Martedì, 22 Giugno 2021
Green

Le associazioni ambientaliste: "Stop all'allungamento della pista aeroportuale"

Legambiente, WWF e NoCargoParma ricorrono al Tar contro il Parere di compatibilità ambientale

Le associazioni Legambiente Parma, NoCargoParma e WWF Parma hanno presentato ricorso presso il TAR di Bologna contro il parere di compatibilità ambientale espresso dal Ministero per la Transizione Ecologica per il progetto di allungamento della pista dell’aeroporto Giuseppe Verdi. "Come già espresso in una lettera inviata al Ministro Costa e al suo successore Cingolani prima dell’approvazione ufficiale del parere, si ritiene che la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presenti vizi procedurali e di merito e non dia adeguata risposta alle osservazioni a più riprese depositate dalle associazioni che evidenziavano carenze progettuali e impatti ambientali e sulla salute non valutati dai proponenti del progetto. Lo stesso parere della Commissione Tecnica del Ministero riconosce l’esistenza di lacune e criticità nella valutazione degli impatti, come ad esempio gli effetti sulla salute legati all’inquinamento dell’aria, ma rimanda il loro approfondimento, attraverso studi e monitoraggi, ad una serie di prescrizioni che dovranno essere verificate in fase attuativa del progetto.

E’ convinzione delle associazioni che tali valutazioni andavano fatte prima e che le evidenti carenze dello studio di impatto ambientale, rimaste tali anche dopo le integrazioni del proponente, avrebbero dovuto portare ad un chiaro rigetto del progetto. Particolarmente carenti, per non dire assenti, appaiono le considerazioni sull’incremento del rischio di incidente aereo per la popolazione e le infrastrutture. Con l’allungamento della pista la scuola primaria e la scuola secondaria di Baganzola verrebbero a ricadere in zona di tutela B del rischio aeroportuale, zona per la quale il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti vieta l’insediamento di scuole, ospedali e centri ad elevato affollamento (si veda allegata cartografia) L’autostrada A1 ricadrebbe addirittura nella zona di tutela A a più alto rischio di incidentalità, mentre la TAV rientrerebbe in zona B: non si capisce come questo possa essere compatibile con la sicurezza delle due principali infrastrutture di collegamento del paese e ci si chiede se una tale zonizzazione non precluda di fatto eventuali progetti di ampliamento dell’autostrada. L’allungamento comporta inoltre la chiusura di Viale delle Esposizioni e la realizzazione di una nuova infrastruttura stradale di accesso alle Fiere, a spese del Comune di Parma, che dovrebbe attraversare due volte A1 e TAV e passare a ridosso dell’abitato di Baganzola con ulteriori impatti per i residenti in termini di inquinamento e traffico, oltre che di sottrazione di suolo e aree verdi. Altro tema critico è quello della sostenibilità del Piano Economico Finanziario e della valutazione costi benefici, sollevato anche da un’osservazione della Regione e degli stessi uffici tecnici del Comune di Parma alla quale, nel procedimento di VIA, non viene data risposta. Nel business plan non sono infatti contemplati gli ingenti costi legati alla risoluzione delle interferenze, come ad esempio l’interramento della linea ad alta tensione in testata della pista, così come quelli per le necessarie opere di mitigazione e compensazione richieste dalle prescrizioni. Il costo di 20 milioni di euro previsto dal Piano degli investimenti, di cui 12 finanziati dal Ministero delle Infrastrutture, rischia in realtà di rivelarsi ben maggiore e di essere ancora una volta accollato al pubblico, come già si prevede di fare per le nuove strade sostitutive di Viale delle Esposizioni.

Ci si domanda come l’amministrazione comunale di Parma, che ha la competenza di regolare le trasformazioni del territorio con l’obiettivo di tutelare il pubblico generale interesse, possa avvallare un’opera di dubbia sostenibilità economica e trasportistica che presenta pesanti impatti sul piano dell’ambiente, della salute, del traffico e della sicurezza dei cittadini, oltre che della spesa pubblica. Il Comune di Parma, se ci fosse un chiaro indirizzo politico in tal senso, avrebbe ancora in mano tutti gli strumenti per fermare quest’opera rischiosa ed impattante nella conferenza dei servizi per l’autorizzazione finale del progetto di allungamento della pista, che dovrà essere indetta dal Ministero per le Infrastrutture. Allo stato attuale siamo ancora, infatti, ad un semplice progetto di fattibilità. Pur auspicando una presa di coscienza da parte dell’amministrazione comunale, Legambiente Parma, NoCargoParma, WWF Parma, dopo un’attenta e ponderata disamina della documentazione della VIA, hanno deciso di intraprendere comunque la strada del ricorso al tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento del parere positivo di compatibilità ambientale".

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