Razzolando nel cortile, incontri tra natura e cultura

Una rassegna d’incontri estivi organizzati da Psiche & Natura all’insegna della Cultura e del suo rapporto con la Natura. Ilitolo Razzolando nel cortile non è casuale, ma contiene sia la meta-fora del razzolare, cioè del cercare con curiosità, indagare, inve-stigare, sia il luogo dove si terranno gli incontri, un cortile sette-centesco. Dietro la Cultura che incontra la Natura c’è l’Uomo pen-sante con le sue “esplorazioni” che tanto hanno contribuito allo sviluppo dell’introspezione, del pensiero creativo e utopistico

sabato 21 luglio ore 18.00
inaugurazione mostra fotografica
Le donne viste dalla donne. Disuguaglianza e vulnerabilità
fotografie di Loredana Taglieri e Valeria Fioranti
a cura dell'Associazione Ong Comitato Collaborazione Medica CCM
presentazione di Silvia Trentini

Nello sguardo di due fotografe –Loredana Taglieri e Valeria Fioranti - , la rappresentazione delle donne del Sud Sudan - le più vulnerabili nel paese più povero del mondo e delle donne migranti di Torino - alle prese con barriere culturali, economiche e di informazione in uno dei quartieri più difficili della città.
Nel mondo le più pesanti disparità di genere si vivono in Africa sub-sahariana. Si traducono anche nei più alti tassi di mortalità materna, sinonimo di una fragilità collegata ad una profonda povertà sanitaria ma anche a forme di controllo patriarcale che limitano il libero accesso della donna ai servizi sanitari esistenti che potrebbero salvarle la vita in momenti delicati come la gravidanza e il parto.
Nella classifica dei Paesi europei, l’Italia si trova negli ultimi posti. Fra alcune fasce della popolazione tale profonda diseguaglianza di genere è ulteriormente acuita da una particolare vulnerabilità sociale ed economica: il tutto si traduce in isolamento, mancato accesso a visite, controlli e cure disponibili per sé stesse e per i figli, esclusione dal mondo lavorativo. Ciò avviene frequentemente fra le donne migranti, facilmente emarginate e difficilmente raggiunte dai servizi socio-sanitari esistenti.
Per loro il “Comitato Collaborazione Medica CCM” agisce attraverso la formazione di operatori sanitari e sociali, affinché siano in grado di assisterle e curare i loro bambini, organizzando attività d’informazione e sensibilizzazione volte a renderle protagoniste di un reale cambiamento fatto di una presa di coscienza dei propri diritti, della cura di sé e della propria salute.

Loredana Taglieri
fotografa free lance. Il suo lavoro si concentra su temi ambientali, sociali e sui conflitti, soprattutto quelli dimenticati, in Asia, Sud America, Africa ed Europa. Alcuni dei suoi reportage sono stati pubblicati in varie riviste e giornali tra i quali Il Manifesto e Zazpika Magazine (Spagna) Con le sue foto non vuole solo raccontare la guerra e le sue conseguenze, ma le persone con la loro forza e la loro dignità, nonostante tutto. È cofondatrice dell’Associazione Six Degrees che racconta i conflitti e le marginalità sociali - economiche del mondo e promuove la cultura del giornalismo.

Valeria Fioranti
classe 1981è laureata in Sviluppo e Cooperazione e in quella magistrale in Comunicazione pubblica e politica. Fotografa reporter prevalentemente di eventi culturali e concerti, collabora con l'agenzia fotografica KIKA PRESS. Per l’ufficio stampa dell’Ong Comitato Collaborazione Medica CCM ha realizzato alcuni reportage fotografici in Italia. Nel 2015 un suo progetto fotografico è stato scelto dal fotografo internazionale Franco Fontana per essere esposto nell'ambito di "Quelli di ...Fontana"in diverse città italian e nel 2017 ha curato la documentazione fotografica della “Fondazione per la Cultura di Torino” per gli eventi culturali cittadini.

