertura: da martedì a sabato 10-12 e 16-19; domenica 16-19; lunedì chiuso L’antica arte del travestimento è lo spunto dell’esercizio artistico che le allieve della Scuola Canforini propongono ai visitatori di Modernamente Antico, mostra collettiva di pittura e scultura che aprirà sabato 12 maggio 2018 alla Galleria S.Andrea. Come bene spiega Francesca Ferrari “La leggerezza di un gioco di specchi che, partendo dalla libertà tutta infantile dell’immaginarsi altro da sé, aggiunge via via inedite sfumature di complessità. Una serie di ritratti – le nobili raffigurazioni di signore d’altri tempi ad opera dei più grandi maestri – che riprendono vita nel volto e nella fantasia interpretativa delle autrici, diventano così il pretesto di una narrazione del contemporaneo. C’è la suggestione di un selfie che abbraccia un secolo, la fresca spettacolarità di un cosplay pittorico di intramontabili eroine dell’arte, e c’è – su tutto – la teatralità che dalla finzione prende spunto per additare la verità. Trasformazione, cambiamento, maturazione di quell’eterno e universale gioco infantile diventano così altrettante chiavi di lettura del lavoro artistico. Un viaggio andata e ritorno nell’immaginare le se stesse di oggi negli abiti, negli stili e nei colori di ieri, e viceversa di rileggere questi nelle vite di oggi, adattandole nelle simbologie delle spensieratezze, dei dolori e delle identità che compongono ogni ricerca. Sia essa quella divertita e ironica di un autoritratto che usa come specchio gli occhi di un Boldini, di un Modigliani o di una Tamara de Lempicka, o quella di cercare di incontrarsi, anche solo nel breve spazio della mostra della Scuola, nel cuore di quell’immaginario che non ha mai smesso di raccontarci e che talvolta sorprende noi per prime”.

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