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Il Consorzio di Bonifica Parmense chiede la ripresa immediata dei prelievi dal Taro

"Altrimenti l’agricoltura locale andrà in sofferenza"

La stagione irrigua non è ancora conclusa e il Consorzio di Bonifica Parmense (che rappresenta la principale fonte di distribuzione idrica per le colture tipiche del nostro territorio con i suoi 1300 km di rete di canalizzazioni) segnala la perdurante mancanza di un sufficiente quantitativo di acque disponibili a soddisfazione del comparto agricolo che in alcune aree sta vivendo in particolare sofferenza.

Al centralino della Bonifica Parmense arrivano quotidianamente numerose richieste di ulteriori forniture di acqua irrigua ed in particolare da quegli imprenditori agricoli che producono colture d’alto pregio e ancora in corso di maturazione come il pomodoro, colture orticole e  prati stabili essenziali per il foraggio utile alla produzione del Parmigiano Reggiano. In questo contesto lo stress idrico potrebbe compromettere seriamente l’ultimazione della stagione irrigua e i raccolti con conseguenti danni economici per le imprese agricole del comprensorio. Le piogge previste per i giorni scorsi infatti non hanno regalato alcun sollievo alle zone più sofferenti e per lo più sono cadute a macchia di leopardo in modo disomogeneo rispetto all’estensione dei terreni interessati dalla carenza. Da qui la necessità impellente della Bonifica Parmense di proseguire nella distribuzione dei flussi di risorsa idrica, distribuzione che non può essere soddisfatta esclusivamente attraverso i prelievi dai pozzi, ma che ha bisogno di derivazioni più consistenti da corsi d’acqua che tutt’ora conservano visibile disponibilità di risorsa.

In particolare a sud della Via Emilia le criticità si aggravano e l’unica forma di approvvigionamento irriguo è rappresentata dalle acque del Taro ( in attesa dei bacini idrici di Medesano già in via di costruzione).  A questo si aggiunge che i canali delle aree più sofferenti sono rimasti privi di acque visto che (in mancanza di precipitazioni sufficienti) la presa di Ramiola sul Taro è l’unica fonte di emungimento per l’intera rete di distribuzione di quell’area;  questa mancanza di risorsa idrica aumenta il rischio danni ambientali, probabili morie di pesce. Per queste ragioni il Consorzio di Bonifica Parmense richiede alla Regione Emilia Romagna un’immediata rivalutazione del DMV , in sostanza una deroga alla sospensione di prelievi in  atto che consenta di riprendere la distribuzione dei flussi oggi presenti in Taro che tenga conto delle mutate condizioni di disponibilità di acqua presente ora nell’alveo .  Un provvedimento che consentirebbe di concludere la stagione e limitare danni economici alle aziende agricole .

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