Silvia Trentini
nata a Trento nel 1980. si laurea in Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia con una tesi sulle politiche di integrazione femminile nel Sud dell’India. Consegue un Master in progettazione sociale presso la Lumsa di Roma, specializzandosi nel sociale. Da allora ha fatto delle sue passioni il suo lavoro, collaborando con alcune grandi associazioni del terzo settore. Dal 2012 è responsabile comunicazione presso la Ong “Comitato Collaborazione Medica CCM”, che da 50 anni si occupa di diritto alla salute: in Africa e n Italia.

sabato 28 luglio ore 18.00
Bellezza e sofferenza. Gli Animali nella moda e nella cosmesi
con Teresa Giulietti

Può esistere una bellezza che sia anche “buona”, ossia rispettosa della Vita di ogni individuo, dunque anche degli altri animali? Cosa è cambiato oggi rispetto all’antichità nel modo di curarsi? La donna dell’antico Egitto, così come quella della Grecia antica, della Roma Imperiale, o del Rinascimento, del Rococò e della Belle Epoque, fino a quella del Novecento, si è avvalsa dei più impensabili intrugli di derivazione animale, pur di apparire bella e immortale. Che sia bava di lumaca, cartilagine bovina o placenta di pecora, le “divette dello star-system internazionale” alla perenne ricerca di consensi non si piegano di fronte a nulla pur di arrestare dai loro volti lo scorrere del tempo. E per la moda quanti animali sono stati sacrificati? La domanda è dunque questa: oggi è possibile curarsi e rincorrere la propria idea di bellezza in maniera etica e consapevole? Le nostre scelte individuali possono modificare il ‘mercato della bellezza?

Teresa Giulietti
dopo la laurea in lettere e filosofia con un indirizzo in storia dell’arte e una tesi sulla Trasformazione dell’abito nobiliare nelle corti italiane, ha cominciato a scrivere su commissione (Signorina Write) sia per committenti privati che per case editrice come ghostwriter. Ha pubblicato vari libri, romanzi (Le due età, La mercenaria dei sogni, Pura Vida) e trattati (Le 4 stagioni; Bellezza etica, Etica della bellezza; La bellezza è nel cuore) rispettivamente per Marsilio, Borelli e Cosmopolis. Si è diplomata presso l’Accademia di Ayurveda e la scuola Riza di medicina psicosomatica come naturopata con una tesi sul linguaggio psicosomatico del cuore.


sabato 4 agosto ore 18.00
Animali, Persone?
Perché parliamo di diritti degli animali (non umani)
con Valerio Pocar

La sensibilità alla gioia e al dolore, la capacità d'intelligenza e di pensiero nonché di comunicazione sono le caratteristiche che attribuiscono agli umani la personalità, fondamento del riconoscimento dei diritti. Rifiutando la visione antropocentrica del mondo, quelle medesime caratteristiche, che in modi diversi anche gli animali non umani mostrano con certezza, dovrebbero rappresentare il fondamento dell'attribuzione di diritti anche agli animali non umani.

Valerio Pocar
(1944) ha insegnato sociologia, filosofia e sociologia del diritto, sociologia della famiglia, bioetica nelle università di Messina, Milano, Bergamo e finalmente Milano-Bicocca, dove è stato anche direttore del Dipartimento dei sistemi giuridici ed economici. E' stato socio fondatore e presidente di diverse società scientifiche ed è autore di oltre duecento lavori in tema di sociologia del diritto, del diritto della famiglia e dei minori, di storia del pensiero sociologico-giuridico, di bioetica. Si è da molti anni dedicato al tema dei diritti degli animali ed è stato garante per la tutela degli animali del Comune di Milano.

sabato 11 agosto ore 18.00
Il corpo smarrito.
La negazione di significato del corpo femminile nei secoli
con Luciano Mazzoni

I fenomeni di femminicidi e violenze in svariatissime forme sulle donne, sempre meno eccezionali ed ormai da considerare come eventi sociali diffusi e ricorrenti, vanno indagati non solo sul piano della criminologia, ma anche su quelli della loro origine e della genesi anche remota. La messa a fuoco proposta considera l’evoluzione intervenuta nei modelli antropologici nel contesto euro-occidentale: mettendo al centro la questione del ‘corpo’. Da tale riflessione (condotta a livello interculturale e interreligioso) scaturisce la proposta di una ‘antropologia duale’: vale a dire fondata non più sul solo pensiero maschile (andro-centrico) bensì sui pensieri distinti maschile e femminile (approccio di genere).

