Natalino Balasso porta in scena il nuovo monologo “Velodimaya”

Natalino Balasso porta in scena il nuovo monologo “Velodimaya” sabato 5 marzo alle ore 21.15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca, esauriti tutti i biglietti di ingresso. Passato qualche anno dall’ultimo monologo teatrale da lui scritto e interpretato, Balasso torna a divertire e a far riflettere con uno spettacolo sul mondo di oggi che, come spiega l’attore, voleva essere anche un “monologo nuovo”, un nuovo modo di raccontare il contemporaneo. Velodimaya parte infatti da un presupposto essenziale, ovvero che “la realtà è tratta da una storia vera, ma è pur sempre un racconto”. Il filosofo Arthur Schopenhauer sosteneva che ci fosse un velo di Maya che nasconde all’uomo la realtà autentica delle cose. A questo ragionamento si ricollega il comico veneto, aggiungendo un particolare alla teoria del filosofo tedesco: “ognuno di noi ha in testa un puffo che ci proietta in testa quello che vogliamo vedere e che vogliamo sentirci dire. Così apponiamo altri veli sopra alle cose, che diventano il telo sul quale proiettiamo il nostro personale film”. Allora per Balasso c’è gente che crede nel lavoro, c’è chi crede nella scienza, chi nella politica o nei media, chi perfino degli ufo. “Velodimaya” diventa dunque un lungo discorso su ciò che crediamo di sapere, mentre l’unica verità è che “le parole sono solo un vestito esteriore della nostra società, a cui ciascuno dà la propria interpretazione, convinto che sia quella giusta, e in cui i significati cambiano continuamente”. Non c’è soluzione se non quella di rendersene conto, primo atto di responsabilità. Recentemente Balasso ha avuto un grandissimo successo in rete pubblicando video comici sulla realtà del nostro paese e questo nuovo spettacolo non poteva trascurare l'attenzione che si è creata attorno ai quei  video riproducendo una comicità tagliata sul loro linguaggio. Dieci milioni di spettatori negli ultimi quattro anni , senza nessuna forma di sostegno televisivo o radiofonico, sono il risultato di un linguaggio nuovo, una forma di comprensione del presente che può diventare un utile strumento di analisi. Il pensiero di Balasso è comico e tagliente, senza togliere il suo noto accento veneto egli sembra sempre più cosciente della forza politica e rivelatrice del teatro. Un teatro che ride della dizione, della scenografia, dei costumi, un teatro che vuole ritornare quello che era: “un insieme di persone che si riuniscono in una grotta, davanti a un fuoco, mentre uno di loro inizia a raccontare. Un ritornare lupi, e non per sbranarsi l’un l’altro”. Per informazioni www.teatrodiragazzola.it

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