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Il caldo nemico pericoloso delle stalle e della produzione di latte in estate

L'incontro al Consorzio Agrario di Parma con docenti, veterinari ed esperti di mangimistica ha evidenziato le criticità dell'aumento dello stress da alta temperatura. La soluzione sta anche nella prevenzione fatta con un'alimentazione mirata che faciliti il processo digestivo degli animali

Lo stress da alte temperature, caratteristico di questo periodo estivo, è il vero nemico delle stalle, degli animali e dei livelli produttivi di latte che calano notevolmente inficiando le aspettative degli allevatori. Oggigiorno i rimedi sono numerosi, sia di stampo tecnologico che curativo, ma il fenomeno della colonnina di mercurio impennata verso l’alto ancora nel 2016, alla luce delle stime delle associazioni degli allevatori ARAER e del parere specifico dei veterinari, condiziona e non poco l’attività zootecnica. A questo contesto non agevole però si può rimediare anche con una forma di prevenzione che va ad alleviare alla radice gli sforzi compiuti dagli animali in fase di digestione, favorendo così il processo stesso e mitigando e diminuendo il consumo eccessivo di energie. Questi i temi che sono stati approfonditi nell’incontro promosso dal Consorzio Agrario di Parma - in collaborazione con ARA Emilia Romagna e EMILCAP - attraverso il contributo tematico di esperti come il professor Luigi Calamari –Docente di Zootecnica dell’Università Cattolica di Piacenza – del veterinario Giovanni Mariani – dell’esperto Carlo Sighinolfi Emilcap, e Carlo Fornari del servizio zootecnico del Consorzio Agrario di Parma. Le conseguenze più dirette del caldo sono purtroppo davvero molteplici e l’allevatore deve svolgere un monitoraggio costante dell’equilibrio della sua stalla, calcolando a dovere la selezione degli alimenti e con particolare attenzione allo stato progressivo di salute della sua mandria. Tra gli effetti del caldo c’è il calo dell’ingestione, rallentamento della ruminazione, diminuzione di saliva, affanno nella respirazione, minor apporto di CO nel sangue, scarso bicarbonato disponibile per tamponare il PH ruminale, rischio alto di acidosi, nel complesso situazioni metaboliche critiche che provocano anche l’infertilità, scarsa reattività del sistema immunitario alle invasioni batteriche. Tutte queste problematiche gravano notevolmente sugli animali incrementando al contempo i fattori di rischio, anche quello di morte del capo più debole, se non adeguatamente colte in tempi utili che favoriscano un intervento. In più anche il mutamento climatico improvviso con sbalzi drastici di temperatura notte-giorno o in caso di temporali improvvisi può causare gravi scompensi nell’organismo dell’animale ha sottolineato il professor Calamari.  Per quanto riguarda l’alimentazione – tra le alte cose- è importante scegliere i prodotti completi frutto di studi aggiornati sottolinea Emilcap- in grado di stimolare adeguatamente la saliva, tamponare il ph ruminale, favorire l’ingestione del mangime, prevenire le patologie metaboliche più frequenti bilanciando in modo preciso l’apporto di sostanze nutritive, vitamine e minerali. A tal proposito il CAP ha sottolineato il dottor Enrico Francia durante i saluti introduttivi ai numerosi presenti in sala- fornisce un servizio costante ai soci e a tutti coloro che nel settore zootecnico hanno necessità di informazioni mirate.

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