Luciano Mazzon
studioso di antropologia delle religioni e teologia spirituale ha conseguito titoli accademici nelle Università di Bologna, Parma, Urbino e nelle Pontificie Università Santa Croce e Antonianum. Libero docente e consulente in materia etica. Direttore della Rivista “Uni-versum”. Vicepresidente dell’Associazione italiana Teilhard de Chardin. Coordinatore del Forum interreligioso di Parma. Collabora a varie riviste e ha pubblicato e curato diversi saggi.


domenica 12, lunedì 13, martedì 14, mercoledì 15 agosto
ore 16.00 e ore 21.00
Il corpo delle donne.
Immaginario e stereotipi attraverso il cinema e i media italiani
dal dopoguerra a oggi
Rassegna cinematografica
a cura di Emilio Bibini
Un escursus cinematografico e documentaristico sull’immagine della donna italiana dal dopoguerra a oggi. Immagini di volti e corpi che nella loro espressività e fisicità racchiudono sia tensioni per quel cambiamento emancipatorio fortemente voluto - che ha le sue radici nella Resistenza-, sia rappresentazioni stereotipate alle quali si trovano ad aderire. Il dopoguerra rovescia ancora una volta sul pubblico, attraverso il cinema nostrano, l’immaginario conformista e stereotipato della donna racchiusa nella dualità “angelo del focolare” o”diabolico oggetto del desiderio”. Dagli anni sessanta superficialmente i film italiani sono influenzati dalle battaglie del femminismo, ma più in profondità il cinema ha continuato per lo più a negare alle donne la dimensione di soggetto, raffigurandole soprattutto come proiezioni del desiderio maschile, o in rari casi come “donne forti” (ma non emancipate). L’autorità familiare riafferma in forme morbose il proprio controllo e l’uso alla buona della psicoanalisi diviene modo per stuzzicare e rassicurare la “pruderie” di un pubblico avido di trasgressione. Poco o nulla è cambiato dagli anni Ottanta a oggi nella rappresentazione femminile televisiva, anzi sempre di più vi è una “cancellazione dell’identità delle donne” attraverso spettacolarizzazioni grottesche, volgari e umilianti supportate anche dalla prepotente affermazione della chirurgia estetica.

domenica 12 agosto
ore 16.15
Presentazione e Introduzione
ore 16.45
Libere
regia di Rosselal Schillaci
documentario, Italia 2011, durata 1°16’
La ricerca e il recupero delle testimonianze filmate e delle altre immagini effettuate presso l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, hanno dato vita ad un racconto che corrisponde al primo momento di risveglio del movimento femminile in Italia. Il femminismo è nato nella Resistenza e questo film in qualche modo racconta questa Resistenza parallela. Ma il dopoguerra non mantiene le promesse di cambiamento e le donne dopo la Liberazione trovano un'Italia in cui per l'emancipazione femminile non c'è spazio.

ore 18.00
Il corpo delle donne
regia Lorella Zanardo e Marco Malfi, Cesare Cantù
documentario, Italia, 2009, durata 25’
E’ un documentario sull’uso del corpo della donna in tv, motivato da un’urgenza: la constatazione che le donne, le donne vere, stiano scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita è enorme: la cancellazione dell’identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti, ma senza che vi sia un’adeguata reazione, nemmeno da parte delle donne medesime. Sono state selezionate immagini televisive che hanno in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne, per raccontare a chi la guarda la tv e “non vede”. L’obbiettivo è interrogarci e interrogare sulle ragioni di questa cancellazione, un vero ”pogrom” di cui siamo tutti spettatori silenziosi. Il lavoro ha poi dato particolare risalto alla cancellazione dei volti adulti in tv, al ricorso alla chirurgia estetica per eliminare qualsiasi segno di passaggio del tempo e alle conseguenze sociali di questa rimozione.

