referendum fusione colorno - torrile del 7 ottobre

AMO COLORNO: "Ecco perchè dire NO..."

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Giorno 7 ottobre sarà un giorno importante per Colorno e Torrile. Si voterà il referendum per la fusione. Una fusione piovuta d’improvviso in fretta e furia e decisa come “antibiotico” per i mali economici dei due comuni. Ad un mese dal fatidico voto, diverse sono le forze politiche ed i comitati che sino schierati per il NO, quando invece i sostenitori del SI, si sono fatti vedere molto poco tra i cittadini (a parte qualche sporadico incontro durante lo studio di fattibilità). Contrariamente a ciò che si possa pensare, la fusione è un processo lungo e delicato che necessita di impegno costante e di molta trasparenza verso i cittadini, affinchè essa venga totalmente “abbracciata ed avallata” come un matrimonio non combinato. Sebbene tra i motivi del SI alla fusione ci sia chi sostiene l’utilità della stessa per ridurre i costi della macchina amministrativa delle due comunità e per ricevere dei fondi statali utili alle necessità dei cittadini, AMO COLORNO fin da subito si è schierata per il NO. Un NO convinto che non chiude le porte ad una possibile fusione futura, ma che vuole sottolineare l’avventatezza di proporla da parte dei due comuni. Dopo un’attenta analisi dello studio di fattibilità presentato, abbiamo steso una serie di punti secondo noi riassuntivi del perchè sarà opportuno dire no alla fusione: 1)Un comune più grande avrà un maggior numero di spese da sostenere. 2)L’accorpamento di diversi servizi potrebbe presentare elevate criticità e disservizi per i cittadini 3)Non tutte le due “comunità” sono pronte ad accettare di perdere la propria identità storico - culturale. 4)C’è il rischio che Torrile diventi un quartiere secondario di Colorno e rimanga solo la parte industriale del nuovo comune, con tutti i rischi che comportano essere una frazione. Basti pensare alle frazioni di Colorno ad esempio, spesso trascurate, a differenza del centro storico Colornese, molto più in vista. 5)Non crediamo che l’arrivo di fondi statali tra l’altro a rate, possano far cambiare repentinamente rotta ad un comune che finora non è riuscito ad amministrare nella maniera migliore. 6)Non avremo il risparmio che si pensa con l’accorpamento dei due comuni. Ci saranno meno politici, ma pagati di più. 7)Il patto di stabilità offrirà servizi peggiori ai cittadini. 8)Questa fusione non è stata adeguatamente spiegata e condivisa con i cittadini di Colorno e Torrile. Ancora pochi ne sono a conoscenza, a parte i più abili col web e coloro che bazzicano nel giro della politica locale. 9)La fusione deve essere fatta senza secondi fini di possibili ricandidature politiche o all’unico scopo di ricevere del denaro, perchè se poi il denaro lo si sperpera come a Colorno, con una sala civica da 250.000 euro, quando abbiamo strade e monumenti in pessime condizioni, comunque finisce rapidamente. 10)I sostenitori del SI parlano di sgravi sulle spesi correnti al fine di avere maggiori fondi per le esigenze dei cittadini? Noi pensiamo che prima di pensare agli sgravi, occorra pensare a come usare bene i soldi “disponibili” come fanno ogni giorno le famiglie Italiane. Occorre infine ricordare che il referendum del 7 ottobre non sarà soggetto a quorum e quindi sarà indispensabile andare a votare, sia per il si che per il no. Basterebbero anche solo due cittadini (uno di Colorno ed uno di Torrile) per far approvare o meno la fusione. E ricordiamo anche che se la fusione non dovesse andare bene, il “divorzio” sarebbe complicatissimo da fare anche se non impossibile. Il gruppo AMO COLORNO

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