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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Ambiente: i ricercatori a Monchio delle Corti e Corniglio alla ricerca del gambero di fiume

Nei centri riproduttivi in provincia di Parma gli esperti del progetto LIFE Claw hanno verificato la presenza delle uova

I ricercatori del progetto LIFE CLAW, dedicato alla conservazione del gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes) nell’area dell’Appennino nord-occidentale di Emilia-Romagna e Liguria, hanno effettuato il controllo delle femmine per verificare la presenza di uova presso i centri di riproduzione - Monchio delle Corti e Corniglio, in provincia di Parma, Fontanigorda, in provincia di Genova, e Frignoli, in provincia di Massa Carrara - dopo l’avvio, a partire dallo scorso autunno, di una nuova fase di riproduzione.

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Oltre 400 riproduttori, maschi e femmine, individuati grazie alle indagini bio-ecologiche, genetiche e veterinarie condotte dall’Università degli Studi di Pavia, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, erano stati trasferiti presso i centri di riproduzione a settembre scorso e, a fine ottobre, era avvenuto l’accoppiamento. I maschi hanno rilasciato le spermatofore sull’addome delle femmine le quali hanno estruso le uova che si sono così potute fecondare. A inizio estate avverrà la schiusa delle uova e a settembre i giovani gamberi verranno introdotti nei corsi d’acqua risultati idonei, dopo aver svolto le opportune indagini sanitarie per verificare il loro stato di salute.

A differenza della maggior parte dei crostacei, e dei loro “cugini” di mare, i gamberi di acqua dolce non hanno una fase larvale, ma alla schiusa i piccoli si presentano già con il medesimo aspetto degli adulti. A settembre scorso era stato raggiuto l’importante traguardo dell’introduzione nei corsi d’acqua ritenuti idonei di oltre 1.500 giovani esemplari di gambero di fiume italiano riprodotti presso i centri emiliani e ligure. I centri della provincia di Parma sono stati realizzati, grazie al progetto Life CLAW, adeguando due incubatoi ittiogenici: scavando e rimodellando il terreno, sono stati ricavati due stagni di forma rettangolare il cui approvvigionamento idrico è garantito da acque di sorgente.

Gli stagni sono inoltre dotati di protezioni sia per ombreggiare sia per impedire l’ovideposizione delle libellule, le cui larve sono predatrici dei giovani gamberi. Il centro di Fontanigorda utilizza le vasche create nel dopoguerra e successivamente dismesse per la riproduzione e il ripopolamento delle trote che grazie al progetto sono state rimesse in funzione. Il centro di Frignoli, realizzato dall’unione dei Comuni Mantana della Lunigiana, è gestito direttamente dal Personale di progetto del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

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Prosegue in parallelo l’attività di divulgazione del progetto per far conoscere questa specie e sensibilizzare sull’importanza della sua tutela con alcuni appuntamenti speciali: A Calestano, in provincia di Parma, sabato 27 maggio si terrà la Notte del Gambero. Il coinvolgente appuntamento si svolge in occasione del Festival del Paesaggio di Monte Sporno. I partecipanti saranno protagonisti di una passeggiata notturna, accompagnati da una guida ambientale escursionistica, con partenza alle ore 21 da Calestano (PR) per osservare il delicato ecosistema del gambero di fiume. Un’occasione unica per conoscere più da vicino una specie così importante per la biodiversità degli ambienti umidi. L’attività, organizzata in collaborazione tra il Parco Naturale del Monte Sporno, i Parchi del Ducato e il Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, è gratuita con prenotazione obbligatoria al tel. 339 6570097..

Il gambero di fiume italiano (A. pallipes) è una specie autoctona (nativa), la cui sopravvivenza è gravemente compromessa a causa di diverse minacce principalmente legate alla crescente antropizzazione degli ecosistemi acquatici e all’introduzione di specie alloctone (non native) invasive. In particolare, i gamberi alloctoni invasivi costituiscono una forte minaccia in quanto portatori asintomatici della peste di gambero, una malattia responsabile della rapida estinzione delle popolazioni autoctone.

A causa di questi fattori, nel corso degli ultimi 50 anni, le popolazioni di gambero di fiume autoctono hanno subito un forte e diffuso declino in tutta Europa e attualmente, in Italia, la loro presenza è principalmente limitata a piccoli corsi d’acqua in cui i gamberi alloctoni invasivi non si sono ancora espansi e l’antropizzazione dell’habitat è limitata o assente.

Il progetto LIFE CLAW, sostenuto dall’Unione Europea attraverso lo strumento finanziario LIFE e coordinato dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ha l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di gambero di fiume italiano nell’area dell’Appennino nord-occidentale di Emilia-Romagna e Liguria, attraverso un programma a lungo termine che coinvolge diversi partner in entrambe le regioni. I partner del progetto LIFE CLAW che affiancano il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano sono: l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, il Parco Naturale Regionale dell’Antola, il Consorzio di Bonifica di Piacenza, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Pavia, Acquario di Genova-Costa Edutainment e il Comune di Fontanigorda.

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