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Il muro di Stefano Brianti

Il muro di Stefano Brianti

Die Mauer, il muro: all'Interior Design la mostra di Stefano Brianti

La mostra sarà presentata sabato 26 novembre alle ore 19,00 nello spazio Interior Design di Francesca Abbati in borgo Regale 1, e sarà visitabile fino al 15 dicembre

A poco più di un ventennio dal crollo del muro di Berlino, Stefano Brianti, artista che in più occasioni ha dimostrato il suo interesse per la storia del secolo appena trascorso, ha rivolto ancora uno sguardo al passato, operando un attento recupero di un contesto culturale e politico per molti versi rimosso dalla coscienza collettiva, ma che costituisce una delle fondamentali premesse su cui si è costruita l'Europa moderna. La caduta del muro il 9 novembre del 1989, ha significato infatti una progressiva riapertura del dialogo tra est ed ovest, ricongiungendo una città lacerata nella sua identità e la stessa Germania divisa, ma avviando anche una ricucitura dei rapporti tra l'occidente e i paesi dell'ex blocco sovietico.

Brianti ha scelto come strumento diverse forme di comunicazione, che vanno dal video alla performance, alla pittura, nell'intenzione di raccontare alcuni aspetti della città divisa in due. La ricostruzione storica passa attraverso una serie di documenti, oggetti originali dell'epoca che avvolgono l'ambiente e riportano la memoria a quegli anni, a cui si aggiunge anche l'intervento fondamentale di una testimone diretta, frau Dagmar Gottling, una berlinese che racconterà la sua esperienza aprendo il dialogo con il pubblico.

Protagonista della mostra sarà dunque un simbolo, quello del muro, metafora della chiusura culturale, degli scismi, della predominanza della forza sulla parola. Il muro verrà riproposto sulla parete, ma i mattoni saranno costituiti questa volta dai dipinti di Brianti, che fornisce il suo racconto per mezzo di una pennellata espressionista attraverso cui le immagini acquistano vitalità e immediatezza. La riscoperta di questo contesto storico si traduce anche in una rivisitazione grafica e cromatica di alcune proposte artistiche contemporanee agli avvenimenti berlinesi, con richiami ai colori pop di Warhol e Schifano, oppure al tocco incisivo dei graffiti di Basquiat, a cui si rifà anche la presenza delle scritte di notevole impatto visivo. I soggetti di questi dipinti sono i soldati di confine, uomini senza volto simili a fantasmi, nascosti dietro maschere antigas o imponenti carri armati, che suggeriscono l'atmosfera greve di una Berlino squarciata a metà da un muro, la cui linea di demarcazione ha spazzato via ogni ostacolo sul suo tracciato, impietosa dei legami familiari ed affettivi, delle dimore e delle strade secolari.

Il tema del muro, proposto secondo un'ottica storica, può essere letto anche come uno dei tanti prodotti della follia umana, e invita così alla riflessione sulle barriere che dividono il mondo di oggi, materiali o ideologiche che siano.
La mostra sarà presentata sabato 26 novembre alle ore 19,00 nello spazio Interior Design di Francesca Abbati in borgo Regale 1, e sarà visitabile fino al 15 dicembre.

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