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“Grano di Parma” da piazza della Pace diventa pane nell'Azienda Stuard

Si è concluso il progetto che ha visto piazza della Pace adibita anche alla coltivazione di cereali,  un modo anche questo per presentare a parmigiani e turisti una delle tante eccellenze della nostra terra: la produzione cerealicola di alta qualità...

Si è concluso il progetto che ha visto piazza della Pace adibita anche alla coltivazione di cereali,  un modo anche questo per presentare a parmigiani e turisti una delle tante eccellenze della nostra terra: la produzione cerealicola di alta qualità, quella che non si trova nelle coltivazioni intensive. In piazzale della Pace, fra i due trottatoi, per iniziativa di Comune di Parma e Azienda Agricola Sperimentale Stuard, sono state posate otto grandi cassette ripiene di terra seminata con grano, orzo e altri cereali, che di mese in mese sono cresciuti e che  sono  poi stati trasferiti all'Azienda Stuard, dove si è proceduto alla mietitura e al trattamento dei grani in vista del loro riutilizzo. I frutti raccolti sono ora pronti per essere utilizzati dai coltivatori che producono materie prime con le quali si confezionano prodotti di alta qualità.

Proprio presso il podere di San Pancrazio si è tenuto un incontro per dare conto dell'iniziativa: “In Piazza della Pace – ha detto l'assessore Cristiano Casa – i grani sono cresciuti, maturati e ora sono stati raccolti. In sei mesi di permanenza hanno riscosso anche una certa attenzione da parte dei cittadini. Abbiamo avuto modo di far conoscere prodotti di qualità, coltivati, lavorati e trasformati da piccole aziende,  quindi l'obiettivo principale può dirsi raggiunto”.

“In quegli 8 vasconi che sono stati in piazza della Pace da gennaio a giugno – ha affermato Cristina Piazza, agronoma dell'Azienda Sperimentale Stuard – c'è un pezzetto di storia della nostra terra, l'evoluzione della coltivazione del frumento  prima della “rivoluzione agricola” di fine anni cinquanta. Diversi produttori hanno ricominciato a lavorare su questi grani antichi e alcuni hanno completato al filiera trasformandoli in prodotti finiti, quali pane e dolci”. “Dietro a questi agricoltori – ha commentato ancora Cristiano Casa – c'è un mondo importante e poco conosciuto. Da qui l'idea di portare in piazza il frutto del loro lavoro”. Nella fattispecie, nei vasconi posizionati lungo i trottatoi, è stato proposto un percorso sulla storia del frumento, dal più antico al più “moderno” prima della Rivoluzione Verde degli anni ’50. Il progetto è stato volutamente portato avanti in concomitanza con l’Expo, anche per valorizzare le produzioni locali di alta qualità e le aziende agricole che ancora coltivano queste specie e producono torte, caffè, orzo, gallette e altri generi non industriali.

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