ore 21.00
Introduzione
ore 21.15
Totò e le donne
regia di Mario Monicelli e Steno
film commedia, Italia 1952, durata 1°39’
Totò, indirizzandosi direttamente al pubblico comincia sin dal principio a sviluppare la sua tesi; essere il genere femminile un genere pestifero. Le donne vengono rappresentate come stupide e invadenti e il famigerato Landru, assassino seriale di donne, viene consacrato su un altarino. Film comico in una farsa sessista.

lunedì 13 agosto
ore 16.15
Introduzione
ore 16.30
Una donna libera
regia Vittorio Cottafavi
film drammatico, Italia Francia 1954, durata 1°33’
Presentato e recepito come un melodramma,in realtà è un film sulla condizione femminile della donna negli anni cinquanta, dove la protagonista vive una tensione emancipatoria di libertà e di indipendenza che la porta a scelte di vita, concrete e sofferte, controcorrente alla morale comune. La conseguente rottura dei legami familiari, l’isolamento culturale vissuto, le delusioni lavorative e affettive, insieme al nuovo ruolo di accudente della sorella minore, la spingeranno verso una regressione esistenziale e drammatica.

ore 21.00
Introduzione
ore 21.15
Le amiche
regia di Michelangelo Antonioni
film drammatico, Italia 1955, durata 104’
Liberamente tratto dal romanzo Tra donne sole” di Cesare Pavese.
E’ un film che registra magistralmente le contraddizioni di una soggettività femminile che vuole farsi spazio e raggiungere la propria autonomia nell’assetto sociale ancora regolato dalle leggi maschili. La protagonista infatti incarna la donna nuova in un processo di transizione che tiene al lavoro e alla sua indipendenza economica, anche se questo purtroppo sembra non essere ancora compatibile con l’amore o la famiglia, soprattutto per le donne di origine modeste.

martedì 14 agosto
ore 16.15
Introduzione
ore 16.30
Il deserto rosso
regia di Michelangelo Antonioni
film drammatico, Italia 1964, durata 2°
“C’è qualcosa di terribile nella realtà e nessuno me lo dice” – così la protagonista, si esprime sofferente. Un dolore muto, perverso, perché taciuto, “quello causato dalla società di massa, della cultura della morte” (Pasolini) che soffoca gli spazi di una possibile libertà. Come nei precedenti film la donna è l'antenna più sensibile di una nevrosi comune nel contesto della società dei consumi e della natura inquinata. Nono film di Antonioni, è il suo primo a colori. Leone d’Oro al Festival di Venezia del 1964.
ore 21.00
Introduzione
ore 21.15
La matriarca
regia di Pasquale Festa Campanile
film commedia, Italia 1968, durata 1°32’
Margherita resta vedova e scopre che il marito possedeva un’attrezzata garçonnière per vivere le più svariate fantasie erotiche che, seguendo la morale diffusa, non condivideva con la moglie. Delusa, studierà il famoso saggio di di Richard von Krafft-Ebing “Psychopathia sexualis”, vivrà liberamente e spregiudicatamente la propria sessualità, ma finirà per rifugiarsi ancora una volta nel matrimonio.

mercoledì 15 agosto
ore 16.15
Introduzione
ore 16.30
Il pregiudizio sulla donna negli anni Settanta
documentario RAI, Italia 1972, durata 7’42”
ore 16.45
Io e Caterina
Regia di Alberto Sordi,
film commedia, Italia 1980, durata 1°57’
Io e Caterina è una delle poche incursioni nel genere robotico della nostra cinematografia, con tematiche di fondo però ben diverse. Nel raccontare la vicenda del protagonista e della sua donna robot “perfetta”, Sordi vuole denunciare gli estremismi del maschilismo e del femminismo, ma in realtà è solo portavoce di un forte messaggio anti-femminista.

ore 21.00
Introduzione
ore 21.15
La città delle donne
regia di Federico Fellini
film commedia, Italia 1980, durata 2°15’
Nel suo lungo viaggio,onirico, il protagonista si imbatterà in donne procaci, femministe agguerrite e in un santone dell’eros che vegeta in una specie di reliquiario sessuale popolato da autentici simboli della donna-oggetto. Il regista, attraverso la sua visionarietà, elabora il suo particolare punto di vista sulle lotte femministe e sull’uomo che pensa di essere superiore, ma in realtà non può solo che essere vittima, subendo il contraccolpo della potenza femminile.

