Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Riserva Po Grande: un museo a cielo aperto per la ripresa del territorio

Il Segretario Generale dell'Autorità Distrettuale del fiume Po Meuccio Berselli invita, all’insegna della sicurezza, a scoprire peculiarità, piatti tipici e paesaggi che rendono unico, nel suo insieme, l’ambiente del Grande fiume

foto: Paolo Panni

Puntare, all’insegna della sicurezza, sulle peculiarità di quel “Museo a cielo aperto” che il Grande fiume è in grado di offrire. L’ingresso in zona gialla delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto porta un piccolo segnale di speranza, e un motivo di ripartenza per tutti gli 85 Comuni della Riserva MaB Unesco Po Grande. Ora, più che mai, il concetto di “zona vasta” assume rilevanza strategica per l’immediato futuro di un territorio straordinariamente ricco di potenzialità. La sicurezza è e deve restare una priorità, per non tornare indietro, per non commettere passi falsi e per essere, anzi, il cardine intorno al quale ripartire. I confini regionali, come noto, fino al 15 febbraio non possono essere superati. Sbaglia, tuttavia, chi pensa che mai come ora le regioni siano “lontane”.

Anzi, ora più di prima, sono vicine e sono chiamate a lavorare insieme. Quella che arriva dai Comuni della Riserva MaB Unesco Po Grande è una scommessa. Si tratta, in gran parte, di piccoli comuni, con poche migliaia di abitanti; in qualche caso anche con poche centinaia di residenti. “Veniteci a trovare - è il loro appello – ognuno nella propria regione”. Appello subito condiviso dal Segretario del Distretto del Fiume Po Meuccio Berselli che non esita a ricordare come il paesaggio offerto dai centri rivieraschi sia un “Museo naturale, a cielo aperto, di rara bellezza, spettacolare in ogni stagione, col sole o con la nebbia, col gelo o con la pioggia”.

Sono i territori che hanno ispirato, solo per citarne alcuni, personaggi come Giuseppe Verdi e Giovannino Guareschi, Claudio Monteverdi ed Ermanno Olmi, Cesare Zavattini e il poeta Virgilio. Sono anche miniere di antichi saperi, produzioni tipiche d’eccellenza, vecchi mestieri artigiani ancora oggi esistenti. Terre che meritano di essere scoperte lentamente, meglio se a piedi o in bicicletta, percorrendo argini e strade sterrate. “Gli spettacoli offerti dai pioppeti e dagli spiaggioni – continua ancora il Segretario Berselli – dalle golene e da quei piccoli centri sorti attorno ai loro campanili sono luoghi imperdibili, meritevoli di essere conosciuti. Abbandonando, per una volta, la ressa e il rischio di assembramenti delle grandi città, per preferire, almeno per ora, la calma, la tranquillità e la sicurezza dei piccoli centri. Sì, veniteci a trovare – conclude Berselli – e approfittate per fare una sosta golosa,a  pranzo o a merenda, nelle osterie e nei locali delle nostre campagne, per visitare quelle piccole botteghe artigiane che sono giacimenti di antichi saperi. Per essere tutti insieme protagonisti della ripresa e, quindi, di quella grande scommessa che arriva dalle terre del Po”.

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