Pesca, a breve un regolamento unitario: accordo tra l'Autorità Distrettuale del Po e le Regioni

Oltre al focus sulla gestione sostenibile unitaria della pesca e tutela del patrimonio ittico Assessori e Segretario del Distretto hanno approfondito i temi delle pratiche anti-bracconaggio lungo l’asta del Grande Fiume e la migliore collaborazione con le associazioni locali per un monitoraggio presente e riconoscibile nelle diverse sezioni

Un'immagine di un precedente incontro della consulta pesca presso la sede della Regione Lombardia, da sinistra: il segretario generale del Distretto del Po Meuccio Berselli e l'assessore della Regione Lombardia all'Agricoltura, alimentazione e caccia Fabio Rolfi

Tematiche di stretta attualità e rilevanza per il bacino del Po e per le Regioni che si affacciano sul Grande Fiume. Nel corso del primo video-incontro, dopo il periodo di lockdown, Assessori Regionali e Autorità Distrettuale del Fiume Po hanno approfondito tre importanti temi comuni che saranno al centro della prossima Consulta della Pesca che si terrà nel mese di Giugno. Il focus tra amministratori era volto infatti ad individuare percorsi congiunti in grado di fornire risposte con un denominatore comune, snellendo l’eccesso di burocrazia, capaci di rispondere alle necessità di tutti superando le differenze dei singoli territori senza snaturarne le peculiarità e i valori.

È proprio per queste ragioni che la regolamentazione unitaria per la pesca sull’intera asta del Fiume Po diventerebbe un traguardo storico a garanzia di uguali condizioni di accesso, reciproche responsabilità condivise e maggior rispetto dell’ambiente e delle buone pratiche per lo svolgimento dell’attività di pesca sportiva. Il video-meeting è stato introdotto dall’Assessore all’Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Lombardia Fabio Rolfi, attuale presidente della Consulta, che ha relazionato sulle attività svolte fino ad ora e sulla rilevanza degli imminenti provvedimenti da prendere in modo unitario e in tempi utili. Subito dopo il Tavolo ha salutato l’ingresso in Consulta del neo-Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Alessio Mammi. Oltre ai due assessori hanno partecipato Silvana Cane per la Regione Piemonte, Gianluca Fregolent per la Regione Veneto e alcuni stretti collaboratori. Il Segretario Generale del Distretto del Po-Ministero Ambiente Meuccio Berselli ha elencato le possibili azioni comuni da concretizzare per centrare gli obiettivi sottoscritti già nel 2018 nel relativo Protocollo di intesa.

GLI INTERVENTI TEMATICI:

1) Regolamento unitario di riferimento sull’asta Po

Una regolamentazione unitaria attiva su tutta l’asta Po in materia di pesca e pescaturismo risulta fondamentale, sia per garantire controllo e contrasto efficace alle attività illecite sul fiume; sia per regolamentare le attività lecite, assicurando al contempo un sistema trasparente e fruibile in un’area compresa fra amministrazioni diverse che oggi contano su regolamenti distinti. Questo, oltre a promuovere una gestione sostenibile e un’economia locale regolamentata connesse alle attività ricreative sul fiume, fornirebbe anche gli strumenti appropriati e maggiormente incisivi per gli addetti ai controlli.

2) Supporto alle Prefetture per coordinare le azioni contro il bracconaggio

Monitoraggio e localizzazione a scala di bacino dei punti di imbarco pesca, sbarco, sosta degli automezzi e metodologie utilizzate con interfacciabilità operativa mediante PC-Smartphone. Questa attività, insieme al “Protocollo Operativo” presentato da Regione Lombardia durante l’ultima seduta della Consulta, supporteranno direttamente le attività del Tavolo di coordinamento delle Prefetture sulle azioni di contrasto al bracconaggio ittico.

3) Collaborazione con le associazioni locali per il monitoraggio delle attività illecite

L’Autorità Distrettuale riferisce che il coinvolgimento delle associazioni locali (che le Regioni individuano in quelle impiegate in attività di pesca sportiva) già fortemente attive sul territorio e sensibili all’argomento, consentirebbe un supporto efficace alle attività di contrasto al bracconaggio. Inoltre, le associazioni sono già partecipi di diverse azioni legate al ripopolamento della fauna ittica e ad alcuni progetti di conservazione e ripristino ambientale. Il loro contributo garantirebbe la partecipazione dei territori alla prevenzione in modo virtuoso a tutela dei valori economici oltre che paesaggistici. 

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