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Green | Prezzi bassi per la legna e aumento dei tagli boschivi

La drastica diminuzione dei prezzi della legna dovuta anche all'impiego di boscaioli stranieri e pagati in nero sta incentivando i tagli boschivi incontrollati e la creazione di danni idrogeologici. Un altro colpo per l'economia della montagna

La drastica diminuzione dei prezzi della legna dovuta anche all'impiego di boscaioli stranieri e pagati in nero sta incentivando i tagli boschivi incontrollati e la creazione di danni idrogeologici.

A lanciare l'allarme Giuliano Serioli, coordinatore di Rete Ambiente Parma - "Emerge che l'attuale prezzo all'impiedi della legna è tra i 4 e i 5 euro al quintale. Lo stesso prezzo del 2014, risultato il più basso dal 2009. Allora era di 8-9 euro al quintale ( il doppio). Chi taglia sembra siano principalmente squadre di boscaioli da fuori, presumibilmente dell'est-europa. Vengono pagati a quintale e in nero. Il prezzo, per chi fa tagliare, può arrivare a 10-13 euro solo se legna stagionata 2 anni e se spaccata.

Logico pensare che, a questi prezzi di taglio all'impiedi (molto bassi), la quantità di boschi che viene tagliata sia ancora un'enormità. sia incontrollata e crei gravi danni idrogeologici.Emerge che ormai chi taglia è prevalentemente gente dell'est. Anche chi vuol far tagliare un proprio bosco si serve di loro. Chi fa tagliare sono sempre più commercianti all'ingrosso che spostano le squadre da un posto all'altro. In sostanza, i soldi che girano non restano in montagna, vanno a quelle squadre di taglio, ai commercianti e soprattutto a finanziare i settori industriali che producono trattori ed apparati di taglio.

Questa stabilizzazione al ribasso distrugge i boschi, crea nuovo dissesto idreogeologico e frane,  non crea alcuna economia per la montagna. Questo processo va fermato!"

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