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Sblocca Italia, rifiuti da fuori Regione. Folli: "Rendere onerosi i costi di accesso agli impianti"

All'interno del decreto "Sblocca Italia" vi è un articolo che tratta le "misure urgenti per la gestione e la tracciabilità dei rifiuti". Si intende così portare a pieno carico gli impianti di smaltimento esistenti. L'intervista di ParmaToday all'assessore Gabriele Folli

Il decreto appena introdotto dal governo “Sblocca Italia” sta sollevando critiche e perplessità a livello territoriale, sia da parte delle amministrazioni che da quella dei comitati cittadini che vedono al suo interno un'infinità di controsensi. I dubbi riguardano sia l'apertura di cantieri per la costruzione di nuove infrastrutture che le procedure di semplificazione delle documentazioni ambientali nonché la gestione dei rifiuti. 

Nella nostra città, dopo varie diatribe che hanno visto al centro le forze cittadine e quelle amministrative contro l'accensione dell'inceneritore oramai in funzione, si opera un percorso di raccolta differenziata che vorrebbe portare alla dismissione degli impianti di smaltimento. Ora si deve prendere atto delle nuove disposizioni governative. Abbiamo chiesto all'Assessore all'Ambiente Gabriele Folli. Come far fronte a questa nuova problematica per salvaguardare il lavoro fatto dall'Amministrazione?

“Tecnicamente il decreto è già legge però il ministro si è impegnato a recepire eventuali emendamenti che potrebbero essere inseriti nella legge di stabilità, in breve: ci sono strumenti normativi che si possono andare a modificare. Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il Ministro all'ambiente che ha manifestato la disponibilità a valutare delle proposte qualora fossero pervenute da Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e con il presidente della commissione ambiente Anci Luigi Spagnolli (sindaco di Bolzano) a cui abbiamo consegnato le nostre osservazioni. Stiamo cercando di trovare il modo per difendere il territorio da quello che oramai è diventato legge. A livello regionale la richiesta è bypartisan, quindi la volontà è definita. La questione verrà poi gestita a livello parlamentare e vedremo se ci sarà la volontà da parte dei gruppi di maggioranza. I punti su cui si intende discutere affinché la situazione emergenziale non diventi strutturale sono fondamentalmente due : - che sia ben definito il tempo transitorio in cui si fa fronte all'emergenza   – che i costi di accesso agli impianti di incenerimento pagati dalle regioni siano altamente diseconomici. Rendendo il costo di accesso all'impianto molto oneroso si disincentivano le regioni che ne farebbero uso.

Ad esempio un amministratore locale di un territorio privo di inceneritore, che deve far partire una raccolta porta a porta, non sarà molto motivato a farlo perché  ciò comporta disagi e  polemiche, lo sarà invece se deve raddoppiare le bollette dei cittadini per pagare le imposte di accesso all'impianto extraregionale. Probabilmente in questo modo avvierà tutte quelle modalità di raccolta differenziata non ancora utilizzate. Crediamo che se le nostre osservazioni alla legge venissero accettate si creerebbe quell'effetto barriera utile ad impedire il conferimento da fuori regione. Se nulla sarà considerato ci riserveremo di intraprendere vie legali in quanto non riteniamo corretto l'atteggiamento governativo”.

In queste settimane è stato approvato il nuovo Statuto Comunale, questo inserisce sostanziali novità volte a sottolineare il ruolo attivo dei cittadini nelle proposte amministrative. Come si possono utilizzare questi nuovi strumenti di “democrazia partecipata” in merito alla tutela ambientale in considerazione anche di queste nuove leggi?

“Si possono utilizzare come segnale politico. Di fatto la legge nazionale ha bypassato tutte le competenze e le pianificazioni locali sugli impianti rendendoli di rilevanza strategica nazionale. Un referendum locale avrebbe una valenza non incisiva ma politica al fine di rappresentare a livello statale i malcontenti locali”.

Per la biologia l'energia rinnovabile è un'energia che si inserisce in un processo circolare quindi naturale dove non viene prodotto nessuno scarto. Ora l'orientamento governativo promuove la creazione di impianti a combustione tipo biomasse o cogeneratori, classificandoli come “energie rinnovabili”. Dal momento che questi producono un'importante residuato inquinante non le sembra che l'uso del termine “rinnovabile” sia inappropriato?

“Trovo l'utilizzo assolutamente improprio. Per esempio la combustione delle biomasse, per quanto riguarda l'apporto di co2, viene considerata neutra ma questo è vero parzialmente perchè il processo di degradazione che in natura dura decenni viene ridotto in pochi istanti. In più non si tiene conto delle ricadute locali emissive. In un territorio come la pianura padana già fortemente antropizzato e con sforamenti continui di pm10, può essere dannoso continuare ad investire su impianti di combustione a biomassa”. 

In seguito all'alluvione e al costante stato di allerta quali misure pensate di adottare per la messa in sicurezza del territorio? State costruendo un percorso per la pianificazione di tutela idrogeologica con i comuni della provincia interessati al dissesto?

“Il tema è già all'attenzione dell'amministrazione. L'anno scorso abbiamo fatto una campagna incentrata a sensibilizzare le parti coinvolte nella manutenzione dei corsi idrici superficiali anche di minore entità: pulirli e liberarli da tronchi, rifiuti e quant'altro. Come interventi infrastrutturali la costruzione della cassa di espansione per il Baganza rappresenta una soluzione fondamentale per salvaguardare il ripetersi degli eventi già accaduti”.

Oggi alle ore 17 al Ridotto del Teatro Regio si terrà il convegno “La sostenibilità è ancora possibile? Solo con una nuova cultura ed una nuova economia” insieme all'assessore Folli e al sindaco Pizzarotti interverranno anche Erik Assadourian del Worldwatch Institute e Paul Connet, professore di chimica ambientale all'Università di New York.

Si parlerà di surriscaldamento globale e delle possibili azioni per contrastarlo.“Il problema dell'inquinamento è globale ma” osserva Folli “non ci si può sempre attendere che le soluzioni arrivino dall'alto. Sono le piccole azioni quotidiane che, messe insieme, possono fare la differenza su un tema così importante”.

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