O.M. con Apollion

Duplice appuntamento venerdì 28 e sabato 29 aprile alle ore 21.15 a Europa Teatri con “O.M.” e “APOLLION”. Liberamente tratto dal celebre “Oceano Mare” di Alessandro Baricco, “O.M.” è un progetto di Beatrice Calzi, Alessandra Cinque, Davide Rocchi e Vanessa Spernanzoni, disegno coreografico Davide Rocchi, con Beatrice Calzi, Alessandra Cinque e Davide Rocchi.

Un’opera dalla trama non definita, che procede per impressioni ed emozioni, attorno al con-cetto di mare come specchio dell’anima umana, rappresentazione delle sue emozioni.

<<Guarda noi camminiamo e lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia e loro restano lì, precise, ordinate; ma domani ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla – scri-ve Baricco - Il mare cancella di notte. È come se non fosse mai passato nessuno, è come se non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo al mondo in cui puoi pensare di essere nulla, quel luo-go è qui; non è più terra, non è ancora mare, non è vita falsa, non è vita vera, è tempo che passa e basta. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa ridere, sparisce ogni tanto, si traveste da lago oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà ri-sposte, è saggio, dolce, potente, imprevedibile, ma soprattutto il mare chiama, non fa altro in fondo, che questo chiamare, non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, puoi anche far finta di niente ma non serve, continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno sempre in agguato, pazienti un passo oltre la tua vita, instanca-bilmente, li sentirai chiamare>>.

A seguire “APOLLION”, esito del laboratorio di teatro-danza, condotto da Davide Rocchi e Loredana Scianna, con Massimo Boschi (Apollion), Pietro Cerri (Fauno), Beatrice Calzi (Musa Tersicone), Cinzia Russo e Tiziana Di Candia (Musa Polyhymnia), Veronica Campanini (Musa Calliope).

Il balletto, commissionato dalla mecenate americana Elizabeth Sparge Coolidge, fu rappresentato per la prima volta nel 1928 a Washington al festival di musica contemporanea, presso la Library of Congress, ma questa versione affidata alle coreografie di Adolph Bolm non piacque molto a Igor Stravinsky che affidò la partitura a Sergej Diaghilev il quale a sua volta la affidò a George Balanchine. La nuova versione fu rappresentata a Parigi lo stesso anno in occasione dell'esibizione dei Balletti Russi, versione che ne decretò il successo che tuttora lo accompagna. Questa partitura – scrivono i curatori del laboratori - ci ha colpito e incuriosito, dandoci la possibilità avendo delle linee abbozzate come libretto di creare una piccola storia e dato la libertà di utilizzare tutta la nostra creatività e leggerezza.

Biglietto d’ingresso 6, 00 Euro (posto unico).

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