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Bonifica Parmense: il maxi cantiere di Bocca d'Enza prosegue a pieno ritmo

Durante le piene dal 21 al 23 gennaio scorsi la Bonifica ha attivato i Sifoni del Bigone e non la chiavica di Bocca d’Enza, mantenendo asciutta l’area dei lavori. Il direttore Fabrizio Useri: “Massimo sforzo del Consorzio per permettere all’impresa affidataria di operare senza interruzioni”

Proseguono a pieno ritmo i lavori del maxi-cantiere per la sicurezza idraulica di Bocca d’Enza a Sorbolo Mezzani, curato dal Consorzio della Bonifica Parmense che si è occupata della progettazione e del successivo coordinamento dei lavori. Dopo l’avvio dell’opera – avvenuta lo scorso novembre – l’impresa aggiudicataria dei lavori ha realizzato la complessa messa in sicurezza del cantiere e sta portando avanti gli interventi per la realizzazione del sottofondo.

Un celere prosieguo dell’operatività possibile anche grazie al team tecnico dell’Ente di Bonifica che, in occasione degli eventi di piena nel weekend dal 21 al 23 gennaio scorsi, ha attivato i sifoni del Bigone e non ha aperto la chiavica di Bocca d’Enza, impedendo l’allagamento dell’area di cantiere. La decisione – anche se ha comportato uno sforzo delle maestranze nella fase emergenziale il cui intervento, molto più complesso, si è protratto fino alla successiva domenica mattina – ha di fatto evitato la sommersione dell’area d’intervento consentendo all’impresa di non subire interruzioni sul cronoprogramma dei lavori stabilito.

L’intervento – dall’importo complessivo di 5 milioni e 200 mila euro – è realizzato da un raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla mandataria Innova di Bologna e dalla parmigiana SGC, sotto il coordinamento del team tecnico dell’ente di Bonifica. Dopo aver terminato il lungo lavoro di adeguamento e messa in sicurezza del cantiere – necessario per la tipologia di intervento e urgente dopo le piene dello scorso dicembre – si sta proseguendo in questi giorni a pieno regime nei lavori di predisposizione, realizzazione e posa del pacchetto di sottofondazione.

In particolare i lavori consistono in scavi di sbancamento, vibro-infissione di pali di castagno – 20 centimetri di diametro e 3 metri di lunghezza con maglia 2x2 a scopo di rinforzo coesivo – e getto di uno strato di magrone di 50 centimetri di spessore con pendenza. Gli interventi preliminari di messa in sicurezza del maxi cantiere di Bocca d’Enza hanno previsto la realizzazione della protezione delle pareti arginali interne con teli di plastica idonei – per dimensioni e resistenza – alla protezione del corpo arginale e dalla realizzazione di ‘berlinese’ in pali di castagno di diametro di 20 centimetri e lunghezza di 6 metri con passo di 50 centimetri.

“Il Consorzio della Bonifica Parmense – sottolinea il direttore dell’Ente Fabrizio Useri – sta mettendo in atto tutti gli sforzi possibili per fare il modo che l’impresa affidataria dei lavori non abbia interruzioni e possa così completare l’intervento secondo le tempistiche stabilite dal programma contrattuale. La scelta di attivare i sifoni del Bigone durante gli eventi di piena del mese scorso senza aprire la chiavica di Bocca d’Enza è stata presa per difendere il cantiere dall’acqua: i nostri tecnici – sotto il coordinamento di Daniele Scaffi e di Claudio Leccabue – sono riusciti, con grande impegno, a mantenere l’area dei lavori all’asciutto”.

“Con l’ausilio dei sifoni del Bigone – prosegue Useri – siamo riusciti a stabilizzare e successivamente ad abbassare il livello nella Parmetta. In alternativa avremmo dovuto accendere l’impianto di Sorbolo Mezzani con apertura della chiavica di Bocca d’Enza: questo avrebbe provocato la completa sommersione della zona di cantiere per una quota di oltre 4 metri. L’impianto del Bigone ha 3 sifoni da 800 litri/secondo l’uno, ma difficilmente si riescono ad “addescare” 2 sifoni in quanto arriva poca acqua in aspirazione e un sifone “ruba” l’acqua all’altro. In questo caso siamo partiti con la minima quota di aspirazione avviando un sifone e – successivamente, al raggiungimento di una maggiore quota – è stato avviato il secondo. Solo domenica mattina siamo riusciti ad avviare anche il terzo sifone. Siamo sicuri che anche l’impresa affidataria sta realizzando uno sforzo per portare a termine i lavori nei tempi stabiliti”.
 

L’intervento a Bocca d’Enza – che concretizza il terzo lotto del progetto di lavori lungo l’intera asta del fiume a Sorbolo Mezzani – è strategico per un territorio di oltre 4 mila ettari della bassa est parmense, dove risiedono circa 15 mila persone.

L’opera permetterà di convogliare in modo efficiente le acque della rete di bonifica con risultati positivi anche per Colorno, Torrile e parte del Comune di Parma. I lavori prevedono l’abbassamento dei rilevati arginali di circa 1,75 metri e la risagomatura della strada che affianca il Mandracchio stesso in sinistra idraulica. La carreggiata sarà allargata fino a 6,50 metri e verrà realizzata a lato una pista ciclabile.

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