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DIssesto Idrogeologico, l'Unione Montana Appennino Parma Est lavora insieme ai Comuni e alla Regione

“Dobbiamo passare dall'ottica dell'emergenza a quella della prevenzione, per questo c'è bisogno di adeguati stanziamenti da investire sul dissesto idrogeologico”. Così afferma Amilcare Bodria, vice Presidente dell'Unione Appennino Parma Est e Sindaco di Tizzano, nonché geologo, a seguito all'incontro dei giorni scorsi

?“Dobbiamo passare dall'ottica dell'emergenza a quella della prevenzione, per questo c'è bisogno di adeguati stanziamenti da investire sul dissesto idrogeologico”. Così afferma Amilcare Bodria, vice Presidente dell'Unione Appennino Parma Est e Sindaco di Tizzano, nonché geologo, a seguito dell'incontro che nei giorni scorsi ha visto gli amministratori del territorio appenninico parmense confrontarsi con il nuovo Responsabile del Servizio Tecnico di Bacino degli affluenti del Po della Regione Emilia- Romagna, Francesco Capuano, e lo specialista sull'assetto idrogeologico dell'Area occidentale del medesimo Servizio, Claudio Malaguti. All'incontro hanno partecipato, oltre a Bodria, il Sindaco di Palanzano Lino Franzini, il Sindaco di Corniglio Giuseppe Delsante, il Sindaco di Neviano Arduini Alessandro Garbasi, il Presidente dell'Unione montana e Sindaco di Langhirano Giordano Bricoli, Giampiero Baccheri Cortesi in rappresentanza del Comune di Lesignano, Gabriele Alifranco e Antonio Mesti per la Provincia di Parma ed il Direttore Generale dell'Unione Delio Folzani.

“E' stato un incontro importante – afferma Bodria – perchè ha posto le basi per proseguire l'ottima collaborazione con il Servizio tecnico di Bacino condotta negli ultimi anni con Gianfranco Larini, recentemente andato in pensione e che ringraziamo per il lavoro svolto. Come territorio dell'Appennino parmense abbiamo sempre trovato nel Servizio risposte all'altezza e personale competente quando abbiamo avuto la disponibilità di finanziamenti per effettuare interventi. Anche il lavoro con la Regione vede un ottimo rapporto con l'Assessore Paola Gazzolo, ma purtroppo nelle zone montane parmensi a due anni da eventi alluvionali che sono stati pesantissimi non abbiamo riscontrato alcun intervento specifico per la ricostruzione ed il consolidamento”. Già nell'autunno 2014 gli amministratori dell'Unione Appennino Parma Est avevano fatto presente questa situazione al Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio Gian Luca Galletti, che peraltro a seguito delle alluvioni tra fine 2013 ed inizio 2014 aveva visitato direttamente il territorio colpito: “La terribile emergenza idrogeologica che aveva colpito il parmense – prosegue Bodria – aveva avuto come epicentro del dissesto il comune di Tizzano ed i Comuni circostanti, con l'interruzione e danni enormi ai servizi a rete come elettrodotti, gasdotti, acquedotti e fognature, la viabilità locale, che era stata devastata con gravi ripercussioni non solo per le imprese ma anche per le attività commerciali e ed il turismo, il cedimento di versanti con coinvolgimento di fabbricati civili, produttivi e agricoli, con persone che sono state costrette ad evacuare la loro abitazione principale ed ancora oggi, dopo quasi due anni, sono costrette a ricorrere ai fondi regionali per l'autonoma sistemazione, per i quali peraltro dovremo chiedere una proroga. Il fatto che il nostro territorio sia stato l'epicentro degli eventi calamitosi in regione è comprovato dalla lista dei fabbisogni convalidata dalla Regione dopo averli esaminati: sul patrimonio pubblico, la provincia di Parma ha evidenziato la necessità di 572 interventi, con il 75% dei danni sul territorio dell'Unione montana Parma est; sul patrimonio privato la percentuale sale all'80%.

Purtroppo nel recente passato per calcolare la ripartizione dei fondi si utilizzava un criterio che non prevedeva interventi specifici indirizzati alle aree montane, per cui si sono create concorrenze tra comuni montani e quelli di pianura, con questi ultimi che per numero di residenti ovviamente vedevano assegnata la parte maggiore dei fondi per rispondere alle emergenze. Nelle delibere dell'autunno 2014 avevamo individuato una serie di interventi prioritari che potrebbero rendere più sicuri gli alvei dei torrenti ed i versanti a rischio, e come Comuni ci eravamo anche resi disponibili ad anticipare la progettazione così che questi interventi potessero rientrare nella lista di quelli rapidamente finanziabili, ma non abbiamo ancora ricevuto la risposta a questa proposta. La Regione ha messo a disposizione, e questo è importante, finanziamenti per le prime case distrutte o inagibili, ma riteniamo che davvero ora si debba lavorare sulla prevenzione e al territorio appenninico finora per questo lavoro è stato riconosciuto molto poco”.

A sua volta l'Ingegner Capuano ha affermato: “L'incontro ha consentito di approfondire congiuntamente i problemi ancora presenti ed illustrare, da parte del Servizio, i programmi di intervento, che sono resi possibili da diversi canali di finanziamento che trovano, proprio a partire dal mese di maggio 2015, conferma ed approvazione, alla luce dell'importante impegno assunto dalla Regione Emilia Romagna: con il Bilancio regionale approvato con L.R. n. 4 del 30 aprile 2014 si sono infatti stanziati complessivamente 100 milioni di Euro per interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, di cui 45 milioni con fondi propri regionali. Con Ordinanze di protezione civile, ultime fra le quali la n.232/2015, sono stati finanziati diversi interventi resi necessari dalle più recenti nevicate del febbraio 2015, e nei prossimi giorni è atteso il finanziamento, da parte della Giunta regionale, di molti degli interventi urgenti segnalati dal Servizio, d'intesa con le amministrazioni locali, per un importo di oltre due milioni di Euro per i territori su cui il Servizio interviene, nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.

Inoltre ho avuto modo di confermare, da un lato, che è attesa entro settembre 2015 l'erogazione del finanziamento, pari ad 11 milioni, disposto dalla UE quale fondo di solidarietà europeo conseguente all'alluvione dell'ottobre-novembre 2014, e che consentirà ai comuni interessati ed allo stesso Servizio tecnico di realizzare ulteriori interventi di ripristino e mitigazione del rischio.

Infine, in termini programmatici, ho confermato il contenuto della delibera di Giunta regionale n. 478 del 27 aprile 2015, "Proposta di interventi de inserire nel Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico 2014-2020", nel quale figurano molti interventi condivisi con le amministrazioni comunali. Per questi interventi il Servizio assicurerà la collaborazione richiesta anche ai fini progettuali, per i quali i Comuni possono validamente collaborare, in modo da essere pronti, all'atto di conferma dei finanziamenti che potranno essere disponibili anno per anno, per l'appalto e l'esecuzione dei lavori".

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