sabato 18 agosto ore 18.00
La devota della costa. Margherita Antoniazzi,
attualità del pensiero e della azioni di una donna del ‘500
con Valentina Alberici
Margherita Antoniazzi si inserisce nella schiera delle donne del XVI secolo dotate di spirito libero e autorevolezza che promossero un rinnovamento della Chiesa "dal basso", Ma a distinguerla dalle altre, era la sua non appartenenza alla nobiltà. Popolana, fondò sull'Appennino parmense un piccolo monastero "senza sbarre", senza particolari regole, se non i precetti evangelici. Seppur analfabeta fondò una scuola della montagna, gratuita, per i bambini bisognosi, maschi e femmine, dove veniva offerto non solo catechismo e alfabetizzazione, ma anche un pasto giornaliero che le povere famiglie non potevano garantire loro. Con la sua sensibilità verso la natura e gli sfruttati, il senso di solidarietà e di mutuo soccorso, con il suo coraggio Margherita rientra in quell'umanesimo cristiano attento all'uomo nelle sue condizioni di maggiore debolezza. Per le sue intuizioni su una"concreta" presenza femminile nella società, da sempre inibita e mortificata nell'ambito domestico o conventuale, precorre i tempi e molti aspetti del pensiero femminista.

Valentina Alberici
ha esordito come autrice con il libro per ragazzi “Gesù è davvero esistito? Un viaggio avventuroso sulle tracce di Gesù” (San Paolo, 2011), tradotto anche all'estero.Con Edizioni Paoline ha pubblicato “La chiamavano Maddalena. La donna che per prima incontrò il Risorto” (2015), un saggio storico sulla più nota discepola di Gesù di Nazareth , e il saggio biografico "Lorenzo Milani. L'artista che trovò Dio" (2017) incentrato sugli anni giovanili del priore di Barbiana.
Ha inoltre pubblicato vari studi di storia locale.

sabato 25 agosto_ore 18.00
Il senso del sacro e la storia
con Flavio Zanardi
Nonostante il criticismo di Kant e la successiva proclamazione di Nietsche della”morte di Dio” si può sostenere che, nonostante tutto, il senso del sacro e il bisogno di trascendenza non si siano mai estinti del tutto. Lo stesso Kant, del resto, riteneva questo evento impossibile, dato l'esercizio di una “funzione regolativa” da parte della Ragione, che, con la sua inesorabile aspirazione alla totalità, figlia del sentimento dell'infinito, spinge l'Intelletto a quell'instancabile, ancorchè vano, indagare in cui consiste la molla del Progresso. Vero è che, attraversando il tempo, anche l'idea del sacro è, come tutte le cose, sottoposta al mutamento, ma, dal momento che l'angoscia da una parte e il mistero dall'altra, permangono ineliminabili dalla condizione umana e sospingono l'uomo alla ricerca compulsiva di una difesa, di un rifugio e di un senso, alla resa dei conti il sacro si erge incrollabile ed inaccessibile come un altissimo monte.

Flavio Zanardi
laureato in storia contemporanea all'Università di Bologna è stato Insegnante di storia e letteratura italiana, redattore delle riviste “Missione Oggi” e “Alfa Zeta”. Ha collaborato alla rivista “Exsodus” e ai lavori dell'Associazione “Maurizio Polverari” di Roma.. Ha pubblicato svariati articoli aventi come tema il Battistero di Parma e la nascita del fenomeno della globalizzazione.

sabato 1 settembre_ore 21
Il Canto del pane.
Komitas e Varujan. Musica, poesia e spiritualità
tra Armenia, Caucaso ed Europa
concerto de L'ensamble da la Paix
Aram Ipekdjian duduk; Silvia de Rosso viole da gamba, viella; Flavio spotti d’hol, ghaval, dayereh, daf, tar, zarb; Gabriele Parrillo voce recitante

