Stefania Rava quintet e il suo omaggio a Duke Ellington

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il 4 novembre alle 22.00 (ingresso gratuito), ParmaJazz Frontiere offre un'anteprima del Festival allo Shakespeare Café con un omaggio a Duke Ellington dello Stefania Rava Jazz Quintet.

Duke Ellington è per molti versi la figura centrale della storia di tutto il jazz. Fu lui a riassumere in una proposta nuova e aperta al futuro tutta la vicenda della musica afro-americana. Fu tra i primi a colmare gli ampi fossati esistenti fra la tradizione della musica colta europea e i linguaggi elaborati dai discendenti degli schiavi americani. Fu tra i primi a capire e a dimostrare che il jazz non era solo musica etnica. A fare da anteprima ad un Festival aperto (fin dal nome) come ParmaJazz Frontiere è proprio un progetto sulle sue musiche. A proporlo sul palco sarà un quintetto eterogeneo, formato da musicisti di generazioni diverse, artisti i cui curricula rivelano una vasta gamma di esperienze: il jazz vero e proprio, la musica pop, quella accademica, la canzone contemporanea. Spesso si banalizza dicendo che, in questo ambito, l'unica distinzione possibile è fra la buona e la cattiva musica. Come tutte le banalizzazioni questo concetto ha una parte di verità. Fortunatamente possiamo ormai dire che nell'arte di oggi la libera circolazione delle idee è un dato largamente acquisito e irreversibile. Questo ensemble, che vede la somma di tante esperienze diverse, ne è l'ennesima dimostrazione. La lezione del Duca ha saldamente attecchito ed è più che mai viva.

Stefania Rava. Dopo aver frequentato i corsi di perfezionamento presso il Berklee College of Music di Boston, ha collaborato con numerosi jazzisti italiani e stranieri - tra cui Giorgio Gaslini, Giovanni Tommaso, Dado Moroni, Renato Sellani, Massimo Moriconi, Victor Lewis , Don Braden - con l'Orchestra Sinfonica dell'Emilia Romagna "Arturo Toscanini", l'Ensemble Percussioni di Parma, il Trio Gardel, con il Teatro Due ed il Teatro del Tempo di Parma.

Marco Ferri. E' considerato uno dei più interessanti giovani sassofonisti jazz del panorama italiano. Primo premio assoluto in numerosi concorsi internazionali tra cui ricordiamo il prestigioso Premio Massimo Urbani e il Vittoria Jazz Awards. Nonostante la giovane età vanta collaborazioni artistiche prestigiose con artisti del calibro di Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Benny Golson, Ute Lemper, Herbie Hancok, Lang Lang, Giancarlo Schiaffini, Renato Sellani, Massimo Manzi, Hengel Gualdi, Andrea Giuffredi, Dee Dee Bridgewater, Marco Tamburini, Piero Odorici, Rosario Giuliani. Dal 2007 è direttore della Union Jazz Band, orchestra jazz di 18 elementi dell'Unione Terre di Castelli nonché formazione stabile del Jazz in It Festival di Vignola. Dal 2011 fa parte del Gegè Munari New Generation Quintet, formazione con la quale svolge un intensa attività concertistica.

Alessandro Altarocca. Vincitore nel 2009 del primo premio all'XI° Concorso Internazionale per Solisti Jazz di Monte Carlo, ha suonato in Europa, Cina e Stati Uniti esibendosi in prestigiose rassegne nazionali ed estere (tra cui Monte Carlo Jazz Festival, No-Borders Gubbio jazz Festival, Bologna Jazz Festival, Villa Celimontana Jazz..) con artisti di rango quali Frank Gambale, Fred Wesley, Dennis Chambers, Eric Marienthal, Javier Girotto e Fabrizio Bosso. In carriera anche collaborazioni con artisti pop italiani, tra cui Bruno Lauzi, Fiordaliso e Andrea Mingardi. Al suo attivo la registrazione di oltre 30 cd, di cui 2 a suo nome.

Mirko Scarcia, classe 1983, originario di Lizzano, piccolo paese della provincia di Taranto, inizia la sua carriera professionale nel 1998. Nel 2002 si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi musicali e la passione per il Jazz. Nel 2009 sotto la guida del M. Luigi Giannoni si diploma in Contrabbasso presso l'istituto superiore di studi musicali O. Vecchi-A. Tonelli di Modena. Vanta collaborazioni di livello nazionale ed internazionale con Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Carlo Atti, Piero Odorici, Jimmy Villotti, Giovanni Amato, Steve Grossman, Stjepko Gut, Willy Jones III, John Webber, Shawn Monteiro, per citarne alcuni. Studia composizione con il M. Roberto Sansuini presso il Conservatorio A. Boito di Parma.

Paolo Mozzoni. Batterista nato a Parma il 2/12/1966. Dall'età di 30 anni svolge la professione di musicista, dedicandosi esclusivamente alla musica jazz nei suoi svariati stili. Ha partecipato a molti festival jazz e rassegne, tra cui Sanremo Jazz, Roma Jazz Festival, Piacenza Jazz Festival, Arezzo Jazz Festival, Festival di Polverigi, Brescia Jazz. Ha suonato nei più importanti jazz club italiani, tra cui Folk Studio di Torino, Big Mama di Roma, Chet Baker di Bologna, Le Cantine di Verona, Laurin Jazz Bar di Bolzano, Millestones di Piacenza. Ha ideato il progetto "Suoni visivi" d'interazione tra musica e pittura presentato alla Biennale di Firenze e all'Università di Parma; ha collaborato con il regista Pupi Avati come consulente musicale e ha partecipato trasmissioni televisive e radiofoniche per la radiotelevisione italiana. Ha collaborato e collabora con tantissimi musicisti tra cui Piero Odorici, Riccardo Fioravanti, Massimo Greco, Stefano Calzolari, Alex Hoffman, Joice Huile, Jmmy Villotti, Flaco Biondini, Tim Ferguson, Teo Ciavarella, Guido Bombardieri, Achille Succi, Kriss Thomas, Roberto Rossi. Svolge da tempo attività didattica.

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