Mostra “maschera: formazione della coscienza di sé”

sLa manifestazione "Maschere Italiane a Parma" che si è svolta lo scorso weekend a Parma lascia sul territorio diverse attività culturali legate al tema della maschera, a cura di da Marzio Dall'Acqua, cha hanno accompagnato la manifestazione sottolineandone il carattere culturale oltre che quello spettacolare, e che rimangono a disposizione degli appassionati. Di spicco la mostra all'interno della Reggia di Colorno, presso l'appartamento del Principe.

"Maschera: formazione della coscienza di sé"

rimarrà aperta fino al 7 giugno 2015,

Da martedì a Domenica, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Gli artisti presenti che hanno realizzato appositamente opere ispirate dal tema suggerito sono: Nicoletta Bagatti, Alessandro Bianchi, Mauro Buzzi, Domenico Caccioli, Mariangela Canforini, Flavio Cantoni, Claudio Cesari, Carlo Gianini, Mirella Lanfranchi, Marco Pelosi, Fabrizio Sabini, Giovanna Scapinelli, Rino Sgavetta, Vincenzo Vernizzi, Massimo Violi.

Se il mascherarsi significa dissimulare la propria personalità - il "faux visage", esso serve anche per esprimerla e conservarla, in un'alternanza che non è così lineare, ma è complessa e contorta, tanto ragioni storiche, culturali, di tradizione ed emotive si mescolano insieme ed i loro echi fanno vibrare l'intimo fantastico - e non solo - di ciascuno di noi.

sono non meno di trentamila anni che ci accompagnano e ci affiancano: dall'uomo che abitava le caverne nell'era delle glaciazioni e del postglaciale - almeno per l'Occidente -, per cui la maschera si caratterizza per arcaicità, per la continuità nel tempo, che le ha permesso di sopravvivere ed acquistare nuove valenze e nuovi significati, e per la sua diffusione pressoché universale presso tutte le diverse forme di organizzazione e di civiltà umane. Ma dalle società di raccoglitori e cacciatori la maschera si è trasferita nelle società agricole, nelle aggregazioni urbane e nella modernità. Nata per esigenze magico cultuali, all'insegna del sacro e del numinoso, quindi in funzione religiosa, si diversifica in diverse categorie, arrivando agli spettacoli e alla danza, a comportamenti sociali e ai carnevali, ma sempre trasformando un uomo in altro: anzi mettendolo direttamente, fisicamente, esistenzialmente in rapporto con la diversità, con l'alterità, che è prima di tutto quella presente nella dicotomia tra vita e morte, tra viventi e cadaveri, i cui corpo vengono coinvolti nella più terrifica trasformazione in scheletro nel processo di putrefazione, per cui nell'uso rituale della maschera abbiamo la fondamentale differenziazione tra i'uso dei viventi e quello funerario. Questi temi saranno sviluppati visivamente, nella massima libertà da alcuni dei maggiori artisti parmigiani viventi in una mostra coinvolgente a Colorno, con la partecipazione di Nicoletta Bagatti, Alessandro Infatti se il mascherarsi significa dissimulare la propria personalità - il "faux visage", esso serve anche per esprimerla e conservarla, in un'alternanza che non è così lineare, ma è complessa e contorta, tanto ragioni storiche, culturali, di tradizione ed emotive si mescolano insieme ed i loro echi fanno vibrare l'intimo fantastico - e non solo - di ciascuno di noi.

Fino ad ora ci sono noti cinquantacinque immagini preistoriche di uomini travestiti da animali. Ma dalle società di raccoglitori e cacciatori la maschera di è trasferita nelle società agricole, nelle aggregazioni urbane e nella modernità- Nata per esigenze magico cultuali, all'insegna del sacro e del numinoso, quindi in funzione religiosa, si diversificano in diverse categorie, arrivando agli spettacoli e alla danza, agli usi di società e ai carnevali, ma sempre trasformando un uomo in altro: anzi mettendolo direttamente, fisicamente, esistenzialmente in rapporto con la diversità, con l'alterità, che è prima di tutto quella presente nella dicotomia tra vita e morte, tra viventi e cadaveri, i cui corpo vengono coinvolti nella più terrifica trasformazione in scheletro nel processo di putrefazione, per cui nell'uso rituale della maschera abbiamo la fondamentale differenziazione tra i'uso dei viventi e quello funerario.

documentata da uno specifico catalogo in galleria

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