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Mostra 'Á Rebours': Giuseppe Pagano alla riscoperta di Ingres

A Pilastro di Langhirano domani,13 ottobre, alle ore 10:30 verrà inaugurata la mostra 'Á rebours. Pagano incontra Ingres e Ingres incontra Pagano' dell'artista Otello Giuseppe Pagano

Il mistero del tempo e del suo trascorrere irreversibile è forse uno degli aspetti più affascinanti della vita, raccontato spesso dal cinema attraverso scenari di fantascenza, dove è possibile viaggiare nel passato e nel futuro, misurando la distanza come se si trattasse di “spazio” anzichè “tempo”. Ma cosa succede quando è l’arte a farlo, con i suoi strumenti tradizionali, senza gli effetti speciali che utilizza il cinema? Un artista, Otello Giuseppe Pagano, riflette su questo tema, sul concetto di tempo appunto, attorno a cui ruota l’intero suo lavoro.

Il maestro piemontese è attivo da oltre vent’anni, lavorando come decoratore d’interni, scenografo teatrale e pittore, tra Torino e Parma. E’ qui che ha allestito e decorato la sua galleria, un’opera d’arte che è contenitore di altre opere, dove il tempo pare fermarsi cedendo il passo al ritmo interno dei lavori. Proprio nel suo studio pittorico, a Pilastro di Langhirano (Strada per Parma 17/A, Parma), il 13 ottobre alle ore 10:30 verrà inaugurata la mostra «Á rebours. Pagano incontra Ingres e Ingres incontra Pagano», patrocinata dall’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma e curata dal suo presidente, lo storico dell’arte Marzio Dall’Acqua.

 La mostra presenterà, all’interno della galleria dei lavori dell’artista, oltre alla proiezione di un corto-documentario, quattro bozzetti e quattro opere, due delle quali camminano in parallelo e rappresentano il surreale viaggio spazio-temporale compiuto dal pittore alla ricerca di Jean Auguste Dominique Ingres, confrontandosi con il capolavoro del maestro francese La grande odalisca. Il professor Dall’Acqua spiega in questo modo il titolo della mostra: «ecco Otello G. Pagano che a lungo ha esercitato la pazienza del restauratore immedesimandosi nell'arte del passato, ma che è anche artista di sottili emozioni concettuali, individuando questa opera paradigmatica all'origine della rottura con tutto il passato, iniziando così un dialogo che lo porta a muoversi “a ritroso”, “controcorrente”, per dirla con il titolo tradotto in italiano di un famoso romanzo di Joris Karl Huysmans, che, nel 1881, pubblicò “Á rebour”».


Un viaggio nel passato, dunque, compiuto però con la consapevolezza di essere uomo del proprio tempo: la sua stessa mano, inserita nell’atto di dipingere all’interno del quadro, indica che si tratta di un percorso, non di una meta raggiunta. In questo recupero c’è forse un messaggio sotteso, quello di non perdere mai di vista il nostro passato, dai cui frammenti si costruisce il presente e l’avvenire. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 14 ottobre al 4 novembre 2012, secondo i seguenti orari: da martedì a domenica 10:30-12:30; 16:00-19:00, ingresso gratuito.

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