La musica di Padre Komitas incontra la poesia di Aniel Varujan. L’Arte incontra l’Arte.
Due personalità così prepotentemente e profondamente spirituali il cui destino fu drammaticamente segnato dal genocidio armeno e le cui opere, veri gioielli da riscoprire, nella loro potenza espressiva e forza spirituale, giungono oggi a noi come un messaggio di speranza per un mondo in cui la tolleranza, la libertà, la bellezza e il rispetto per la vita siano vera guida per il futuro dell’uomo.
Per questi due grandi artisti, vero ponte culturale tra oriente e occidente (studiarono infatti entrambi in Europa), la dimensione orientale è un viaggio mitico verso le proprie radici e verso la riscoperta della terra patria, proprio in un momento storico in cui al popolo armeno stava per essere negata l’identità nazionale e la patria stessa.
Così per Komitas la musica tradizionale fu il punto di partenza di un percorso spirituale. I brani eseguiti in questo repertorio sono tratti da un’antologia di melodie tradizionali armene che Komitas raccolse ed elaborò nei primi anni del novecento durante il suo lavoro di ricerca etnoantropologica e etnomusicologica. Lavoro che intraprese con la volontà di ricucire quell’identità e quell’unità culturale e spirituale che col susseguirsi, nei secoli, di continue dominazioni straniere era stata messa a dura prova.
L’opera di Varujan fa da perfetto contraltare linguistico, emotivo e spirituale, attraverso la musicalità e il ritmo dei versi poetici, a questi intensi brani. Ne “Il Canto del Pane” il dettato poetico restituisce un campionario di visioni concrete e reali della materia indagata e rappresentata (il mondo rurale, il ciclo delle stagioni, i rituali di una società contadina), ma incastonate in un mosaico mobile, in una rete di vibrazioni risonanti in una dimensione mitica e simbolica, dove tutto si dissolve nell’atemporalità e nella incessante trasformazione del cosmo.

Il concerto intitolato “Il Canto del Pane” (dall’omonima raccolta incompiuta di poesie pubblicata postuma di Daniel Varujan) alterna intensi e suggestivi brani musicali dei musicisti, tra cui Aram Ipekdjian al duduk armeno, e la lettura di evocative poesie dell’attore teatrale Gabriele Parrilo.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio del “Consolato della Repubblica d’Armenia” e di “Hay Dun Casa Armena” di Milano.

L'ensamble da la Paix
nasce nel gennaio 2013 da un’idea di Flavio Spotti parallelamente alla realizzazione di un programma dedicato alla musica di Gurdjieff. L’ensemble raccoglie intorno a sé musicisti la cui ricerca artistica è strettamente legata al profondo interesse per i valori di libertà, uguaglianza e fratellanza spirituale attraverso ricerche musicali che si situano nel crocevia culturale tra Occidente e Oriente. Nel marzo 2016 “Canti e Ritmi d’Oriente” (il linguaggio iniziatico della musica di Gurdjieff) riceve il Patrocinio del Consolato della Repubblica d’Armenia e nel settembre dello stesso anno, L’Ensemble de la Paix si esibisce alla Casa Armena di Milano in occasione del 25° Anniversario della Repubblica. Nel giugno 2015, a 100 anni dal Genocidio Armeno (Metz Yeghern, il Grande Male) in occasione del concerto per la ricorrenza, L'ensamble da la Paix introduce nel programma una selezione di brani di Komitas Vardapet, che diventeranno successivamente parte integrante dell’attuale programma.

Attendere un istante: stiamo caricando la mappa del posto...

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

A proposito di , potrebbe interessarti

I più visti

  • Parma Music Park, l'estate al massimo: Marlene Kuntz, Massimo Pericolo, Carl Brave e tanti altri

    • dal 24 maggio al 30 agosto 2019
    • Parma Music Park
  • Dal 10 marzo a ottobre 2019, 4 esclusivi appuntamenti con degustazione sensoriale per scoprire il Museo del Culatello e del Masalén di Polesine Parmense

    • dal 10 marzo al 31 ottobre 2019
    • Location varie
  • Mike Highsnob al Campus Industry

    • dal 6 ottobre 2018 al 6 ottobre 2019
    • Campus Industry
  • fornio in festa 2019: tortellata di san giovanni

    • solo domani
    • 23 giugno 2019
    • Circolo Folkloristico Sportivo Fornio
Torna su
ParmaToday è in caricamento