Le Nuvole di Aristofane, prima nazionale al Teatro Due

Le Nuvole di Aristofane. Interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler. Musiche Alessandro Nidi, luci Luca Bronzo, costumi Emanuela Dall’Aglio, produzione Fondazione Teatro Due

Prima nazionale– Teatro Due Parma 8 e 9, 11 e 12 febbraio 2014, ore 21.00 (domenica ore 16.00)

Ancora una commedia classica e ancora Aristofane per l’Ensemble Stabile Attori di Fondazione Teatro Due, che prosegue il confronto con il padre del teatro occidentale per interrogare il passato e scandagliare il presente: dopo Le rane del 2010 è il momento de Le nuvole, diretto e interpretato dall’Ensemble di Teatro Due, composto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler, in una produzione di Fondazione Teatro Due, al suo debutto il prossimo 8 febbraio 2014 e in scena fino al 12 (sempre ore 21.00, la domenica ore 16.00), con le musiche di Alessandro Nidi, i costumi di Emanuela Dall’Aglio e le luci disegnate da Luca Bronzo.

Con la cultura si mangia? E’ la domanda degli ultimi anni, con cui la riflessione politica sul ruolo del pensiero, dell’arte e dell’intelletto nella nostra società, in questo momento di difficile crisi economica e sociale, ha raggiunto il livello più infimo. E sta anche all’arte e alla cultura stesse, affermarsi, riscattarsi, con forza e quando possibile con ironia e leggerezza. L’Ensemble di Teatro Due porta avanti con consapevolezza e passione il proprio ruolo e lo fa anche attraverso la voce di autori del passato, perché ieri come oggi la cultura è stata attaccata dalla politica, dal potere, e ieri come oggi l’arte rimane un fattore di benessere sociale. Ne Le rane ci s’interrogava sulla funzione salvifica dell’arte e della poesia nella vita della polis; ora Le nuvole segnano un nuovo passo nel repertorio dell’Ensemble basato sui classici, nella convinzione che il teatro eterno scritto dai padri della scena sappia porre le giuste domande e abbia in sé molte risposte ai dubbi che il nostro presente suscita, con poesia e lieve, divertente profondità. 

Il testo è considerato uno dei più attuali di Aristofane, se pur rappresentato per la prima volta alle Dionisie del 423 a.C. e rielaborato successivamente dall’autore fino al 417 a.C. Il bersaglio satirico esplicito di Aristofane è l’arte oratoria e dialettica socratica e sofistica, con i suoi strumenti di convincimento e seduzione; ma quelli di cui ci si prende gioco ora sono più in generale i fabbricanti di verità, quelli che inducono l’uomo medio a fare, pensare, credere quello che desiderano, quelli che piegano il pensiero e l’arte ai loro bassi scopi e fanno della cultura un qualunque strumento di potere e lucro. “Le nuvole parlando di un tema che ci è molto caro e che è molto vivo nella nostra contemporaneità: il senso e l’importanza del dibattuto culturale all’interno di una società in crisi”, spiega Gigi Dall’Aglio e prosegue: “Strepsiade e con lui suo figlio Filippide fanno parte di quella categoria di persone che hanno l’arroganza della propria ignoranza, che si sentono in diritto di proclamare senza alcuna vergogna che la cultura serve solo a soddisfare i propri bisogni, monetari s’intende. Le nuvole dunque è uno spettacolo che smaschera chi ha questo atteggiamento, che sfocia spesso nella violenza. Il tormentone di Strepsiade è: se con la cultura uno paga i debiti, allora viva la cultura! Ma verrà smentito...”

In questa riflessione ironica e divertente sulle armi di persuasione di massa, sulla forza che le parole acquistano quando volte a fini non meritevoli, l’Ensemble conduce il pubblico in un percorso “on the road” verso la verità, che scopriremo mutevole e soggettiva. In scena giunge un carrozzone di comici, che catturerà il pubblico in un gioco meta-teatrale, in cui ciascun personaggio per essere vero, è falso: in fondo si è nel luogo della menzogna necessaria, della falsità per eccellenza, il teatro, in cui la verità diviene più vera del vero. Dichiara l’Ensemble Attori Teatro Due: “E noi poveri guitti lacerati tra verità e menzogna, tra realtà e rappresentazione, tra paradosso e quotidianità ci barcameniamo ancora una volta sotto un cielo sempre incerto, confuso, mosso da nuvole scure e severe o rapide e gioiose”. Queste nuvole-spose, nuvole-donne, inascoltate e indaffarate, “dense e leggere, servizievoli e catastrofiche, disponibili e vaporose, assenti e presenti, variabili e stabili, concrete e ondivaghe, che mettono in crisi il pensiero con la loro femminile varietà”. La scena è lo specchio della platea; gli attori sono lo specchio del pubblico, cantano i guitti dal palco, e ancora una volta la città è interpellata, invitata a riflettere su cosa sia questa strana cosa chiamata pensiero, chiamata desiderio…

Info biglietti e prenotazioni: tel. 0521/230242, biglietteria@teatrodue.org - www.teatrodue.org

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