Consorzio Bonifica: approvato il no all'aumento Istat sul contributo

Il Consorzio della Bonifica Parmense ha deciso di non aggiungere al contributo di difesa ambientale, richiesto alla cittadinanza ogni anno, neppure il consueto aumento previsto dall’ ISTAT

Il Consorzio della Bonifica Parmense, in occasione della recente approvazione all’unanimità del bilancio di previsione per gli investimenti che effettuerà nel 2015 su tutto il territorio di competenza, ha deciso di non aggiungere al contributo di difesa ambientale, richiesto alla cittadinanza ogni anno, neppure il consueto aumento previsto dall’ ISTAT. La decisione è volta ad evitare l’incremento ulteriore del peso fiscale sulle famiglie parmensi in un contesto economico e sociale a dir poco difficile per l’intero paese. In un momento come questo però è oltremodo importante tenere molto alta la guardia con investimenti per la messa in sicurezza di un comprensorio che si è palesato, anche di recente, idraulicamente fragile e sottoposto a costante fenomeno di dissesto idrogeologico.

La Bonifica Parmense, eccezion fatta per questa quota di risparmio per i consorziati, ha infatti programmato una lunga serie di piccoli e grandi interventi per salvaguardare tutta la provincia, migliorare e adeguare sempre di più gli strumenti ed impianti di difesa idraulica e montana e concertare al meglio con gli altri enti un percorso di condivisione che non sia solo emergenziale, ma anche e soprattutto preventivo, come già più volte sottolineato dal presidente Luigi Spinazzi proprio durante l’alluvione del Baganza dell’ottobre scorso.
 
L’operatività concreta delle maestranze consortili nel 2014 ha portato ad un ammontare di quasi 7 milioni di euro per lavori effettuati in pianura, collina e montagna; in più la specializzazione acquisita dai tecnici dell’ente ha consentito di ottimizzare il loro impegno proprio attraverso il loro stesso impiego nella ulteriore progettazione e direzione di lavori anche per conto di altri enti territoriali. In questo modo oltre ad assolvere alle proprie mansioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, la Bonifica ha ottenuto altri 2 milioni di euro di introito complessivo che verranno interamente reinvestiti in opere di salvaguardia.

Tra le diverse destinazioni di fondi per i lavori nelle differenti zone spicca il raddoppio degli investimenti sui progetti studiati per le zone montane. Nei prossimi due mesi la Bonifica provvederà a rendere già noti  i destinatari e le modalità di accesso ai fondi per il progetto Difesa Attiva Appennino e le zone dove interverranno i nuovi escavatori per il servizio condiviso con i comuni SOS Bonifica.
 
Importantissima e strategica struttura, come purtroppo constatato durante l’alluvione, sarà la realizzazione tanto auspicata della cassa di espansione del Canale Burla e finalmente sbloccata la procedura si potrà realizzare, quota-parte, il primo stralcio di un intervento tanto atteso dalla popolazione locale e non di meno dall’ente.
 
“Il bilancio – ha commentato il presidente Luigi Spinazzi – è la risultanza di un anno di lavoro che ci ha visti molto impegnati non solo in fase di emergenza in tutta la provincia. L’attenzione vigile ai costi di gestione dell’ente, il coinvolgimento delle aziende agricole, oltre 7 milioni di euro di investimenti e la puntualità e trasparenza nel comunicare la nostra attività periodica sul territorio sono fatti e non parole”.
Il direttore generale Meuccio Berselli ha posto l’accento in sede di presentazione del bilancio davanti all’Assemblea dei Soci anche sulla attività svolta per conto terzi. “Il valore delle capacità specifiche dei nostri tecnici specializzati si è evidenziata quest’anno in modo molto più marcato e produttivo. Le opere infrastrutturali che faremo per i comuni dimostrano il valore e l’affidabilità delle professionalità e delle competenze interne che diventano reddito da reimpiegare”.
 

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