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Dai banchi ai monti: al Bocchialini di Parma si studia la vita in Appennino

Gli studenti della classe 3°A dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fabio Bocchialini’ di Parma svolgeranno, in questo anno scolastico, il progetto ‘La vita in Appennino tra risorse e criticità'

Gli studenti della classe 3°A dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fabio Bocchialini’ di Parma svolgeranno, in questo anno scolastico, il progetto ‘La vita in Appennino tra risorse e criticità’, ideato e realizzato in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, l'Azienda Agricola Montagnana di Ravarano di Calestano (PR) e altre aziende del territorio che saranno coinvolte nel corso dell'anno. Dopo alcuni incontri svolti nelle aule dell’Istituto, i ragazzi affrontano in questi giorni una tappa piuttosto impegnativa: la transumanza della mandria di vacche dal Monte Tavola alla sede dell’Azienda posta a Ravarano.

L’Azienda Montagnana ogni anno svolge questa attività e da qualche anno accoglie anche un gruppo di studenti. Proprio in questi giorni – venerdì 20 e sabato 21 – i ragazzi hanno modo di essere protagonisti di questo rito antico. Il punto d’incontro tra gli allievi e i cavalieri che accompagnano il bestiame è fissato al Passo del Cirone da lì si prosegue in direzione Passo Sillara dove si sosta per un pranzo al sacco. Si percorre, poi, lo spartiacque tre la Val Baganza e la Val Parma sino a raggiungere il casolare ‘La Vecchia’ dove ci si accampa per la notte. Il secondo giorno, dopo la colazione si raduna il bestiame nel vicino pascolo e si riprende il percorso che aggira il Monte Cervellino e raggiunge il Monte Scarabello dove ci si ferma per un pranzo al sacco. Da lì si riprende il cammino scendendo lungo la valle dell’Arso fino a Ravarano.
 
“Siamo un'azienda a conduzione famigliare - spiegano i gestori dell'Azienda - situata nell'Appennino Parmense ai piedi del Monte Montagnana a 700m s.l.m. Dal 2000 coltiviamo la terra e alleviamo i nostri animali con metodo biologico e dal 2003 abbiamo la certificazione biologica dei terreni, degli animali e del latte che produciamo. L'allevamento è costituito da più razze di vacche: la principale è di Pezzate Rosse (vacche forti e ottima qualità nella lattazione) Frisone e alcune Brune Alpine. Sono circa 50 capi in lattazione e altrettante come rimonta. Abbiamo scelto di fare una selezione genealogica improntata sulla qualità del latte, che le nostre mucche producono e non sulla quantità, infatti, la produzione media per capo è di circa 23 kg al giorno. Alimentiamo le nostre mucche con fieno dei nostri campi che contiene erbe con essenze introvabili in altri luoghi, che conferiscono al latte e di conseguenza al formaggio, aromi unici. Integriamo l'alimentazione con miscele di cereali certificati biologici e certificati O.G.M. Free. Il latte viene consegnato al caseificio dove segue un percorso di lavorazione separato dall'altro latte. Una volta trasformato in formaggio - che solo dopo un anno dalla produzione si potrà chiamare Parmigiano Reggiano da agricoltura biologica - lo stagioniamo e lo vendiamo noi direttamente ai consumatori. Abbiamo la convinzione che per fare il nostro lavoro, sopratutto in montagna,sia indispensabile amore per la propria terra, passione e rispetto per l'ambiente, gli animali, le persone e le cose che ci circondano”
 
Durante la transumanza i ragazzi realizzeranno una sorta di diario di viaggio che sarà pubblicato sui siti del Parco Nazionale e dei Parchi del Ducato (Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale).
 
Le attività in aula sono co-progettate con il supporto tecnico dei due Enti Parco. Gli obiettivi del progetto ‘La vita in Appennino tra risorse e criticità’ sono quelli di far acquisire ai partecipanti le competenze nel campo della tutela del patrimonio naturale, ambientale, storico, culturale e artistico dell’Appennino, mettendone in evidenza sia le potenzialità sia le criticità, soprattutto dai punti di vista sociale ed economico. Per ragioniere tali scopi, oltre ai percorsi didattici nelle aziende e nelle attività recettive, il programma prevede anche un approfondimento sugli aspetti naturalistici, in particolare sui risultati raggiunti nel progetto Life Barbie per la conservazione e il recupero delle popolazioni autoctone di due specie ittiche minacciate, il Barbo comune (Barbus plebejus) e il Barbo canino (B. meridionalis sin. caninus), e dei loro rispettivi ambienti fluviali. Altri focus previsti riguardano il Life Eremita che si occupa della conservazione di popolazioni residuali di 4 specie di insetti caratteristici dei boschi d’Appennino, e il Life M.I.R.CO-lupo che ha come obiettivo quello di assicurare le migliori condizioni di conservazione del Lupo agendo su alcuni elementi di minaccia di origine antropica legati, in particolare, al fenomeno dell’ibridazione con il cane domestico. Non mancheranno, inoltre, approfondimenti, sia in aula che sul campo, sui temi storici, culturali e sociali. Il progetto didattico si concluderà a primavera con l'esperienza di un'altra transumanza, quella di un gregge di pecore Cornigliesi

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