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Citterio, Rete Ambiente "il motore si blocca e gli organi ambientali non lo sapevano"

"Un cogeneratore libero di agire nella food valley" sono le parole dell'articolo di Rete Ambiente Parma che fa sapere come le autorità e gli enti responsabili all'ambiente "sono venuti a conoscenza del blocco del motore Citterio solo con gli articoli del comitato Ambientale".La riflessione porta alla domanda "possibile che un impianto inquianante sia così libero di agire?"

"Un cogeneratore libero di agire nella food valley" sono le parole dell'articolo di Rete Ambiente Parma che fa sapere come le autorità e gli enti responsabili all'ambiente "sono venuti a conoscenza del blocco del motore Citterio solo con gli articoli della nostra associazione ambientale".

La riflessione porta alla domanda "possibile che un impianto di questo tipo abbia questa libertà di inquinare?"

ARTICOLO DI RETE AMBIENTE- "Il consiglio comunale straordinario di Felino convocato sul tema di Citterio ha fatto emergere che solo ora gli amministratori si sono accorti che il cogeneratore del Poggio non funziona. Non avrebbero mobilitato tutte le autorità competenti, Provincia ed Arpa, solo per qualche articolo di Rete Ambiente.

Il timore è che i cittadini si rendano conto di quello che sta succedendo al Poggio.

Le autorità competenti, anche se sembra incredibile, hanno avuto notizia del grippaggio del cogeneratore quando hanno letto gli articoli del nostro blog. Hanno cercato di rintuzzare affermando come Citterio non sia tenuta ad informare nessuno di eventuali fermi per manutenzioni.

Ma il punto è un altro. Ed è molto evidente, se non si chiudono occhi e orecchie.

Il rifacimento delle camere di scoppio e dei pistoni in un motore non è certamente da considerarsi un fermo per manutenzione.

Quanto è accaduto è la prova che il grasso animale è bruciato così male da arrivare a corrodere parti importanti e fondamentali dei motori. Parti addirittura metalliche. Immaginiamoci le conseguenze emissive nella fase antecedente il grippaggio. Ossidi di metalli e tutti i miasmi che li accompagnano.

A questo punto poco serve affermare che che l'autorizzazione sia stata data con tutte le precauzioni del caso e che le emissioni nocive siano grosso modo come a Parma.

Bruciare materia organica è pericoloso perché nessun filtro è in grado di bloccare il benzopirene emesso durante la combustione.

Lo dimostra la viva preoccupazione che arriva dall'Alto Adige dove i valori ambientali fuori norma vengono attribuiti ad un eccesso di centrali a cippato. Bruciare grasso è un assurdo nei termini e quel cogeneratore può diventare una bomba a orologeria.

L'insipienza dei politici si è nascosta dietro lo schermo delle relazioni dei tecnici, che hanno fatto molti controlli e “tutto rientra nei limiti normativi”.

Tranquilli!

Alla richiesta di maggiori informazioni, gli amministratori di Felino hanno risposto che “non risponderanno più”, che “sulle illazioni non si possono costruire castelli”, che “questa non è la sede naturale per una discussione di questo tipo”. E noi che eravamo convinti che il sindaco ricoprisse la più alta carica in tema sanitario.

Durante il consiglio nessuno ha parlato di tutela della salute dei cittadini, ma solo di “una ditta privata che ha fatto ciò che ha ritenuto opportuno”. E' emerso poi che c'è una istruttoria in corso.

Insomma nessuno si era accorto che l'impianto non era più in funzione fino a quando “un personaggio che crea allarme” (parole dell'ex sindaco Barbara Lori) non lo ha pubblicato.

L'interruzione dell'attività dell'inceneritore è stata ammessa dall'azienda a posteriori come avvenuta il 5 novembre dello scorso anno.

Possibile che un impianto inquinante attivo in un territorio ad alta vocazione agroalimentare sia così libero di agire? Giuliano Serioli e Rossella Longhi, Rete Ambiente Parma

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