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Il comitato territoriale di Iren promuove il progetto Biochar

Per la valorizzazione di scarti vegetali derivanti dalla manutenzione del verde urbano in un’ottica di sviluppo sostenibile

E' stato presentato oggi il progetto BIOCHAR promosso dal Comitato Territoriale Iren di Parma, che si collega ad una collaborazione, avviata dall’Università di Parma, tra i comuni di Parma e di Stoccolma sul tema delle “città intelligenti” mirante a coinvolgere amministratori locali, imprese e cittadini in azioni concrete con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini a tutti i livelli. Lo scopo è di inserire Parma all’interno di una rete mondiale di “smart cities” in cui vengano sviluppati idee e progetti da condividere con altre città nel resto del mondo.

Il Comitato Territoriale Iren di Parma ha raccolto la sfida promuovendo questo progetto: una parte di potature provenienti da aree pubbliche della città verranno utilizzate per la produzione di BIOCHAR che, dopo essere stato analizzato, verrà utilizzato presso un’area dell’Orto Botanico di Parma. Si tratta di una sperimentazione della durata di due anni. A valle del progetto, si valuterà poi della sua implementazione su scala più ampia. Questa iniziativa si inserisce nella logica di una green economy basata sull’uso sostenibile e pubblico delle risorse ambientali urbane. 

Attraverso un programma che coinvolge attivamente i cittadini, il progetto vuole 'educare' la popolazione alle buone pratiche comportamentali per ridurre l'inquinamento, migliorare il paesaggio urbano, valorizzare in maniera sostenibile una parte dei rifiuti verdi urbani ed infine creare opportunità di lavoro per i giovani legati alla tematica del riutilizzo intelligente dei rifiuti (tramite ad esempio la creazione di piccole imprese per la raccolta/utilizzo innovativo del verde urbano). Il BIOCHAR è un materiale naturale, derivato da biomasse vegetali a seguito di processi controllatiper le sue proprietà chimico-fisiche, può migliorare la qualità dei terreni, in grado di apportare vantaggi sia alla crescita dei vegetali che nella gestione delle risorse necessarie alla coltivazione degli stessi.

Infatti nel momento in cui è distribuito sul suolo, il biochar agisce come una microspugna, grazie alla sua struttura estremamente porosa, in cui possono essere inglobati acqua, nutrienti e fertilizzanti in grande quantità, diminuendo l’uso di acqua, elettricità e fertilizzanti. Inoltre il BIOCHAR è anche in grado di ospitare colonie di microrganismi che possono stimolare la crescita delle piante. L’impiego del BIOCHAR insieme al compost è molto adatto anche nelle colture biologiche egli orti urbani che per definizione utilizzano metodi fondati sulla sostenibilità ambientale. Infine grazie alla sua struttura chimica, il BIOCHAR resiste al naturale degrado nel suolo e può sequestrare il carbonio al suolo per centinaia di anni, contribuendo così al contenimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. 

L’uso del BIOCHAR è una risposta, tecnicamente facile, vantaggiosa, rispettosa dell’ambiente e della salute, e perfino economica, che sfrutta l’utilizzo “intelligente” del residuo carbonioso derivante da piccoli impianti alimentati con biomasse residuali provenienti dalla gestione del verde urbano raccolto, nel caso di Parma, dalla potatura e dalla manutenzione delle aree verdi pubbliche.Il progetto, già avviato a Stoccolma, prevede il trasferimento di questa tecnologia alle città europee disposte ad intraprendere una strada simile. Nel caso di Parma, questo sarà facilitato dal fatto che l’Università di Parma si occupa di questa tecnologia già da diversi anni: ciò facilita la possibilità di un’applicazione sicura, rapida e controllata a costo zero a tutto vantaggio della città. Anche la frazione verde di potature, grazie all’utilizzo di tecnologie sostenibili, potrà quindi essere recuperata in un ciclo virtuoso, come ulteriore tassello di economia circolare. La città di Parma entra quindi nella rete del progetto Biochar che vede presenti, oltre a Stoccolma, anche lo stato della California (USA) e Mysore (India).

Alla conferenza stampa hanno erano presenti il Vicepresidente Iren, Avv. Ettore Rocchi, il Dr. Michele Angella in rappresentanza del Comune di Parma, il direttore dell’Orto Botanico di Parma, Prof. Marcello Tomaselli , il ProRettore Vicario dell’Università di Parma, Prof. Paolo Martelli , ed il responsabile scientifico del progetto Alessio Malcevschi professore del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università di Parma.

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