pensieri nel segno... collettiva a quattro nella galleria s.andrea

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L'associazione U.C.A.I. Sezione di Parma presenta la collettiva
PENSIERI NEL SEGNO
con
Enrica Gibin
Agati Maugeri
Mara Montagna
Andreina Spotti
INAUGURAZIONE SABATO 14 MAGGIO 2016 alle ore 17
presso
GALLERIA S.ANDREA
via Cavestro 6, Parma
DAL 14 AL 26 MAGGIO 2016
ingresso libero
Orari di apertura: da martedì a sabato 10-12 e 16-19; domenica 16-19; lunedì chiuso
La Galleria S.Andrea da sabato 14 maggio ospiterà una collettiva di quattro donne e amiche che liberamente hanno affrontato temi e soggetti diversi: da una intima contemplazione della natura e della campagna delle origini ad una attenzione all'attualità esprimendo una forte spiritualità, da una scelta di indefinitezza che stimola suggestioni anche contrastanti alla delicatezza e spontaneità di soggetti nati dall'osservazione del quotidiano. Le quattro partecipanti, e anche ideatrici della mostra, hanno sinteticamente esposto anche i loro personali intenti artistici:
Enrica Gibin:
"Nelle mie opere non c'è un soggetto ben definito ma volutamente ambiguo, impreciso per consentire allo spettatore di sentire, di vedere ciò che vuole secondo le sue disposizioni emozionali. Gli elementi pittorici scelti intenzionalmente fanno corpo con quelli accidentali. L 'espressione nata dalla libera manipolazione degli schemi convenzionali non è condizionata da una funzione comunicativa ma composta da suggestioni attraverso un materiale che diviene esso stesso forma. Una forma a volte grezza, a volte apparentemente più descrittiva e raffinata. Il bisogno primario è l'esigenza di spontaneità e di libertà espressiva".

Agata Maugeri:

"Il tema di questo lavoro è la condizione esistenziale dell'Uomo, della sua angoscia che viene alimentata da una realtà che non offre speranze perché i principali valori (Amore, Amicizia, Rispetto, Misericordia, Fedeltà, ecc.) vengono messi in discussione e sembrano essere destinati ad essere disconosciuti o caricati di altri significati. Nel dipinto "Il Silenzio" ad esempio vi è rappresentato un volto femminile con i tratti decisamente tesi e le labbra serrate, provocati da un pianto silenzioso. La gabbia argentea con la quale è coperto rappresenta le infinite gabbie che il mondo ci impone, le dipendenze emotive, per esempio che stringono il nostro cuore e solcano la nostra anima."

Mara Montagna:
"La tematica che ho scelto è quella di voler fare un tributo alla campagna e alla vita agricola della mia infanzia. Luogo magico per me, da far rivalutare anche a chi non lo ha conosciuto, in tutta la sua potenzialità. Spero di essere riuscita a far emergere la ricchezza delle esperienze che ho vissuto legate al grande senso di libertà in cui sono cresciuta, all'osservazione di ciò che mi circondava, al tempo lento, alle piccole scoperte quotidiane, al contatto con i materiali e con gli animali, alla piena e gioiosa immersione nella natura...Una realtà ricordata attraverso gli occhi curiosi della bambina che ero allora e che è ancora così profondamente radicata in me"

Andreina Spotti:

"… il corpo centrale delle opere che espongo è composto da diverse tele ad olio che raccontano il "sentire delle donne";

Esse infatti sono descritte nel loro affacciarsi alla vita curiose, ingenue in cammino verso l'ignoto protette soltanto da un manto di sogni incuranti dei pericoli e in compagnia della propria ombra che ne segna il passo;

nell'aprirsi alla vita come l'uscita dal guscio dell'infanzia per prendere forza , sicurezza e rinascere ricolme di speranza; nella maternità che si esprime nel suo grembo ma che nel vortice della fecondità è compreso anche l'universo maschile; nell'adolescenza dove il quotidiano pensiero è volare verso tempi e luoghi che appartengono a un mondo migliore.

E infine quando affronta il dolore del non essere riconosciuta e amata e diventa "donna-tempio" calpestata ma non annullata, incandescente ed eterna ...

Sentivo quasi un dovere morale dedicare questo inno alla figura femminile in questo preciso momento storico in cui ritengo che la donna fatichi particolarmente ad essere compresa nella unicità..."

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