Avvio della stagione irrigua: il Consorzio di Bonifica c'è: preoccupazione per la scarsità di piogge

Da 120 anni mai un quadrimestre così poco piovoso e con temperature molto sopra la media del periodo. La Bonifica inizia a distribuire acqua alle colture ma se non pioverà il contesto sarà preoccupante. Servono invasi all’altezza delle esigenze collettive dell’economia locale

La stagione agricola entra nel vivo e con essa l’avvio dell’irrigazione a servizio della gran parte delle colture tipiche della nostra provincia. Il Consorzio della Bonifica Parmense ha già iniziato a derivare la risorsa idrica da alcuni giorni dai corsi d’acqua maggiori invasando il reticolo di canalizzazioni e distribuendo in modo capillare l’acqua alle imprese agricole che ne hanno necessità immediata.

Lo staff tecnico del Consorzio ha individuato – su anticipata segnalazione degli stessi coltivatori direttamente alla Bonifica – i loro singoli bisogni e con modalità progressiva metterà in funzione tutti i 23 impianti di cui dispone sul territorio per provvedere ai bisogni rilevati. Oltre agli impianti l’ente attingerà risorsa anche dagli 11 pozzi disponibili fino a coprire un’area complessiva che si aggira attorno ai 32 mila ettari di terra sottesa alla rete irrigua che misura oltre 1000 mille km. Questa quantità di acqua stagionalmente consente di poter “pompare” ben 14 metri cubi al secondo nel reticolo, ma naturalmente la condizione essenziale perché questo possa verificarsi resta quella legata alla quantità disponibile: alla risorsa presente nei corsi d’acqua, a quella nelle falde e a quella caduta sotto forma di precipitazioni. Precipitazioni ad oggi quasi del tutto assenti nel primo quadrimestre dell’anno ritenuto dalle statistiche il più secco dal 1900. Mancano all’appello oltre il 55% delle piogge e se lo scenario proseguisse con queste condizioni le ripercussioni sul comparto agricolo potrebbero preoccupare. Per ora comunque il Consorzio di Bonifica ha provveduto alle forniture irrigue con puntualità e con la massima attenzione all’utilizzo virtuoso della risorsa idrica.

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“Come primo provvedimento abbiamo invasato migliaia di metri cubi di acqua partendo dall’impianto del Cantonale nel Comune di Busseto – ha spiegato il presidente Luigi Spinazzi – un impianto idrovoro che serve oltre 4000 ettari di colture in molti comuni della Bassa Parmense e che usufruisce dei quantitativi di acqua sollevata dal Fiume Po grazie ad un altro impianto molto rilevante come quello di Ongina. Subito dopo in queste settimane e nelle prossime attiveremo tutti gli altri fino a raggiungere al massimo al culmine della stagione irrigua di ben 23 impianti funzionanti che consentiranno l’irrigazione delle coltivazioni di pomodoro, mais, prati stabili, altre foraggere ed orticole”. Tutto questo – come detto – sarà possibile se la risorsa sarà presente nella rete: “L’avvio della stagione ci preoccupa non poco – ha proseguito Spinazzi – 5-6 gradi in più di temperatura rispetto alle medie del periodo (che comunque si fanno sempre più alte con il passare degli anni) e piogge assenti anticipano un contesto che se non vedrà cadere precipitazioni copiose nel mese di Maggio sarà decisamente preoccupante per il comparto”.

Purtroppo il numero sulle percentuali di precipitazioni trattenute per un successivo utilizzo irriguo nella misura dell’11% è una quantità irrisoria rispetto al potenziale disponibile: un dato non roseo a livello nazionale; non fa eccezione in quest’ottica nemmeno l’Emilia-
Romagna. Gli invasi sono scarsi e i tempi di realizzazione fanno spesso conti troppo salati che normative complesse che rischiano di rallentare all’eccesso la raccolta strategica e lo stoccaggio della risorsa quando serve. “I Consorzi di bonifica – ha proseguito il diretto generale del Consorzio Fabrizio Useri – hanno progressivamente reso virtuoso l’utilizzo dell’acqua grazie all’introduzione di modalità di distribuzione più performanti e oltre a questo, negli anni, hanno incentivato l’utilizzo di sistemi di tecniche e tecnologie avanzate in grado di far risparmiare risorsa idrica per un beneficio collettivo. Se però a tutto questo non corrisponderà in tempo utile un eguale impegno per la realizzazione di un Piano Invasi strategico (come richiesto preventivamente da ANBI e in parte già approvato e finanziato a livello ministeriale e regionale) in grado di incidere sul futuro dell’economia locale e nazionale a vocazione agroalimentare del territorio il rischio si farebbe davvero grande”.

