Piero Storchi. lo stupore per la natura.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

L'associazione U.C.A.I. Sezione di Parma è lieta di presentare la mostra retrospettiva di PIERO STORCHI LO STUPORE PER LA NATURA nel centenario della nascita dell'artista INAUGURAZIONE SABATO 18 NOVEMBRE 2017 ORE 17 presso Galleria S.Andrea Via Cavestro 6, Parma Dal 18 al 30 Novembre 2017 A cura di Marzio Dall'Acqua Ingresso libero Orari: da martedì a sabato 10-12 e 16-19; domenica 16-19; lunedì chiuso Continua anche nella stagione invernale la programmazione delle mostre alla Galleria S. Andrea e sabato 18 novembre sarà l'occasione per ammirare la raccolta antologica dei dipinti dell'artista Piero Storchi (Reggio Emilia, 19 novembre 1917-Borgotaro, 24 agosto 2003). Nella sua vita è stato un funzionario statale autore di testi per la legislazione del lavoro, ma anche un artista, la cui prima mostra collettiva risale al 1948 e la prima personale al 1951. Viene ricordato per volontà dei familiari nel centenario della nascita con una retrospettiva di 40 opere eseguite a olio, pastello, acquarello, principalmente dedicate al paesaggio, indagato sempre in modo personale, pur all'interno di quello che Francesco Arcangeli aveva indicato come il “naturalismo astratto padano”. La mostra verrà presentata da Marzio Dall' Acqua, che ha curato anche la monografia realizzata in catalogo: “… Dunque la pittura era veramente per lui come una doppia anima, come un linguaggio al quale non sapeva rinunciare. Se la scrittura era tecnica, precisa, chiaramente comunicativa, pazientemente esplicativa per accompagnare in un mondo ostile di leggi, nozioni e discipline scientifiche ed amministrative, la pittura era un canto, una musica interiore che diventava colore, luce e forma. Era veramente un ricreare il mondo: ma, come vedremo, anche giudicarlo.” Ancora Marzio Dall'Acqua scrive: “...Visse al margine di movimenti artistici che si susseguivano come le onde del mare sulla spiaggia, ma non per questo ne ignorò gli esisti più positivi, le istanze che combaciavano con la propria natura e con le sua esigenze di crearsi un linguaggio personale, di raccontare se stesso ed il proprio mondo. Pietro Storchi, lo vedremo meglio, fu anche qualcosa di più, poiché non si limitò a declinare il proprio linguaggio pittorico, a rapportarsi con un afflato naturale che in lui tendeva a diventare canto, lirica, ma anche ebbe, ben precisa, la percezione del mutamento e, con occhio asciutto, cuore fermo, seppe documentare i cambiamenti, lasciò alcune opere che sono un documento di quanto accade in quei decenni”. Inoltre il critico d'arte sottolinea che:“Certo Storchi sperimenta linguaggi, ma con estrema cautela, quasi tastando il terreno, usando con libertà il colore, con pastosa umoralità la pennellata, con un sapiente equilibrio tra materia pittorica e impasto cromatico. In ogni tela egli ricerca la punta di colore che meglio può rappresentare il soggetto, non per tradurlo in un realismo, in una oggettività che non gli interessa, ma per carpirne l’anima, per coglierne la struttura segreta. E questa ricerca degli impasti di colore è ben visibile nei pastelli che eseguiva, come l’essenzialità del disegno naturale della forma del paesaggio è resa con straordinaria sintesi - anche cromatica - negli acquerelli”. Ingresso libero Orari: da martedì a sabato 10-12 e 16-19; domenica 16-19; lunedì chiuso Contatti: Galleria: tel. 0521 228136 – info@ucai-parma.it

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