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Energie rinnovabili: gli impianti di biomasse del parmense aprono le porte

Sono ben cinque gli impianti a biomasse dell'Emilia Romagna che, in occasione dell'evento nazionale “Visitiamo le Agroenergie” promosso da Enama, fino al 25 ottobre aprono le porte

Sono ben cinque gli impianti a biomasse dell'Emilia Romagna  che, in occasione dell'evento nazionale “Visitiamo le Agroenergie” promosso da Enama, fino al 25 ottobre aprono le porte alla stampa, agli “addetti ai lavori” o ai “curiosi” che ne vogliono sapere di più sulle energie da fonti rinnovabili. Queste le date dell'”open day”: il 23 ottobre tocca alla provincia di Piacenza, mentre il 23 e 25 è il turno delle centrali del Parmense. I dettagli di tutti gli appuntamenti si trovano sul sito web dell'Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola. 

Realizzate nell'ambito del “Progetto Biomasse” partito nel 2010 grazie agli incentivi erogati dall'Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola in sinergia con il Ministero delle Politiche Agricole, le cinque centrali emiliane hanno una potenza installata pari ad oltre 3,6 Mw per una produzione annua stimata di 26 mila Mw/h che potrebbe soddisfare il fabbisogno elettrico annuale di 10mila famiglie. Complessivamente, sono già 35 gli impianti costruiti in tutta Italia con le agevolazioni Enama-Mipaaf, pari all'8% di tutte le centrali a biomassa e biogas presenti nel nostro Paese (433, dati Gse 2011).

"Le cinque strutture emiliane, così come le altre del "Progetto Biomasse", sono tutte  a chilometro zero perché sfruttano le risorse del territorio, utilizzando scarti e residui di lavorazioni agricole eseguite in loco, quali insilati e farine di mais, effluenti suinicoli, stocchi di cippato", spiega il gruppo di lavoro Enama sulle agroenergie, che prosegue: "D'altro canto, la filosofia dei nuovi meccanismi di agevolazione è quella di puntare su centrali di dimensioni medio-piccole che, proprio per questo, riescono ad essere autosufficienti, rendendo produttivi scarti e residui altrimenti destinati alla discarica. Insomma, è la strategia del 'consumo quanto produco'". In questo modo, è possibile abbattere i costi di smaltimento e creare crea reddito da materiali senza apparente valore, oltre a ridurre l'impatto inquinante diretto di tali rifiuti sugli ecosistemi locali.

Ma si tratta soprattutto di centrali altamente innovative perché progettate sia per contenere le emissioni derivanti dal trattamento dei residui, sia per ottimizzare la produzione e il successivo consumo di energia, grazie a sistemi di recupero e di riutilizzo del calore.

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