L’IRRIGAZIONE IN NUMERI
32000 Ha ettari serviti
1000 km di canalizzazioni irrigue su 1500 km complessivi
23 impianti idrovori
11 pozzi di prelievo
14 m/c al secondo nella rete
4 attingimenti di prelievo principali: dal Po 3,3 m/c al secondo; dal Taro 1,8 m/c al secondo;
dall’Enza 3 m/c al secondo; dal Parma 1,5 m/c secondo.

L’ULTIMA CAMPAGNA DI IRRIGAZIONE
 
Anche l’ultima campagna irrigua dell’anno trascorso è stata caratterizzata già dai primi mesi del 2019 da lunghi periodi siccitosi e il perdurare di questo fenomeno anche in avvio di stagione primaverile poteva far presagire ad una annata “drammatica” sotto questo profilo del tutto simile a quella del 2017 dove elevati livelli di siccità e temperature elevate avevano messo in grande difficoltà il mondo agricolo. Un’inversione di tendenza però si è verificata nel periodo di tarda primavera e l’aumento progressivo delle precipitazioni ha consegnato alle colture un andamento simile alla stagione precedente del 2018 decisamente meno impattante sugli equilibri
economico-ambientali.

IL CAMBIAMENTO IRRIGUO NELLA STORIA RECENTE DEL PARMENSE: DAL PRATO STABILE AL PRIMATO DI MAIS E POMODORO

Per quanto riguarda la ripartizione colturale delle varie superfici irrigate emerge un dato rilevante che cambia lo scenario “storico” del nostro territorio. Dal 2008 in avanti infatti si registra la netta predominanza delle colture di pomodoro e del mais rispetto al passato in cui primeggiavano i prati stabili e foraggere. Nella stagione irrigua passata il pomodoro ha coperto una superficie pari a 5.865 biolche parmigiane e il mais 3.254.  Un aumento sensibile rispetto al 2018 che, anche se minimo, conferma in ogni caso un trend
favorevole soprattutto per la coltura del pomodoro che dal 2015 si attesta al primo posto come coltura irrigata con le acque del Consorzio di Bonifica. Pomodoro e mais sono seguite dal prato stabile permanente 1.321 (bp) e dal prato artificiale 927 bp: superfici leggermente in calo rispetto all’annata precedente. Questi risultati, valutati nella loro complessità, testimoniano che la pratica irrigua è stata condotta principalmente per una tipologia di coltura maggiormente idro-esigente; rimangono comunque confermate le tendenze colturali degli ultimi anni, che, per quanto concerne la realtà della pianura di Parma, possono riassumersi in questo modo:

 
Rispetto all’anno 2018 il leggero calo proporzionale dell’irrigazione di prati artificiali e permanenti è imputabile sia all’andamento stagionale, che ha determinato nella stragrande maggioranza dei casi la riduzione del numero di bagnature, sia a causa di altre motivazioni o strategie aziendali. L’esercizio irriguo si riduce per prati e foraggiere proporzionalmente alla riduzione delle aziende ad
indirizzo zootecnico/caseario; quelle in esercizio dispongono di sufficienti quote di foraggio senza dover ricorrere a molteplici turni irrigui; oltretutto spesso devono fare i conti con una scarsa manodopera e pertanto si limitano ad interventi solo in situazioni di soccorso e di grave siccità, situazione quest’ultima che chiaramente compromette anche la disponibilità della rete Consortile.

Nell’insieme comunque, oltre ad una riduzione dell’esercizio irriguo di prati e foraggiere, si riscontra sul territorio una lenta ma progressiva riduzione del prato stabile (con perdita di un patrimonio naturale di valore, che oltretutto necessita di anni per una sua eventuale ricostituzione) nonostante il territorio abbia ancora vocazione zootecnica legata alla produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano.
Si registra quindi la predominanza del pomodoro e del mais che si attestano rispettivamente al primo e secondo posto assoluto tra le coltivazioni irrigate con le strutture consortili. Per la coltivazione del pomodoro sta prendendo sempre più piede la tecnologia a goccia detto anche a manichetta che consente un’erogazione mirata e graduale della risorsa idrica alla pianta con conseguenti vantaggi agronomici e ambientali. 

Oltre al pomodoro anche su altre colture specializzate stanno prendendo piede quei sistemi irrigui che sono riconosciuti dal legislatore come “virtuosi”, in quanto garantiscono il risparmio della risorsa idrica e pertanto sono da incentivare, nonostante siano di maggior impegno gestionale per il Consorzio.  Riepilogando il grafico che segue mostra l’andamento delle quattro colture maggiormente
significative della pianura parmense irrigate, nell’ultimo periodo di riferimento particolarmente  ignificativo, attraverso le strutture consortili. 

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